Gli indirizzi per il Recovery plan.

Sono stato il relatore del parere della Commissione Trasporti e Infrastrutture del Senato sulle Linee guida per il Piano nazionale di ripresa e resilienza da finanziare con il Recovery fund nell’ambito del quale all’Italia sono stati assegnati circa 208 miliardi di euro, la quota maggiore tra tutti i paesi membri UE.

In merito, il settore delle Infrastrutture assume un ruolo strategico tanto che la quota più significativa delle risorse sarà destinata proprio in questo comparto.

Quali sono le Linee guida da seguire per la redazione del Piano in cui saranno declinati gli interventi veri?

Innanzitutto, perseguire gli obiettivi strategici contenuti nell’allegato al DEF 2020 “Italia veloce” che indica le opere prioritarie, gli strumenti di finanziamento e il livello di maturità progettuale, accompagnati dalla riduzione degli oneri burocratici e la semplificazione delle procedure, sia nella fase di affidamento che in quella di esecuzione degli appalti, anche grazie all’utilizzo dei poteri derogatori attribuiti alle stazioni appaltanti dalle previsioni del Decreto Semplificazioni.

Devono essere privilegiati gli interventi di sviluppo dei sistemi infrastrutturali a rete, con particolare riguardo al completamento di quelli riguardanti le reti di trasporto transeuropee (TEN-T) e i nodi multimodali, nonché gli interventi e le opere che hanno un’elevata maturità progettuale o programmi di interventi che rispondono a procedure attrattive sperimentali ed efficaci.

Serve un programma relativo agli investimenti nella rete aeroportuale e per ridurre il divario infrastrutturale per la mobilità passeggeri e merci tra le aree del Paese ed in particolare tra il nord e il sud.

Occorre potenziare le linee ferroviarie regionali e interregionali e affrontare il gap infrastrutturale e strumentale della mobilità locale.

Va migliorata la resilienza del Paese supportando la crescita sostenibile attraverso l’implementazione degli interventi per lo sviluppo di porti e l’accessibilità portuale e l’ammodernamento delle strade regionali e degli enti locali per la coesione territoriale e il collegamento con le aree interne.

Deve essere predisposto un Piano nazionale al fine di ridurre il disagio abitativo e rigenerare gli ambiti urbani particolarmente degradati e carenti di servizi in un’ottica di innovazione e sostenibilità green.

Questi, tra tanti altri, gli orientamenti espressi nel parere quali indirizzi programmatici per il Governo nell’utilizzo delle ingenti risorse europee.

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