Accelerare e semplificare l’Italia

Il Governo ha approvato il Decreto cd. Semplificazioni.

Lo scopo è quello di accelerare quanto più possibile le procedure per la realizzazione delle opere pubbliche e riuscire ad investire i circa 120 miliardi di euro che sono stati impegnati nel tempo e ancora non sono stati spesi.

Il Decreto si occupa anche di velocizzare procedure burocratiche all’interno della Pubblica Amministrazione per rendere l’Italia più semplice e veloce nel risolvere le problematiche.

Uno sforzo titanico, di carattere culturale, ma necessario per affrontare la ripresa.

In questa slide la presentazione dei principi generali del provvedimento.

decreto semplificazioni-

Chiudere i rapporti con la Guardia Costiera libica

Non ho condiviso il rifinanziamento della missione italiana in Libia frutto di un accordo bilaterale con quel Paese stipulato il 2 febbraio 2017.

Il “Memorandum Italia-Libia” prevede tra le altre cose, appunto il finanziamento da parte dell’Unione Europea e l’aiuto economico e logistico da parte dell’Italia nella gestione di centri di accoglienza per i migranti presenti in Libia e per la cosiddetta “Guardia Costiera” libica.

L’accordo si è rinnovato automaticamente per altri 3 anni il 2 febbraio 2020, con un testo identico nonostante diversi elementi consigliassero il contrario.

Infatti, il 13 febbraio 2020 il Consiglio d’Europa ha inviato una lettera al Ministro degli Esteri Luigi di Maio in cui si sollecita l’Italia a sospendere le attività di cooperazione con la Guardia costiera libica e ad introdurre garanzie sui diritti umani nella futura cooperazione in materia di migrazione.

Lo scorso gennaio l’Onu ha presentato un rapporto firmato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Guterres in cui si legge che i centri di accoglienza sono in realtà veri e prori lageri in cui “migranti e rifugiati hanno continuato a essere sistematicamente sottoposti a detenzione arbitraria e tortura, in luoghi di detenzione ufficiali e non ufficiali: violenza sessuale, rapimento per riscatto, estorsione, lavoro forzato”.

Tali accuse sono state confermate da numerosi report di: Oim, Amnesty International, Save the Children, Onu, Unhcr, Croce Rosse Internazionale e Unione Europea nel corso degli ultimi 3 anni.

Le foto delle torture a cui sono sottoposti i migranti sono state pubblicate su varie testate nazionali, come Avvenire, e internazionali, come il New York Times e CNN, senza che tali immagini e accuse siano mai state smentite da parte del Governo Libico.

Il fatto centrale è che la Guardia Costiera Libica non esiste, come dimostrato da numerose inchieste giornalistiche e dagli stessi report delle nazioni unite.

In realtà si tratta di milizie armate spesso in lotta tra loro e molto spesso coinvolte in prima persona nel traffico di migranti e nella gestione dei suddetti Lager.

A capo della c.d. Guardia Costiera vi è tale Abdou Rahman, detto Bija, sottoposto a sanzione da parte della nazioni unite per i crimini contro i migranti operati da lui stesso e dalla sua organizzazione.

Dall’inizio del 2017 alcune inchieste giornalistiche descrivono Bija come il perno dei traffici di Zawhia e un video pubblicato dal quotidiano inglese The Times riprende i suoi uomini picchiare migranti con una frusta dopo averli recuperati in mare, nel video i migranti sono terrorizzati, vorrebbero buttarsi in mare e si attaccano spaventati al bordo della nave.

La corte internazionale de L’Aja ha acquisito i numerosi report sopra citati riguardanti la c.d. Guardia Costiera e i lLager libici ed ha avviato un’indagine per crimini contro l’Umanità nei confronti delle autorità libiche rispetto al trattamento dei migranti.

Per tutti i motivi sopra elencati l’Onu ha più volte dichiarato la Libia come porto non sicuro.

Per queste ragioni, ero e resto convinto che l’Italia non avrebbe dovuto rinnovare quell’accordo, ma revisionarlo profondamente per affermare i sacrosanti principi della legalità internazionale e la piena ed incondizionata attuazione del rispetto dei diritti umani.

Stupisce il fatto che nonostante in febbraio l’assemblea nazionale del Partito Democratico abbia approvato all’unanimità un ordine del giorno che chiedeva al Governo di chiudere i rapporti con la Guardia Costiera libica, ad oggi nulla sia cambiato.

Che succede a Roma?

In questi giorni è sempre più palpabile il tentativo di modificare gli assetti del governo e creare le condizioni perché sia favorito un esecutivo di natura diversa.

Dico questo in ragione del fatto che si sono verificati diversi elementi che mirano ad amplificare le difficoltà presenti nel M5S al fine di destabilizzarne la forza parlamentare.

Mi spiego.

Siamo in una fase delicata dell’azione di governo e abbiamo davanti a noi mesi difficili a causa anche dell’epidemia che abbiamo affrontato.

Non solo le decisioni prese per far fronte alle emergenze hanno ulteriormente indebitato l’Italia, ma l’ingente provvista del Recovery Fund sta ponendo di fronte a tutti l’interrogativo principe di come utilizzare quei fondi e con quali priorità.

Queste decisioni, di norma, creano importanti differenze.

In questi margini si inseriscono gli elementi ai quali facevo riferimento all’inizio.

Il primo è certamente la pressione sull’utilizzo del Fondo Salva Stati, il MES. Questo è un prestito senza alcuna condizione se non quella di utilizzarlo per il sistema sanitario, ma è il pretesto per tanti, anche dentro il M5S, per rilanciare idee e progetti che erano all’origine dei grillini. Chiaramente, le differenze tra la componente più governativa e quella più movimentista stanno lasciando il segno.

Il secondo elemento è l’insistenza sui sondaggi che darebbero il Presidente Conte gradito agli italiani tanto che se facesse il capo del M5S questi raggiungerebbe percentuali molto elevate. La presenza di Conte modificherebbe gli assetti interni al M5S, con strascichi importanti.

Il terzo, che conferma il “fumus” dei primi due è certamente il falso documento che dimostrerebbe che il Venezuela avrebbe finanziato il M5S. Non è casuale l’associazione tra il potere di Maduro ed i grillini che nel momento più difficile non lo hanno mai abbandonato nelle loro azioni di politica estera.

Si tratta di tre temi che uniti tra loro dimostrano l’attenzione verso la disgregazione del M5S e da lì favorire un nuovo assetto di Governo con altri partner e con un altro Presidente del Consiglio.

Nel 2012 un’operazione simile riuscì e arrivò Monti. Allora, la cosa fu aiutata molto dalle difficoltà economiche, oggi dalla presunta incapacità del Governo di favorire la ripartenza, pur avendo soldi a disposizione e dalle diffidenze che si stanno spalmando in giro a piene mani.

Rilancio “Italia 2020/2022”

Un lavoro dettato dalla frenata dell’economia causata dal coronavirus.

Si tratta di un documento che mira a stilare l’agenda per affrontare alcuni ritardi storici del Paese. Finora, il Governo è intervenuto con sostegni economici senza precedenti a cittadini e imprese colpiti dalla crisi, anche se alcune lentezze nell’erogazione di fondi non hanno permesso di raggiungere tempestivamente tutte le persone e le imprese in difficoltà.

Adesso, occorre programmare il futuro. Non sarà facile, sebbene le risorse ci siano. I fondi europei, in parte a fondo perduto, sono un buon viatico, ma i soldi non possono risolvere tutto.

Serve un’idea di Paese, un piano industriale che decida in quale direzione investire per rinnovare a creare nuovo sviluppo.

Il piano Colao è una base di partenza. Adesso tocca alla politica che, anche attraverso gli Stati Generali, deve valutare tutte le proposte e decidere.

Alcuni dei cardini del documento:

Rinnovo contratti a tempo determinato a fine 2020

Il clima di incertezza dell’economia è la ragione principale per cui la maggior parte dei contratti a termine potrebbe non essere prorogata. Assieme ai limiti legali per il loro rinnovo a fine anno. Per cui propone “di salvaguardare quanto più possibile l’occupazione di questi lavoratori”. E come? Si tratta di “allentare, in via temporanea, questi vincoli almeno per i contratti a termine in corso la cui scadenza sopraggiungerà entro il 2020”.

Tra l’altro “si potrebbe ipotizzare inoltre, per i contratti in scadenza entro il 31 dicembre 2020, la possibilità di una ulteriore proroga degli stessi anche se e stato già raggiunto il numero di proroghe massimo consentito”. Quindi, si legge ancora nel documento della task force “tutto quanto qui previsto per i contratti a termine dovrebbe essere esteso anche ai contratti di somministrazione a tempo determinato”.

Lavoro, riqualificazione dei disoccupati

Incentivare la riqualificazione dei lavoratori e dei disoccupati attraverso fondi specializzati. In particolare, si indicano come soluzione possibili “incentivi alle imprese (ad esempio defiscalizzazione di spese di formazione, riduzione del cuneo), incentivi ai lavoratori, utilizzo di programmi formativi di qualità e un sistema di valutazione della qualità dei programmi di formazione”.

Reddito di emergenza per donne vittime di violenza

Un “contributo di libertà” pubblico tipo reddito di Emergenza e/o Cittadinanza che garantisca loro un supporto iniziale, da destinare a spese di sussistenza, alloggio, mobilio, salute, educazione e socializzazione dei figli, corsi professionali, vita autonoma” per le donne vittima di violenza.

Eliminare ostacoli “locali” alle infrastrutture strategiche

Altro tema centrale nella strategia delle “Iniziative per il rilancio” riguarda il rapporto tra infrastrutture e ambiente. In particolare, serve identificare le infrastrutture “di interesse strategico” e creare un presidio di esecuzione che garantisca la eliminare possibili ostacoli alla loro realizzazione anche attraverso “leggi o protocolli nazionali di realizzazione non opponibili da enti locali”. La pianificazione degli interventi dovrebbe avvenire attraverso una unità di presidio presso la Presidenza del Consiglio.

Le misure anti-burocrazia

Sempre per accelerare la ripresa, la task foce individua alcun riforme per semplificare il rapporto con quella che viene definita la ‘burocrazia difensiva’: per esempio, legando la responsabilità dei dirigenti pubblici ai soli risultati della gestione, e prevedere per l’eventuale “danno erariale un premio assicurativo pagato dall’amministrazione”.  Altre misure “anti-burocrazia” sono previste nell’ampliamento degli ambiti di autocertificazione e dei meccanismi di silenzio assenso, accompagnato da certezza dei tempi e da maggiori controlli.

Fermare il consumo del suolo e di aree verdi

Un piano di investimento per “aumentare e preservare le aree verdi, il territorio e gli ecosistemi nazionali” e allo stesso tempo “contrastare il consumo di suolo e il conseguente dissesto idrogeologico”. Così il piano prevede anche l’obiettivo di favorire l’attivazione di progetti di economia circolare. Il piano indica anche la necessità di Incentivare il rinnovo del parco mezzi del Trasporto Pubblico Locale con mezzi a basso impatto ambientale.

Famiglia, più asili nido e e assegno unico per i figli

Tra le proposte del Piano dedicato alla “famiglia” si segnalano due proposte. La prima riguarda gli asili nido: si propone di raggiungere “in 3 anni il 60% dei bambini ed eliminando le differenze territoriali tra Centro, Nord e Mezzogiorno”. Attualmente la disponibilità di posti nei nidi non supera il 25% del totale ed è fortemente sperequata sul territorio: in particolare, nelle regioni meridionali i posti disponibili coprono solo il 10%. Si chiede inoltre un’organizzazione dei servizi “con orari flessibili e aperture anche nei giorni festivi in modo da garantirne la dovuta flessibilità nell’utilizzo”.
Per andare incontro alle famiglie, la task force individua un provvedimento che porta a razionalizzare “il sistema dei trasferimenti monetari alle famiglie in direzione di misure che accompagnino la crescita dei bambini fino alla maggiore età, attraverso l’introduzione di un assegno unico variabile in base al reddito familiare che assorba le detrazioni fiscali per i figli a carico, l’assegno al nucleo familiare, il bonus bebè, l’assegno al terzo figlio”.

Questo il piano completo.

RAPPORTO FINALE COMITATO DI ESPERTI IN-MATERIA ECONOMICA E SOCIALE

 

Decreto Rilancio, tante novità

Il Decreto rilancio comporta un investimento complessivo di 155 miliardi totali, di cui 55 di extra-deficit.

La prima buona notizia è l’abolizione definitiva delle clausole di salvaguardia che avrebbero fatto aumentare dal primo gennaio 2021 l’Iva e le accise. Sono le clausole di salvaguardia che aveva imposto il Governo con Salvini vicepremier.

Tra le misure è confermata la sospensione delle cartelle esattoriali e degli accertamenti fiscali mentre per le seguenti scadenze fiscali il pagamento slitta al 16 settembre:

  • IVA,
  • ritenute d’acconto,
  • contributi previdenziali,
  • contributi Inail,
  • atti di accertamento,
  • cartelle esattoriali e gli avvisi bonari,
  • rate della rottamazione-ter e del saldo e stralcio. Il loro versamento potrà avvenire sia in un’unica soluzione che in quattro rate di pari importo.

Per le imprese fino a 250 milioni di fatturato abolizione del saldo dell’Irap dovuto a giugno per il 2019 e della prima rata, pari al 40% del totale, dell’acconto 2020

Sbloccati 12 miliardi per saldare i debiti della Pubblica Amministrazione.

Tra le misure per aiutare le imprese nel periodo di ripartenza ci sono indennizzi a fondo perduto per le aziende con fatturato fino a 5 milioni di euro che ad aprile abbiano subito un calo di almeno i 2/3 degli introiti rispetto al mese di aprile 2019.

Le piccole imprese ed i lavoratori autonomi che hanno subito una riduzione del proprio fatturato di almeno il 50% potranno usufruire di un credito d’imposta fino al 60% per gli affitti. Tale vincolo non è previsto, invece, per le imprese del settore turistico-ricettive, che ne beneficiano in ogni caso.

Bar e ristoranti con i tavoli all’aperto sono esenti dal pagamento della tassa di occupazione del suolo pubblico. Inoltre, è previsto un credito del 60% fino ad un massimo di 80mila euro per le spese sostenute per gli adempimenti legati al distanziamento sociale che saranno posti in essere. I Comuni saranno ristorati per le minori entrate. Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni per le medesime spese.

Per la Sanità, sarà rafforzata la risposta pubblica con 3,2 miliardi di euro per rafforzare il personale sanitario e aumentare i posti letto in terapia intensiva. Si tratta di una cifra che normalmente veniva elargita al comparto in tre anni.

E’ stata prevista la detrazione al 110% per chi effettua lavori antisismici o di risparmio energetico. In pratica, la paga lo Stato.

Introdotto il bonus per le vacanze fino a un massimo di 500 euro per famiglia. Possono richiedere l’incentivo i nuclei con Isee fino a 40mila euro. La somma può essere spesa per l’80% per pagare la struttura ricettiva e per il 20% come detrazione dell’imposta sul reddito.

Abolizione rata IMU per strutture alberghiere ed extra alberghiere, nonché ristoro ai Comuni per i mancati introiti.

Rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni. Agevolazioni fiscali per imprese di medie dimensioni (società per azioni o società a responsabilità limitata che non operano nel settore bancario, finanziario o assicurativo e aventi sede legale in Italia, e i loro soci). E’ prevista la riduzione dell’aliquota dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e dell’ imposta sul reddito delle società (beneficiari: imprese con reddito d’impresa tra 5-50 mln di euro)

Tra le misure per i lavoratori sono stati stanziati 15 miliardi di euro per rifinanziare gli ammortizzatori sociali, come la cassa integrazione e la Naspi (A sostegno di chi percepisce l’indennità di disoccupazione, la misura dedicata alla Naspi all’interno del decreto Rilancio prevede la proroga dell’assegno per due mesi per chi ha l’indennità in scadenza).

I licenziamenti restano bloccati per altri tre mesi. In pratica, si aggiungono alla già decisa sospensione dei licenziamenti per giustificato motivo oggettivo per due mesi a decorrere dal 23 febbraio 2020, portando il totale a cinque mesi.

Sono stati stanziati 6 miliardi di euro per rifinanziare l’indennità di 600 euro per gli autonomi che potrà arrivare fino a 1000 euro nel caso in cui si dimostrasse di aver registrato perdite superiori al 33% rispetto al fatturato dello stesso periodo nel 2019.

E’ stato introdotto un bonus per colf e badanti. A loro sostegno, che hanno visto diminuire drasticamente il proprio lavoro a causa delle misure di lockdown e distanziamento sociale, il nuovo decreto prevede l’estensione del bonus fino a 500 euro.

E’ stato prorogato anche il bonus baby sitter (l’importo del voucher raddoppia arrivando a 1.200 euro. Inoltre, il bonus potrà essere usato per pagare i centri estivi: la novità è stata inserita per supportare i genitori, visto che le scuole rimarranno chiuse e in questa fase è ancora opportuno non appoggiarsi all’aiuto dei nonni. L’importo del voucher aumenta per chi lavora nella sanità o nelle Forze dell’Ordine: per queste categorie il bonus arriva a 2.000 euro). Sono stati estesi i congedi parentali (il congedo parentale retribuito al 50% per i genitori con figli di età non superiore ai 12 anni, sino al 31 luglio, per un massimo di 30 giorni, siano essi continuativi o frazionati) e i permessi legge 104 (ulteriori complessive dodici giornate usufruibili nei mesi di maggio e giugno 2020)

Smart working per i genitori. Fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID–19, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di anni 14, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile anche in assenza degli accordi individuali.

La cassa integrazione, anche in deroga, è stata prorogata per altre nove settimane e l’INPS anticiperà il 40% della CIG in deroga entro 15 giorni. Nel dettaglio, la cassa integrazione viene prorogata di ulteriori 5 settimane, per chi abbia già fruito delle nove precedenti, nel periodo che va dal 23 febbraio al 31 agosto 2020. È possibile altresì richiedere ulteriori quattro settimane per il periodo che va dal 1° settembre al 31 ottobre 2020. Le ultime quattro settimane sono previste quindi solo in caso di necessità e proroga della sospensione o riduzione dell’attività a partire dal 1° settembre fino al 31 ottobre. La distinzione (quattordici più quattro) non è prevista per il comparto del turismo. Infatti, per i datori di lavoro dei settori turismo, fiere e congressi e spettacolo, è possibile usufruire delle predette quattro settimane anche per periodi precedenti al 1° settembre.

Autorizzando l’INPS a pagare direttamente la cassa integrazione in deroga ci sarà una notevole riduzione delle tempistiche. Mentre oggi ci vogliono dai quattro ai cinque mesi, infatti, con il pagamento effettuato dall’Istituto senza l’autorizzazione delle Regioni si dovrebbe passare ad un massimo di 60 giorni.

Ma c’è una parte della cassa integrazione che arriverà dopo soli 14 giorni. L’INPS, infatti, anticiperà subito il 40% mentre per il resto bisognerà attendere i dati da parte delle aziende. Questa novità si applica anche per gli altri due ammortizzatori sociali finanziati dal decreto Cura Italia (5 miliardi) e rifinanziati dal decreto Rilancio (15 miliardi), ovvero la Cassa integrazione ordinaria e l’assegno ordinario erogato Fondo di integrazione salariale. La novità non porterà comunque cambiamenti per coloro che hanno già fatto domanda per la cassa integrazione in deroga. Infatti, vale per il futuro.

Il reddito di emergenza. E’ stato previsto un sostegno economico per le famiglie che non ne percepiscono già alcuno e possono dimostrare di avere un ISEE inferiore al tetto di 15.000 euro. La durata del reddito di emergenza è di due mesi e l’importo del sostegno va da un minimo di 400 euro a un massimo di 800 euro.

Il nuovo decreto prevede una riduzione delle bollette elettriche (gli oneri di sistema) per le imprese in riferimento ai mesi di maggio, giugno e luglio 2020.

Aiuti statali agli stipendi. Sono previste sovvenzioni per le aziende con il fine di sostenere il pagamento degli stipendi delle dipendenti, per una durata massima 12 mesi a partire dall’avvio della domanda. L’obiettivo è vietare i licenziamenti anche nei prossimi mesi. La condizione posta dal decreto è che i lavoratori continuino effettivamente a lavorare in maniera continuativa; la sovvenzione può arrivare fino a un massimo dell’80% dello stipendio lordo.

Bonus lavoratori stagionali. Previsto un bonus dell’ammontare di 600 euro ad aprile e di 1.000 euro a maggio per i lavoratori stagionali, il cui rapporto di lavoro è cessato involontariamente tra il 1° gennaio e il 17 marzo 2020

Regolarizzazione e permesso di soggiorno temporaneo per lavoratori stranieri. I datori di lavoro possono presentare istanza e concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini stranieri già presenti sul territorio nazionale al fine di far emergere la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare, ancora in corso. Inoltre, i cittadini stranieri con permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019, possono richiederne uno temporaneo.

Bonus biciclette e monopattini elettrici. Il decreto Rilancio prevede un fondo di 120 milioni di euro dedicati al finanziamento di un bonus da 500 euro per chi acquista biciclette, monopattini elettrici o altri mezzi di mobilità sostenibile, incentivando così il minor uso dei mezzi pubblici. Il buono spesa sarà disponibile solo per i cittadini resistenti in un comune con popolazione di oltre 50mila abitanti. L’importo del bonus non può superare il 60% della spesa sostenuta per l’acquisto ed è valido fino al 31 dicembre 2020.

Rimborsi per i titolari di abbonamenti del trasporto ferroviario e trasporto pubblico locale. Viene introdotto il rimborso dei costi sostenuti per l’acquisto di abbonamenti di viaggio per servizi ferroviari e di trasporto pubblico dai viaggiatori pendolari. Possono accedere alla richiesta di ristoro i possessori di un abbonamento ferroviario o di trasporto pubblico locale in corso di validità durante il periodo interessato dalle misure governative e non hanno potuto utilizzare, del tutto o in parte, il titolo di viaggio. Il rimborso può avvenire mediante l’emissione di un voucher o il prolungamento della durata dell’abbonamento.

Fondazioni Lirico Sinfoniche. La ripartizione per il 2020 e il 2021 sarà sulla base della media dei punteggi assegnati per il triennio 2017-2019, mentre per il 2022 i criteri di ripartizione verranno adeguati tenendo conto dell’attività svolta a fronte dell’emergenza Covid-19, delle esigenze di tutela dell’occupazione e della riprogrammazione degli spettacoli. Nel 2020 il Fus potrà essere utilizzato anche per integrare gli strumenti di sostegno al reddito dei lavoratori.

Teatro e spettacolo dal vivo. Nel 2020 verrà erogato un anticipo dell’80% del contributo ricevuto nel 2019. Il restante 20% verrà erogato in base alle attività svolte a causa dell’emergenza Covid-19, della tutela dell’occupazione e della riprogrammazione degli spettacoli. L’erogazione dei contributi nel 2021 avverrà in deroga alla durata triennale della programmazione sulla base delle attività effettivamente svolte e rendicontate nel 2020. Nel 2020 il Fus potrà essere utilizzato anche per integrare gli strumenti di sostegno al reddito dei lavoratori.

Lavoratori dello spettacolo. Prorogata per i mesi di aprile e maggio l’indennità di 600€ prevista per il mese di marzo per i lavoratori dello spettacolo con 30 giornate lavorative nel 2019 e con reddito fino a 50.000 €. Ad aprile e maggio indennità di 600€ anche per i lavoratori dello spettacolo con 7 giornate lavorative nel 2019 e con reddito fino a 35.000 euro.

Per la parte sanitaria, le novità sono rilevanti. Viene ridisegnata l’assistenza territoriale.

L’intero investimento sulla sanità è pari a 3,25 miliardi di euro. Il potenziamento della sanità territoriale ridisegna il Servizio sanitario nazionale dopo la prima fase dell’emergenza coronavirus.

Per il territorio l’investimento complessivo è pari a 1 miliardo e 256 milioni di euro e finanzierà assistenza domiciliare, rete territoriale e Unità speciali di continuità assistenziale (Usca), monitoraggio domiciliare, strutture territoriali di isolamento, attività di infermieri di famiglia e assistenti sociali.

Assistenza domiciliare

Questi 1,325 miliardi serviranno per far crescere sul territorio, con personale dedicato, le azioni terapeutiche e assistenziali domiciliari.

Rete territoriale e Usca

In tutte le Regioni e le Province autonome verrà potenziata l’attività di sorveglianza attiva a cura dei Dipartimenti di prevenzione, in collaborazione con i medici di Medicina generale e i pediatri di libera scelta. Viene disposto l’incremento dei controlli nelle residenze sanitarie assistite (Rsa), anche attraverso la collaborazione di medici specialisti.

L’infermiere di quartiere

E’ previsto il rafforzamento dei servizi infermieristici territoriali, per potenziare l’assistenza domiciliare integrata ai pazienti in isolamento domiciliare e ai malati cronici, disabili, persone con disturbi mentali o in situazioni di fragilità. Con questo obiettivo viene introdotta la figura dell’infermiere di quartiere, 9.600 nuovi infermieri, 8 ogni 50mila abitanti.

Monitoraggio domiciliare

Per una maggiore sorveglianza sanitaria domiciliare sarà potenziato il monitoraggio, anche attraverso l’uso di App di telefonia mobile. Tutto ciò permetterà di coordinare al meglio i servizi d’assistenza necessari ai pazienti, che riceveranno in dotazione anche i saturimetri per misurare i livelli di ossigenazione, e di individuare subito un eventuale peggioramento clinico di un assistito a domicilio o in una residenza alberghiera, mettendo in moto una tempestiva ospedalizzazione. A questo scopo saranno attivate centrali operative regionali, dotate di apposito personale e di apparecchiature per il telemonitoraggio e la telemedicina.

Assistenti sociali

Per la valutazione complessiva dei bisogni dei pazienti e l’integrazione con i servizi socio-sanitari, le Unità speciali di continuità assistenziale saranno integrate dalla figura degli assistenti sociali regolarmente iscritti all’Albo professionale.

Strutture territoriali di isolamento

Laddove per applicare le misure di isolamento domiciliare e di quarantena, o per ospitare pazienti dimessi dagli ospedali, sia necessario disporre temporaneamente di immobili alternativi al domicilio privato, Regioni e Province autonome potranno stipulare contratti d’affitto con strutture alberghiere o di tipologia analoga.

Riorganizzare la rete ospedaliera

E’ il secondo pilastro del ‘Rilancio Salute’, sostenuto nel Dl Rilancio da un investimento complessivo pari a 1 miliardo e 467 milioni. Priorità: garantire un’assistenza pronta e adeguata ai pazienti più gravi che necessitano cure intensive. Filo conduttore delle misure previste: la creazione, il mantenimento o l’implementazione di percorsi rigorosamente distinti per pazienti Covid o non Covid.

Terapie intensive e ospedali mobili

Vengono consolidati stabilmente 3.500 posti in più in Terapia intensiva. Si passa da un numero di 5.179 (pre-emergenza) a 8.679, con un incremento del 70 per ento. A questi si aggiunge la predisposizione alla Terapia intensiva, con la sola implementazione di ventilazione meccanica e monitoraggio, di 2.112 posti letto di terapia semintensiva. Inoltre si aggiungono 300 posti letto di terapia intensiva suddivisi in 4 strutture movimentabili, pronte per essere allestite in breve tempo nelle zone ad accresciuto fabbisogno. Questo porta la disponibilità di terapie intensive a 11.091 posti letto speciali, +115 per cento rispetto alla disponibilità in pre-emergenza.

Terapie semintensive

Si incrementano stabilmente su tutto il territorio nazionale anche 4.225 posti letto di terapia semintensiva, di cui il 50 per cento prontamente convertibile: potranno essere trasformati immediatamente in vere e proprie postazioni di rianimazione con la sola integrazione di apparecchiature di ventilazione e monitoraggio.

Pronto soccorso

Tutti i pronto soccorso e Dea saranno ristrutturati e riorganizzati, prevedendo la separazione delle strutture (Covid e no Covid), l’acquisto di attrezzature, la creazione di percorsi distinti per i malati Covid-19 e di aree di permanenza per i pazienti in attesa di diagnosi.

Covid-Ambulance

Saranno acquistati mezzi di soccorso ad alto biocontenimento, da utilizzare per trasferimenti di pazienti Covid-19, per dimissioni protette o per trasporti interospedalieri. Prevista anche la dotazione di personale dedicato con medico, infermiere e autista-barelliere.

Nuove assunzioni, incentivi, formazione.

Riguarda il personale il terzo capitolo dell’operazione “Rilancio salute”. Gli interventi previsti dal Dl Rilancio per supportare i professionisti del Servizio sanitario nazionale dopo la fase più acuta della crisi coronavirus. Un investimento complessivo pari a 526 milioni di euro così ripartiti.

Incentivi al personale

E’ previsto l’incremento delle risorse per straordinari del personale ospedaliero, indennità contrattuali, produttività e risultato.

Formazione

E’ previsto un incremento di 4.200 borse di specializzazione in area medica. In particolare, saranno aumentate le borse in Anestesia e rianimazione, Medicina d’urgenza, Pneumologia, Malattie infettive e loro specialità equipollenti

Il sostegno a imprese e famiglie sta funzionando.

Successivamente alla decisione di offrire garanzie alle famiglie e alle imprese attraverso il sistema bancario, è stata costituita una Task Force per assicurare l’efficiente e rapido utilizzo delle misure di supporto alla liquidità.

Il gruppo di lavoro, attraverso la Banca d’Italia, ha avviato una rilevazione statistica presso le banche.

I dati raccolti ci dicono che il sistema messo in piedi dal Governo sta funzionando.

Risultano pervenute alle banche quasi 1,3 milioni di domande o comunicazioni di moratoria su prestiti, per circa 140 miliardi. Poco più della metà delle domande provengono dalle imprese, a fronte di prestiti per 101 miliardi.

Le rimanenti 600.000 domande delle famiglie riguardano prestiti per 36 miliardi.

Circa 42.500 domande hanno riguardato la sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa (accesso al cd. Fondo Gasparrini), per un importo medio di circa 99.000 euro.

Molto importante è la platea dei beneficiari. Si può stimare che circa il 70% delle domande o comunicazioni relative alle moratorie sia già stato accolto dalle banche; solo l’1% circa è stato sinora rigettato; la parte restante è in corso di esame.

Oltre a questa rilevazione sulla moratoria, per quanto concerne il Fondo Centrale di Garanzia a sostegno delle piccole e medie imprese, il Mediocredito Centrale (MCC) segnala che sono complessivamente 38.921 le domande arrivate al Fondo dal 17 marzo al 27 aprile (di cui 1.711 relative alla previgente normativa), per richiedere le garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti.

In particolare, delle 37.210 domande arrivate e relative ai decreti “Cura Italia” e “liquidità”:

  • 20.835 sono pervenute per i finanziamenti fino a 25.000 mila euro, con percentuale della copertura al 100%;
  • 8.556 sono operazioni di garanzia diretta, con percentuale della copertura all’80%;
  • 4.509 sono operazioni di riassicurazione, con percentuale della copertura al 90%;
  • 919 sono operazioni di rinegoziazione e/o consolidamento del debito con credito aggiuntivo di almeno il 10% del debito residuo e con incremento della percentuale di copertura all’80% o al 90%;
  • 40 sono operazioni riferite a imprese small mid cap con percentuale di copertura all’80% e al 90%;
  • 2.313 sono operazioni con beneficio della sola gratuità della garanzia, che a normativa previgente erano a titolo oneroso.

Le 38.921 domande complessivamente arrivate al Fondo dal 17 marzo hanno generato un importo di 3,6 miliardi di euro di finanziamenti, di cui circa 450 milioni di euro per le 20.835 operazioni riferite a finanziamenti fino a 25.000 mila euro.

In virtù di questi numeri si può dire che le misure stanno dando frutti tangibili, sebbene non si possa negare che vi siano state disfunzioni.

Ma occorre tenere presente che la dimensione del fenomeno è enorme, coinvolgendo diverse milioni di soggetti richiedenti, la portata degli interventi governativi è estremamente ampia, la complessità delle tematiche nonché le difficoltà realizzative – che richiedono sforzi organizzativi, informatici e di procedure estremamente gravosi per le banche in un arco di tempo ristretto – sono evidenti.

Lavoreremo per eliminare ogni ostacolo e cercare di fare di più per risolvere ciascun caso.

La vittoria dell’Italia e del Governo.

Coronavirus, sul fondo Ue da mille miliardi c’è l’intesa. Adesso serve un accordo sui bond per finanziarlo ed i tempi d’attivazione

E’ la vittoria del Governo che aveva puntato, insieme con altri, a strumenti diversificati più corrispondenti alle esigenze del momento.

Il vertice ha dato mandato alla presidente von der Leyen di definire il Recovery Fund.

con un piano da 1000 miliardi raccolti sui mercati, in parte con bond (forse 350 miliardi) utilizzando come garanzia il bilancio europeo 2021-2027 che viene rafforzato da nuove contribuzioni dirette e maggiori garanzie da parte dei Paesi ed in parte (i restanti 650 miliardi) con differenti leve legate agli investimenti e spalmato su altri tre programmi per il rilancio dell’economia.

Questi soldi si sommeranno al normale bilancio Ue 2021-2027, anch’esso di 1.000 miliardi, per un totale, quindi, di 2.000 miliardi.

In pratica, i soldi raccolti con gli eurobond sono risorse distinte in parte come prestiti a lunghissima scadenza, quindi da restituire molto in là nel tempo e a tassi più ridotti dei bond nazionali, e in parte a fondo perduto, cioè che non andrebbero restituiti. Non si tratterebbe di una vera e propria mutualizzazione del debito, ma di fatto consentirebbe a Paesi come l’Italia di ricevere risorse grazie a forme di indebitamento comunitario che non coinvolge gli stock di debito accumulati nel passato e che sarebbero limitate solo alla ripresa economica.

Si dibatte dell’emissione di obbligazioni comuni, su quante risorse andranno agli Stati a fondo perduto e quante dovranno esser restituite. Ecco perché i primi ministri hanno dato  mandato alla Commissione europea di presentare una proposta che poi sarà negoziata dai ministri delle Finanze (Eurogruppo) nella speranza che torni agli stessi capi di governo a giungo per il via libera finale.

E infine il nodo più grande: i tempi. Il piano partirebbe non prima del 2021. I governi, infatti, si devono mettere d’accordo sul bilancio 2021-2027, dossier titanico sul quale litigano da due anni. Poi sul Recovery Fund. Tutto quanto andrà ratificato dai parlamenti nazionali.

L’Italia chiede che i soldi arrivino già nei prossimi mesi. Si immagina, allora, una soluzione ponte che inizi a far partire un progetto pilota che poi sfocerebbe nel grande piano.

In ogni caso, poiché il Recovery servirà alla ripresa economica di lungo periodo, per fronteggiare l’immediato sono state prese altre decisioni per un totale di 540 miliardi: 200 miliardi di investimenti della Banca Europea degli Investimenti, 100 miliardi del fondo ‘Sure’ per gli ammortizzatori sociali (l’Italia potrebbe ottenere fino a 20 miliardi per finanziare la cassa integrazione) e i 240 miliardi del Mes senza condizionalità macroeconomiche, senza troika e senza ricette greche.

I “famosi” 36 miliardi che l’Italia potrebbe richiedere al Fondo Salva Stati senza condizionalità sarebbero un prestito a tutti gli effetti, la cui scadenza al momento non è ancora stata definita. Perché allora chiedere aiuto al Fondo Salva Stati e non direttamente al mercato attraverso nuove emissioni? Perché il Fondo Salva Stati presenterebbe denaro ad un tasso molto più basso rispetto a quello che il Tesoro strapperebbe in asta piazzando i propri titoli. Risultato: il governo potrebbe risparmiare diverse centinaia di milioni di euro di spesa per interessi.

Toccherà al Governo se attivarlo o meno.

Il primo intervento a sostegno di imprese e lavoratori

Il  decreto Cura Italia stanzia 25 miliardi di euro di risorse che potranno attivare un effetto leva complessivo di 350 miliardi di euro per rilanciare l’economia e sostenere le imprese e i lavoratori, dipendenti, autonomi e professionisti, nonché i settori produttivi del Paese coinvolti dall’emergenza Covid-19.

In particolare:

  1. Liquidità per le imprese
  • 1,5 miliardi aggiuntivi sul Fondo di garanzia per le PMI per agevolare l’accesso al credito delle PMI:
  • estensione importo massimo garantito fino a 5 milioni di euro per singola impresa
  • gratuità della garanzia e nessuna valutazione dell’andamento dell’impresa negli ultimi 6 mesi ai fini della classificazione del rischio
  • per gli importi fino a 1,5 Mln di euro, garanzia diretta pari all’80 % e al 90% per gli interventi di riassicurazione
  • estensione automatica garanzia su finanziamenti sospesi
  • concessione della garanzia diretta, gratuita e senza valutazione, con copertura dell’80% (90% in riassicurazione) per micro finanziamenti a 18 mesi di importo fino a 3 mila euro concessi a favore di persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni assoggettati la cui attività d’impresa è stata danneggiata dall’emergenza COVID-19
  • 80 milioni per garanzie in favore delle imprese agricole e della pesca
  • 1,73 miliardi per aperture credito, prestiti, sospensioni e dilazioni mutui e finanziamenti con concessione, senza valutazione, della garanzia dello Stato
  • Credito all’esportazione garantito dallo Stato in settori colpiti dall’emergenza sanitaria per operazioni nel settore crocieristico tramite SACE
  • 400 milioni per estensione Fondo solidarietà mutui “prima casa” per lavoratori autonomi e professionisti danneggiati economicamente dall’emergenza sanitaria (meno 33% di fatturato nell’ultimo trimestre 2019)
  • 1,24 miliardi per credito d’imposta su DTA
  • 500 milioni per garanzia dello Stato sulle esposizioni assunte da Cassa depositi e prestiti per sostenere finanziamenti alle imprese che hanno sofferto una riduzione del fatturato.
  1. Sostegno ai lavoratori
  • 5 miliardi per ammortizzatori sociali per uovo trattamento di cassa integrazione ordinario e nuova cassa integrazione in deroga
  • 2,9 miliardi per indennità una tantum di 600 euro (professionisti e co.co.co iscritti alla gestione separata, autonomi AGO, lavoratori agricoli, lavoratori stagionali del turismo e stabilimenti termali, lavoratori dello spettacolo)
  • 300 milioni per reddito di prima di istanza (dipendenti, autonomi e professionisti iscritti a enti privati di previdenza obbligatoria che abbiano cessato, ridotto o sospeso il rapporto di lavoro o l’attività in conseguenza dell’emergenza sanitaria)
  • Nuove domande di disoccupazione
  • 1,27 miliardi per congedo, indennità e bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting per i lavoratori dipendenti del settore privato-pubblico e i lavoratori autonomi
  • 590 milioni per incremento di 12 giorni dei permessi retribuiti
  • 30 milioni per congedo per i lavoratori dipendenti del settore pubblico
  • 130 milioni per equiparazione a malattia del periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva dai lavoratori del settore privato
  • 880 milioni per premio di 100 euro in busta paga ai lavoratori dipendenti con un reddito complessivo di importo non superiore a 40.000 euro per i giorni di lavoro svolto andando in sede durante l’emergenza.

 

  1. Sospensioni fiscali e previdenziali
  • Sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria fino al 30 aprile per le imprese operanti nel settore turistico-alberghiero, sport, spettacolo, ristorazione, intrattenimento e trasporti
  • Sospensione dei termini degli adempimenti e dei versamenti fiscali e contributivi che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020, per i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato e per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso
  • Nessuna ritenuta fiscale su ricavi e compensi percepiti fino al 30 marzo 2020 per i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi non superiori a euro 400.000 nel periodo di imposta precedente a quello in corso
  • Sospensione riscossione dei carichi affidati all’agente della riscossione scadenti nel periodo dall’8 marzo al 31 maggio 2020
  • 50 milioni per credito d’imposta per le spese di sanificazione degli ambienti e strumenti di lavoro nella misura del 50 per cento del relativo ammontare e fino ad un massimo di 20.000 euro
  • 356 milioni per credito d’imposta per botteghe e negozi pari al 60% del canone di locazione di immobili (cat. C/1), relativo al mese di marzo 2020
  • Deducibilità e detraibilità per erogazioni liberali a sostegno delle misure di contrasto dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

 

  1. Altre misure straordinarie
  • 150 milioni per il rilancio del Made in Italy all’estero attraverso una campagna straordinaria di comunicazione a sostegno delle esportazioni italiane, sostegno all’internazionalizzazione nei settori colpiti dall’emergenza Covid-19 e il cofinanziamento di iniziative di promozione dirette a mercati esteri;
  • 400 milioni per contratti di sviluppo per programmi di sviluppo strategici ed innovativi di rilevante dimensione
  • 100 milioni per la continuità aziendale delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura
  • Sostegno alle imprese fornitrici di reti e servizi di comunicazioni elettroniche per garantire alla collettività il funzionamento delle reti e l’operatività e continuità dei servizi, nonché l’accesso ininterrotto ai servizi di emergenza
  • Voucher per chi ha perso vacanze o eventi mediante rimborso dei contratti di soggiorno, titoli di viaggio e pacchetti turistici, nonché di biglietti per spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, e di biglietti di ingresso ai musei e agli altri luoghi della cultura
  • 130 milioni per il sostegno ai settori dello spettacolo, cinema e audiovisivo
  • 60 milioni per il sostegno della filiera della stampa mediante un credito di imposta nella misura unica del 30% del valore degli investimenti effettuati per il triennio 2020 202
  • 50 milioni alle imprese per produrre dispositivi di protezione individuale
  • 40 milioni per indennità a collaboratori sportivi
  • 43 milioni per la pulizia straordinaria degli ambienti scolastici.

Sostenere le imprese italiane

Il decreto cd. “liquidità” interviene in sostegno alle imprese con misure specifiche su alcuni principali ambiti.

  1. Accesso al credito, sostegno alla liquidità, all’esportazione, all’internazionalizzazione e agli investimenti

Le misure adottate prevedono garanzie da parte dello Stato per un totale circa di 200 miliardi di euro in favore di banche che effettuino finanziamenti alle imprese sotto qualsiasi forma a patto che la destinazione del finanziamento sostenga spese ad attività produttive localizzate in Italia.

Nello specifico:

  • le imprese con meno di 5.000 dipendenti in Italia e un fatturato inferiore a 1,5 miliardi di euro ottengono una copertura pari al 90% dell’importo del finanziamento richiesto e per queste è prevista una procedura semplificata per l’accesso alla garanzia;
  • la copertura scende all’80% per imprese con oltre 5.000 dipendenti e un fatturato fra 1,5 e 5 miliardi di euro e al 70% per le imprese con fatturato sopra i 5 miliardi;
  • l’importo della garanzia non potrà superare il 25% del fatturato registrato nel 2019 o il doppio del costo del personale sostenuto dall’azienda;
  • per le piccole e medie imprese, anche individuali o partite Iva, sono riservati 30 miliardi e l’accesso alla garanzia sarà gratuito ma subordinato alla condizione che le stesse abbiano esaurito la loro capacità di utilizzo del credito rilasciato dal Fondo Centrale di Garanzia.

Il decreto potenzia anche il sostegno pubblico all’esportazione, per migliorare l’incisività e tempestività dell’intervento statale. L’intervento introduce un sistema di coassicurazione in base al quale gli impegni derivanti dall’attività assicurativa di SACE (partecipata da Cassa Depositi e Prestiti) sono assunti dallo Stato per il 90% e dalla stessa società per il restante 10%, liberando in questo modo fino a ulteriori 200 miliardi di risorse da destinare al potenziamento dell’export.

  1. Misure per garantire la continuità delle aziende

Il decreto prevede una serie di misure finalizzate ad assicurare la continuità delle imprese nella fase dell’emergenza, con particolare riguardo a quelle che prima della crisi erano in equilibrio e presentavano una regolare prospettiva di continuità aziendale. Tale intervento avviene anche disattivando le cause di scioglimento societario per riduzione o perdita del capitale sociale e favorendo il coinvolgimento dei soci nell’accrescimento dei flussi di finanziamento verso la società, disattivando in questa fase i meccanismi che in via ordinaria li pongono in secondo piano rispetto ai creditori.

Vi sono poi misure che riguardano la disciplina del fallimento e che, nell’insieme, sono volte in questa fase a:

  • sottrarre le imprese all’apertura del fallimento e alle altre procedure fondate sullo stato di insolvenza, sino a quando durerà l’emergenza;
  • sterilizzare il periodo dell’emergenza ai fini del calcolo delle azioni a tutela dei creditori (quindi quando il periodo emergenziale sarà passato, i creditori potranno se del caso proporre le azioni revocatorie).
  1. Rafforzamento dei poteri speciali nei settori di rilevanza strategica e degli obblighi di trasparenza in materia finanziaria
  2. Misure fiscali e contabili

Si interviene con norme urgenti per il rinvio di adempimenti fiscali e tributari da parte di lavoratori e imprese. In particolare, si prevede la sospensione dei versamenti di Iva, ritenute e contributi per i mesi di aprile e maggio, in aggiunta a quelle già previste con il “Cura Italia”.

Nel dettaglio:

  • IVA, ritenute e contributi sospesi per soggetti con calo di fatturato di almeno il 33% per ricavi/compensi sotto i 50 milioni e di almeno il 50% sopra tale soglia;
  • sono sospesi in ogni caso i detti versamenti per i soggetti che hanno iniziato ad operare dal 1° aprile 2019;
  • per i residenti delle 5 province più colpite (Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Piacenza), sospensione versamento IVA se calo del fatturato di almeno il 33% a prescindere dalla soglia di fatturato dei 50 milioni;
  • ripresa dei versamenti a giugno, con la possibilità di rateizzazione in 5 rate;
  • la sospensione delle ritenute d’acconto sui redditi da lavoro autonomo prevista dal decreto “Cura Italia” viene estesa anche alle scadenze di aprile e maggio;
  • estensione del termine per i versamenti in scadenza il 20 marzo scorso e la scadenza per l’invio della Certificazione Unica è stata prorogata dal 31 marzo al 30 aprile.

Inoltre, il credito d’imposta al 50% per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro viene allargato anche all’acquisto dei dispositivi di protezione individuale, mascherine e occhiali.

Un canale digitale terrestre per la didattica a distanza

Il Partito Democratico ha proposto che la Rai attivi un canale digitale dedicato alla didattica.

Il coronavirus ha sconvolto le nostre vite, non solo impattando sulle abitudini e sulle relazioni sociali, ma anche evidenziando concreti problemi di diseguaglianze. Mi riferisco al sistema scolastico ed in particolare al fatto che non tutti gli studenti hanno potuto proseguire con la didattica a distanza perché non in possesso degli strumenti adeguati.

Le possibilità di accesso alla didattica a distanza e la necessità di garantirla a tutti allo stesso modo, entrambe le cose sullo stesso piano, garantiranno sia i livelli di istruzione sia il superamento delle disuguaglianze.

Da questo punto di vista, la scuola è una priorità perché è garantendo il diritto all’istruzione che si inizia a contrastare ogni altra forma di disuguaglianza. Le difficoltà rilevate in questi giorni, quindi, impongono di puntare su dispositivi che tutti possono avere.

La RAI è una grande istituzione culturale e formativa pubblica e ha già messo a disposizione delle esigenze di didattica e studio il suo archivio di contenuti scientificamente validati.

Per questa ragione il Partito Democratico ha proposto di rafforzare l’alleanza pubblica tra Ministero dell’Istruzione e Rai, puntando alla creazione di un canale sul digitale terrestre interamente dedicato alla didattica. Un canale con un palinsesto costituito da contenuti formativi prodotti dalla Rai, concordati con e certificati attraverso il Ministero, e realizzati con la collaborazione operativa dei docenti.

Un canale in prospettiva dedicato a tutti i cicli, ma che parta da contenuti per la scuola primaria. Ovviamente, non è un sostituto della didattica a distanza, ma solo uno strumento in più per accompagnare la crescita di quelle opportunità, andando a superare quasi del tutto i gap di accesso, con un risultato di uguaglianza e facilitazione della vita delle famiglie.

Il canale potrebbe andare oltre l’emergenza, nell’eventualità che ci si trovi costretti a nuovi momenti di distanziamento fisico.

Avviare la produzione di un canale in digitale terrestre dedicato alla didattica è allora un modo per iniziare a prepararsi a quella fase due,di convivenza regolata con il virus, che partirà appena le condizioni sanitarie lo consentiranno e che ci accompagnerà a lungo.