Fondazione Cariverona: nuovi vertici, stessa musica?

Feb 14 2016
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In questi anni la Fondazione Cariverona si è distinta per il forte investimento sull’immobiliare e per la ritirata dalle vere occasioni economiche di sviluppo presenti in città.

Vale a dire che la Fondazione si è mossa per accrescere il proprio patrimonio piuttosto che partecipare ai fattori dell’economia locale di matrice pubblica, come altre Fondazioni invece hanno fatto.

Infatti, la quota all’interno dell’aeroporto Valerio Catullo è scesa al 2,8%; la quota nella società autostradale Brescia-Padova si è ridotta allo 0,15%; nella Fondazione Arena, Cariverona non garantisce più la quota di socio fondatore che era di 1,6 milioni annui.

Peraltro, l’arretramento dal Catullo, dall’autostrada serenissima e, soprattutto, dalla

Fondazione Arena, ha pesato sulla credibilità di questi enti.

E’ una scelta che mi ha sempre lasciato perplesso, anche perché non è mai stato un problema di liquidità, tant’è che i soldi li spendevano per comprare immobili.

Sono stati nominati i nuovi vertici. Di conseguenza, l’occasione per cambiare registro c’è, non solo nella volontà, ma anche nell’obbligo che la Fondazione ha di reinvestire i capitali che deriveranno dalla riduzione della partecipazione in Unicredit.

UniCredit è un colosso bancario mondiale con forti radici nella nostra città. Impiega un migliaio di persone e a Verona sono presenti uffici e luoghi strategici per tutto il gruppo. Quindi, per prima cosa chiedo di conoscerecome la Fondazione intende garantire il ruolo primario di Verona in Unicredit e, di conseguenza, dove investirà gli svariati milioni di euro della cessione dei 2/3 dell’attuale partecipazione.

Propongo: innanzitutto, nell’internazionalizzazione del marchio Vinitaly. Da lì passa il futuro dell’imprenditoria del settore vitivinicolo veronese.

Verona ha bisogno di partecipare nel sistema bancario, quindi, una parte della liquidità va investita nei nuovi assetti societari che si determineranno dagli accorpamenti tra banche popolari. Il nostro territorio ne beneficerebbe.

Non mi convince la disattenzione verso l’Aeroporto e la Fondazione Arena. Due occasioni di crescita per Verona e, per questo, credo sia giusto tornare ad investire in queste due occasioni.

Per il resto, sul sostegno al sociale, per portare a termine alcuni progetti già in corso e per recuperare il patrimonio storico credo non ci sia bisogno di alcuna sollecitazione.

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