Quanti soldi spendono per la crisi altri paesi?

Il Servizio Studi del Senato – Organismo indipendente – ha fatto luce sulla propaganda della Lega e delle destre sulle reali azioni economiche finanziarie dei vari paesi europei per fronteggiare l’effetto coronavirus.

Dal confronto è emerso – oltre al fatto che le cifre indicate dalla Lega sono sbagliate –  che è falso quanto viene detto, ovvero che altri danno soldi a fondo perduto o che mettono in campo più soldi dell’Italia.

In pratica, le distanze non sono così rilevanti e tutti offrono garanzie pubbliche, altro che liquidità senza restituzione.

Vediamo i dettagli.

La Germania. Il Governo federale ha adottato misure pari a 156 miliardi di euro che, nel loro insieme, genereranno un intervento complessivo del valore stimato di circa 1.100 miliardi di euro. Inoltre, attraverso il nuovo Fondo per la stabilizzazione economica (Wsf) si è esteso l’accesso alle garanzie sui prestiti pubblici per imprese di diverse dimensioni con un budget pari a circa 600 miliardi di euro di cui, però, solo 400 miliardi sono garanzie per i debiti di imprese colpite dalla crisi.

La Francia. Il Governo francese ha introdotto un pacchetto di misure economiche del valore complessivo di 45 miliardi di euro. Lo Stato accorda garanzie sui crediti concessi dalle società finanziarie alle imprese non finanziarie registrate in Francia per un totale di 300 miliardi di euro.

La Spagna. La Spagna ha adottato misure per un valore complessivo di 8,9 miliardi di euro in grado di mobilitare fino a 83 miliardi di euro di liquidità a supporto delle imprese attraverso il settore finanziario privato. Inoltre, il Governo spagnolo ha deciso di ampliare fino a 100 miliardi di euro l’ammontare delle garanzie pubbliche sui prestiti alle imprese e ai lavoratori autonomi.

L’Italia. Il Governo ha adottato misure immediate per 25 miliardi di euro che avranno un effetto leva sugli investimenti fino a circa 350 miliardi euro dell’economia reale. Inoltre, a supporto della liquidità necessaria alle imprese, garantirà prestiti fino a 400 miliardi di euro.

Cosa significa offrire garanzie? Che non si tratta di stanziare effettivamente le cifre indicate, ma produrre, potenzialmente, quei miliardi di finanziamento, ragione per la quale non è possibile un confronto vero sulle garanzie, perché dipende da quanto chiederanno le imprese in ogni paese.

Una cosa è certa, però: nessuno da soldi a fondo perduto.

Sospensione dei versamenti fiscali e contributivi

Il Governo ha introdotto una serie di norme che prevedono uno stanziamento complessivo di 2,4 miliardi di euro, con l’effetto di sospendere tributi e contributi per complessivi 10,7 miliardi di euro.

Viene stabilito il differimento delle scadenze e la sospensione dei versamenti fiscali e contributivi (per tutte le imprese di piccola dimensione e senza limiti di fatturato per le imprese operanti nei settori più colpiti); della riscossione e invio delle cartelle esattoriali; degli atti di accertamento e dei pagamenti dovuti per i diversi provvedimenti di sanatoria fiscale.

Inoltre, il decreto prevede un credito di imposta per il proprietario di locali commerciali che rinuncia a parte dell’affitto del mese di marzo. Sempre in ambito fiscale è stato incentivato, mediante l’estensione delle detrazioni/deduzioni, il contributo del settore privato al finanziamento del contrasto dell’epidemia e delle cure sanitarie.

  • Sospensione, senza limiti di fatturato, per settori più colpiti – Per gli operatori dei settori più colpiti dalla crisi vengono sospesi i versamenti di contributi e ritenute per lavoratori dipendenti di marzo ed aprile. I settori interessati sono: turistico-alberghiero, termale, trasporti passeggeri, ristorazione e bar, cultura (cinema, teatri), sport, istruzione, parchi divertimento, eventi (fiere/convegni), sale giochi e centri scommesse.
  • Sospensione per contribuenti con fatturato fino a 2 milioni di euro – Versamenti IVA, ritenute e contributi di marzo. In aggiunta, per i contribuenti delle 4 province più colpite (Piacenza, Lodi, Cremona, Bergamo) sospensione dell’IVA a prescindere dal fatturato.
  • Differimento scadenze – Per gli operatori economici ai quali non si applica la sospensione, il termine per i versamenti dovuti al 16 marzo viene posticipato al 20 marzo.
  • Viene sospeso il pagamento del canone di concessione e del prelievo erariale dei centri scommesse.
  • Disapplicazione della ritenuta d’acconto per professionisti senza dipendenti sulle fatture di marzo ed aprile.
  • Sanificazione: viene introdotto un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute per la sanificazione dei luoghi di lavoro, con un tetto al beneficio di 20 mila euro.
  • Incentivi ai lavoratori: 100 euro in più in busta paga per i lavoratori che a marzo svolgono la prestazione sul luogo di lavoro (quindi non in smart working), in proporzione ai giorni lavorati. Spetta ai lavoratori con reddito fino a 40 mila euro.
  • Sospensione dei termini per le attività di Agenzia entrate;
  • Sospensione dei termini per la riscossione di cartelle esattoriali, per saldo e stralcio e per rottamazione-ter, sospensione dell’invio nuove cartelle e sospensione degli atti esecutivi.
  • Donazioni COVID-19 – la deducibilità delle donazioni effettuate dalle imprese ai sensi dell’articolo 27 L. 133/99, che disciplina le disposizioni in favore delle popolazioni colpite da calamità pubbliche, viene estesa; inoltre viene introdotta una detrazione per le donazioni delle persone fisiche fino a un beneficio massimo di 30.000 euro.
    La Protezione Civile è autorizzata ad aprire appositi conti correnti destinati a raccogliere le donazioni liberali per l’emergenza COVID-19.
  • Affitti commerciali – A negozi e botteghe viene riconosciuto un credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione del mese di marzo.
  • Vengono sospesi i termini del processo tributario.
  • Slitta dal 7 al 31 marzo il termine entro il quale i sostituti di imposta devono trasmettere la certificazione unica
  • Si sposta dal 28 al 31 marzo 2020 la scadenza entro cui gli enti terzi (fra cui banche, assicurazioni, enti previdenziali e amministratori di condominio) devono inviare i dati utili per la dichiarazione dei redditi precompilata.
  • Prorogato al 5 maggio 2020 il giorno in cui la dichiarazione precompilata sarà disponibile per i contribuenti sul portale dell’Agenzia delle Entrate.
  • Spostata dal 23 luglio al 30 settembre 2020 la scadenza per l’invio del 730 precompilato.

 

“Cura Italia”. Sostegno ai lavoratori e garanzia dei redditi

Nessuno perderà il proprio posto di lavoro a causa dell’epidemia. Con uno stanziamento di 10,2 miliardi di euro viene garantita la tenuta dell’occupazione e dei redditi, potenziando l’intero impianto degli ammortizzatori sociali (cassa integrazione e fondo di integrazione salariale) per l’intero territorio nazionale e per tutti i settori produttivi, incluse le attività con meno di 5 dipendenti.

Analoga attenzione è rivolta a quelle condizioni lavorative che per la loro natura autonoma o atipica non hanno generalmente accesso ai principali ammortizzatori sociali.

A tal fine si è intervenuti per assicurare un sostegno al reddito per i lavoratori non coperti dalla Cassa integrazione in deroga, come gli stagionali, inclusi quelli del settore del turismo, gli autonomi, tra cui i lavoratori del settore dello spettacolo, i lavoratori a tempo determinato.

  • Con uno stanziamento complessivo di 4 miliardi di euro, la Cassa integrazione in deroga viene estesa per l’intero territorio nazionale, per tutti i dipendenti, di tutti i settori produttivi. I datori di lavoro, anche le aziende con meno di 5 dipendenti, che sospendono o riducono l’attività a seguito dell’emergenza epidemiologica possono ricorrere alla cassa integrazione guadagni in deroga con la nuova causale “Covid-19” per la durata massima di 9 settimane. Tale possibilità viene estesa anche alle imprese che già beneficiano della Cassa integrazione straordinaria.
  • Nel Fondo Integrazione Salariale che normalmente copre le aziende da 5 a 50 dipendenti si potrà prendere l’assegno ordinario in deroga tra i 5 e i 15 dipendenti con l’introduzione di una deroga al limite di tiraggio.
  • Indennizzo di 600 euro per i lavoratori autonomi e le partite IVA. L’indennizzo va ad una platea di quasi 5 milioni di persone: professionisti non iscritti agli ordini, co.co.co. in gestione separata, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri, stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori del settore spettacolo, lavoratori agricoli.
  • Viene istituito un fondo ad hoc, il ‘Fondo per il reddito di ultima istanza’, da 300 milioni di euro per il sostegno a professionisti ordinisti e altri esclusi dall’indennizzo di 600 euro, per un totale di 500.000 persone. L’indennità di 600 euro è riconosciuta ai collaboratori sportivi, con uno stanziamento di 50 milioni di euro a copertura di una platea di circa 83.000 persone.
  • Vengono sospese le procedure di licenziamento avviate dopo il 23 febbraio 2020 per i due mesi successivi alla data di entrata in vigore del decreto. In questo periodo, il datore di lavoro, indipendentemente dal contratto, non può recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo, fra cui il licenziamento per motivi economici.
  • Incentivi e contributi per la sanificazione e sicurezza sul lavoro – Per le imprese vengono introdotti incentivi per gli interventi di sanificazione e di aumento della sicurezza sul lavoro, attraverso la concessione di un credito d’imposta, nonché contributi attraverso la costituzione di un fondo INAIL; contributi sono previsti anche per gli enti locali attraverso uno specifico fondo.
  • Incentivi ai lavoratori – Ai lavoratori con reddito annuo lordo fino a 40.000 euro che nel mese di marzo svolgono la propria prestazione sul luogo di lavoro (non in smart working) viene riconosciuto un incentivo di 100 euro (in proporzione ai giorni lavorati).
  • Viene previsto l’utilizzo degli operatori impiegati in servizi socio-assistenziali dei Comuni.
  • Disposizioni a sostegno dei genitori lavoratori, a seguito della sospensione del servizio scolastico: con uno stanziamento di circa 1,3 miliardi vengono previsti il congedo parentale per 15 giorni aggiuntivi al 50% del trattamento retributivo o, in alternativa, voucher da 600 euro (aumentato a 1.000 euro per sanitari pubblici e polizia) e il voucher per gli autonomi.
  • Incremento, in caso di handicap grave, fino a 12 giorni del permesso retribuito per i fruitori della legge 104.
  • Per i dipendenti della Pubblica Amministrazione vengono messe a disposizione le dotazioni informatiche (computer portatili e tablet) necessarie per consentire lo svolgimento del lavoro agile. Per il settore pubblico e per quello privato è stabilito che il periodo di malattia o quarantena o in permanenza domiciliare fiduciaria sia equiparato alla malattia.

 

“Cura Italia”. Liquidità delle famiglie e delle imprese

In una fase di contrazione economica come quella a cui il Paese va incontro è vitale ogni sforzo per evitare che gli effetti sull’economia reale si trasferiscano al settore del credito.

Tanto le famiglie quanto le imprese rischiano di vedere significativamente erose le proprie entrate e ciò pregiudica la loro capacità di far fronte ad impegni finanziari pregressi e potrebbe rendere anche difficoltoso l’accesso al credito.

Il Governo, per scongiurare con forza questa eventualità, ha destinato 5 miliardi, con un effetto volano per circa 350 miliardi, per assicurare la necessaria liquidità alle famiglie e alle imprese.

L’intervento del Governo sul fronte della liquidità si articola su quattro strumenti principali ed alcune misure di dettaglio.

  • Moratoria sui prestiti. Le micro (le cc.dd. partite IVA), piccole e medie imprese (PMI), i professionisti e le ditte individuali beneficiano di una moratoria su un volume complessivo di prestiti stimato in circa 220 miliardi di euro. Vengono congelate fino al 30 settembre linee di credito in conto corrente, finanziamenti per anticipi su titoli di credito, scadenze di prestiti a breve e rate di prestiti e canoni in scadenza.
  • Potenziamento per 1,5 miliardi del Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, anche per la rinegoziazione dei prestiti esistenti. Sommando i finanziamenti in essere e quelli nuovi, l’obiettivo è consentire garanzie per oltre 100 miliardi complessivi di finanziamento alle imprese da parte del Fondo Centrale di Garanzia. Le modifiche principali riguardano:
    • la gratuità della garanzia del Fondo, con la sospensione dell’obbligo di versamento delle previste commissioni per l’accesso al Fondo stesso;
    • l’ammissibilità alla garanzia di operazioni di rinegoziazione del debito;
    • l’allungamento automatico della garanzia in caso di moratoria o sospensione del finanziamento per l’emergenza coronavirus;
    • la previsione, per le operazioni di importo fino a 100.000 euro, di procedure di valutazione per l’accesso al Fondo ristrette ai soli profili economico-finanziari al fine di ammettere alla garanzia anche imprese che registrano tensioni col sistema finanziario in ragione della crisi connessa all’epidemia;
    • estensione del limite per la concessione della garanzia da 2,5 milioni a 5 milioni di finanziamento;
    • estensione a soggetti privati della facoltà di contribuire a incrementare la dotazione del Fondo PMI (oggi riconosciuta a banche, Regioni e altri enti e organismi pubblici, con l’intervento di Cdp e di Sace);
    • facilitazione per l’erogazione di garanzie per finanziamenti a lavoratori autonomi, liberi professionisti e imprenditori individuali;
    • estensione dell’impiego delle risorse del Fondo.
  • Garanzia dello Stato a favore di CDP per fornire provvista alle banche che finanziano imprese medio grandi che non beneficiano del Fondo PMI. Garanzia di 500 milioni con un moltiplicatore di 20, quindi si stima fino a 10 miliardi di nuova finanza.
  • Incentivo alle imprese bancarie e industriali a cedere i loro crediti incagliati o deteriorati mediante la conversione delle loro Attività Fiscali Differite in Crediti di imposta. L’intervento libera nuove risorse liquide per le imprese e consente alle banche di dare nuovo credito, consentendo nuova finanza bancaria per le imprese fino a 10 miliardi.

Fra le altre misure:

  • rafforzamento dei Confidi per le microimprese, attraverso misure di semplificazione.
  • Viene esteso, anche ai lavoratori autonomi, il fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa, aggiungendo una nuova causale a supporto della richiesta di sospensione ed eliminando la condizione legata al reddito Isee. Si tratta del Fondo Gasparrini che prevede la possibilità, per i titolari di un mutuo contratto per l’acquisto della prima casa, di beneficiare della sospensione del pagamento delle rate al verificarsi di situazioni di temporanea difficoltà.
  • Immediata entrata in vigore del “volatility adjustment” per le assicurazioni. Viene introdotto un contributo statale del 50% della quota interessi.
  • Viene introdotta una norma che proroga i termini e introduce la possibilità di riparto parziale di indennizzo per i risparmiatori attingendo al FIR, il fondo previsto per gli indennizzi ai risparmiatori rimasti coinvolti.
  • Sospensione dei rimborsi in scadenza nel 2020 dei finanziamenti SIMEST.
  • È prevista una garanzia di SACE a Regioni e Protezione civile per agevolare il reperimento di forniture essenziali sui mercati esteri.

 

“Cura Italia”. Le domande più frequenti

Sarà possibile distribuire e impiegare anche mascherine prive del marchio CE?

Data la situazione emergenziale e la grave carenza di mascherine chirurgiche, limitatamente al periodo dell’emergenza, sarà possibile produrre, importare e commercializzare mascherine in deroga alle disposizioni, previa autocertificazione di conformità alla normativa sugli standard di sicurezza da inviare a ISS e INAIL.
L’Istituto Superiore di Sanità dovrà comunque pronunciarsi sulla conformità entro 3 giorni dall’invio dell’autocertificazione.

L’indennità prevista per i professionisti non dipendenti, ma in regime di libera attività regolata da partita IVA, è prevista solo per quelli non iscritti a un ordine professionale?

I professionisti in regime di libera attività rientrano nelle disposizioni dell’art.44 del decreto, che istituisce il ‘Fondo per il reddito di ultima istanza’. Sono allo studio con le casse professionali i criteri di accesso e le modalità di erogazione del beneficio.

Con quali modalità viene erogata l’indennità per i professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa?

I beneficiari dovranno presentare domanda presso le casse professionali di appartenenza.

Gli agenti di commercio che oltre all’iscrizione alle gestioni speciali Ago hanno l’obbligo di essere iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria come l’Enasarco, hanno diritto all’indennità di 600 euro?

Gli agenti di commercio sono esclusi dalla platea dei destinatari dell’articolo 28, che riguarda solo coloro che non siano iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, ma rientrano, con tutti gli altri soggetti iscritti alle casse, nelle previsioni dell’articolo 44 che istituisce un Fondo per il reddito di ultima istanza al fine di garantire misure di sostegno al reddito sia per i lavoratori dipendenti che per quelli autonomi.

Chi può accedere al Fondo PMI?

Al Fondo PMI possono accedere le ditte individuali e tutti i professionisti iscritti ad albi o elenchi (tenuti dal MiSE). L’artigiano, l’idraulico o il titolare del bar già sono ricompresi fra queste categorie e quindi possono accedere al Fondo. Per microcredito e “importo ridotto” (fino a 20.000 incrementabili) il Fondo ammette già alla garanzia senza valutazione e all’80%.

Tra i versamenti sospesi e prorogati al 31 maggio sono inclusi anche quelli a carico del datore di lavoro che sospende il versamento della retribuzione?

Sono sospesi fino al 30 aprile 2020 – in favore dei soggetti operanti nei settori maggiormente colpiti dall’emergenza in atto – i versamenti delle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, nonché gli adempimenti e i versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria. Con specifico riferimento alle ritenute fiscali, tale disposizione non può trovare applicazione nel caso in cui il datore di lavoro non corrisponda le retribuzioni, in quanto non opera le ritenute oggetto di sospensione.

Quali tutele si prevedono per i dipendenti a tempo che scadono in questo periodo? Finiscono nel fondo di ultima istanza?

Allo stato il fondo previsto è rivolto ad una platea sufficientemente onnicomprensiva da comprendere anche questi soggetti, ove fossero esclusi da qualunque altra forma di tutela.

Il provvedimento contiene strumenti di tutela per babysitter, badanti e collaboratori/trici familiari?

La situazione di colf e badanti è attualmente in considerazione, in vista di un loro inserimento tra i beneficiari del Fondo residuale previsto.

L’estensione della durata dei permessi retribuiti trova applicazione anche nei confronti dei dipendenti che usufruiscono già dei permessi mensili retribuiti riconosciuti dalla legge 104?

Sì, ulteriori chiarimenti saranno forniti attraverso apposita circolare INPS di prossima emanazione.

L’equiparazione del periodo trascorso in quarantena o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva alla malattia ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento, e non computabile ai fini del periodo di comporto, trova applicazione anche nei confronti dei dipendenti pubblici?

Nel decreto è prevista l’applicazione ai soli lavoratori del settore privato, in quanto nel DL del 9 marzo 2020 è presente una norma equivalente che si applica ai lavoratori del settore pubblico.

Come verrà impiegato il Fondo di ultima istanza e, in particolare, a quanto ammonterà la misura per ogni persona?

Prevede l’assegnazione di 600 euro a testa. Le platee dei destinatari verranno decise a giorni con un provvedimento di prossima emissione.

Sui sussidi alle partite IVA, chi ha una cartella esattoriale può accedervi? E per la Naspi?

Per le partite IVA non è prevista l’indennità della NASPI, per loro sono previsti i 600 euro di beneficio per il mese di marzo. Beneficiano inoltre del blocco di esazioni dell’Agenzia entrate come tutti gli altri.

Nell’ipotesi di proroga della chiusura delle scuole e delle attività, cosa si intende fare per estendere le misure per la childcare e, in particolare, quelle rivolte ai lavoratori autonomi?

Il voucher babysitter vale anche per gli autonomi. In caso di proroga di chiusura delle attività potrà essere rinnovato.

 In cosa consistono le misure di moratoria in sostegno alle PMI?

Le misure, per sostenere le attività imprenditoriali danneggiate dall’epidemia di COVID-19, hanno per oggetto:

  • La possibilità di utilizzare la parte non utilizzata delle aperture a revoca e dei prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o quelli alla data del 17 marzo, se superiori. Gli importi accordati dalla banca o dall’intermediario finanziario non possono essere revocati, neanche in parte fino al 30 settembre 2020 incluso;
  • La proroga alle medesime condizioni fino al 30 settembre 2020 dei prestiti non rateali con scadenza prima del 30 settembre 2020;
  • La sospensione fino al 30 settembre 2020 del pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020, per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie. È facoltà dell’impresa chiedere la sospensione dell’intera rata o dell’intero canone o solo della quota capitale.

A chi va presentata la comunicazione?

Tutte le banche, intermediari finanziari vigilati e altri soggetti abilitati alla concessione del credito in Italia devono accettare le comunicazioni di moratoria, se ovviamente le stesse comunicazioni rispettano i requisiti previsti dal Decreto legge “Cura Italia”.

 Quali sono le imprese e i soggetti che possono chiedere le moratorie?

Le micro, piccole e medie imprese (PMI), operanti in Italia, appartenenti a tutti i settori. Secondo la definizione della Commissione europea, sono PMI le imprese con meno di 250 dipendenti e con fatturato inferiore a 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro. Come già anticipato il 17 marzo scorso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sono ricomprese tra le imprese anche i lavoratori autonomi titolari di partita IVA.

Per quali soggetti vengono sospesi i mutui?

Ai sensi dell’art 56, la moratoria si applica alle microimprese e PMI aventi sede in Italia come definite dalle pertinente raccomandazione europea. Può pertanto accedere alla moratoria anche chi svolge un’attività economica in modo autonomo, quindi chiunque svolge attività economica e ha una partita IVA.
Ai sensi dell’art 54, i benefici del fondo Gasparrini, che consente ai titolari di un mutuo contratto per l’acquisto della prima casa di beneficiare della sospensione del pagamento delle rate fino a 18 mesi, al verificarsi di specifiche situazioni di temporanea difficoltà (quali tra l’altro la perdita del lavoro ovvero la cassa integrazione), vengono estesi anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che autocertifichino un calo apprezzabile (superiore al 33 per cento) del fatturato. Il Decreto ministeriale di attuazione è in corso di emanazione.

Il beneficio si applica anche ai lavoratori autonomi e per i professionisti con partita IVA.

La normativa prevede, inoltre, l’assenza di nuovi e maggiori oneri per entrambe le parti, le imprese e le banche.

La sospensione di rate e finanziamenti riguarda anche il credito al consumo?

No, non si applica al credito al consumo.

A chi è applicabile il “Credito d’imposta per botteghe e negozi”?

Il decreto prevede un credito d’imposta, a favore dei soggetti esercenti attività di impresa, pari al 60% delle spese sostenute a marzo 2020 per canoni di locazione purché relativi ad immobili rientranti nella categoria catastale C/1.
Per poter beneficiare del credito d’imposta il locatario deve quindi:

  • essere titolare di un’attività economica, di vendita di beni e servizi al pubblico, oggetto di sospensione in quanto non rientrante tra quelle identificate come essenziali;
  • essere intestatario di un contratto di locazione di immobile rientrante nella categoria catastale C/1.

In questo modo agli esercenti di attività di vendita al dettaglio, soprattutto di ridotte dimensioni, che hanno dovuto sospendere l’attività, viene riconosciuto un parziale ristoro dei costi sostenuti per la locazione dell’immobile adibito all’attività al dettaglio e attualmente inutilizzato. Sono escluse le attività non soggette agli obblighi di chiusura, in quanto identificate come essenziali (tra le quali, farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari di prima necessità).

L’importo può essere utilizzato a partire dal 25 marzo 2020 in compensazione, utilizzando il Modello di pagamento F24, da presentare esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Il “Credito d’imposta per botteghe e negozi” è da intendersi applicabile anche ai contratti di affitto di ramo d’azienda e ad altre forme contrattuali che regolino i rapporti tra locatario e proprietario per gli immobili ad uso commerciale?

La misura in esame si applica ai contratti di locazione di negozi e botteghe, rimanendo esclusi i contratti aventi ad oggetto, oltre alla mera disponibilità dell’immobile, anche altri beni e servizi, quali i contratti di affitto di ramo d’azienda o altre forme contrattuali che regolino i rapporti tra locatario e proprietario per gli immobili ad uso commerciali.

Tra i versamenti sospesi e prorogati al 31 maggio sono inclusi anche quelli a carico del datore di lavoro che sospende il versamento della retribuzione?

Sono sospesi fino al 30 aprile 2020 – in favore dei soggetti operanti nei settori maggiormente colpiti dall’emergenza in atto – i versamenti delle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, nonché gli adempimenti e i versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria. Viene previsto che il versamento delle somme oggetto di sospensione sia effettuato in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o in 5 rate mensili di pari importo a partire dal 31 maggio 2020. Ciò premesso, con specifico riferimento alle ritenute fiscali, tale disposizione non può trovare applicazione nel caso in cui il datore di lavoro non corrisponda le retribuzioni in quanto non opera le ritenute oggetto di sospensione.

Per la salute dei lavoratori

Il Governo ha stipulato con le parti sociali un importante protocollo per la tutela della salute dei lavoratori. Sono state stabilite diverse azioni per la salvaguardia di coloro che continuano a recarsi al lavoro. Un segnale importante e di attenzione a favore di coloro che, anche in questo delicato momento, svolgono la propria funzione.

 

protocollo salute lavoratori

Le misure del Governo per contrastare il Coronavirus (Covid-19)

Il Governo per contrastare la pandemia da Coronavirus (Covid-19) ha adottato, fino ad oggi, quattro decreti legge e una serie di DPCM (Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri) altrettanto importanti. Altre misure sono state prese dai Ministeri competenti, attraverso ordinanza e circolari.

Il Parlamento, mercoledì 11 marzo, ha autorizzato lo scostamento di bilancio rispetto agli obiettivi di finanza pubblica definiti nella scorsa nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza per un importo fino a 20 miliardi di euro, pari all’1,1% del PIL, in termini di indebitamento netto, che corrispondono a circa 25 miliardi di maggiori stanziamenti di bilancio per competenza e cassa.

Lo scostamento si è reso necessario per consentire al Governo di assumere nuove iniziative, di carattere straordinario e urgente, attraverso lo strumento del decreto-legge, in preparazione in queste ore, per fronteggiare le rilevanti esigenze di natura sanitaria e socio-economica.

Il pacchetto di misure che il Governo intende adottare prevede un incremento delle risorse destinate al sistema sanitario pubblico, al sistema della protezione civile e alle forze dell’ordine per assicurare la necessaria dotazione di strumenti e mezzi che consentano, rispettivamente, di fornire assistenza alle persone colpite dalla malattia e applicare le politiche di prevenzione e mitigazione del rischio.

Si prevedono, inoltre, misure e interventi di contrasto ai disagi sociali ed economici conseguenti al rallentamento e, in alcuni casi, alla sospensione delle attività produttive, che consisteranno nello stanziamento di nuove risorse finanziarie destinate al sostegno dei redditi, alla salvaguardia dell’occupazione e al potenziamento degli ammortizzatori sociali, nonché misure di sostegno alle aziende, anche attraverso la concessione di garanzie sui debiti delle stesse.

I DECRETI LEGGE

Il primo è il decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recanti misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covd-19, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 marzo 2020, n. 13.

Sostanzialmente ha definito la cornice giuridica che ha consentito di rendere il più possibile sistemiche le misure urgenti e straordinarie, adottate nei giorni successivi, per fronteggiare l’evolversi della situazione epidemiologica nel nostro Paese.

Nel decreto si menzionano poi le misure di contenimento e gestione che possono essere adottate dalle autorità competenti: dal divieto di allontanamento dalle aree interessate, alla chiusura di scuole e attività commerciali, all’applicazione della misura della quarantena con sorveglianza attiva agli individui che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva.

Il decreto, inoltre, prevede che il Prefetto, informando preventivamente il Ministro dell’interno, si avvalga, per l’esecuzione delle misure di contenimento, delle Forze di polizia e, se necessario, delle Forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali.

Con un emendamento approvato durante l’esame in Commissione Affari sociali, e stato chiarito che in questi casi al personale delle Forze armate e attribuita la qualifica di agente di pubblica sicurezza.

Il secondo provvedimento è il decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9, recante misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Le disposizioni sono finalizzate ad assicurare un primo necessario supporto economico ai cittadini e alle imprese per consentirgli di affrontare i problemi di liquidità finanziaria, causati dall’epidemia.

Sono diversi gli ambiti d’intervento, in parte, superati dall’aggravarsi ed estendersi dell’emergenza, dalle prime aree colpite a tutto il paese.

In particolare, il decreto prevede la sospensione dei termini per versamenti e altri adempimenti per i soggetti che hanno la residenza, la sede legale o la sede operativa nei comuni della cosiddetta “zona rossa” (Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione d’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini e Vo’).

La sospensione dei termini per adempimenti e pagamenti, già prevista dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze dello scorso 24 febbraio, è estesa anche ai contribuenti che risiedono al di fuori della “zona rossa” ma si avvalgono di intermediari che vi sono ubicati. Infine, si prorogano i termini per la comunicazione dei dati necessari alla predisposizione della dichiarazione dei redditi pre-compilata.

In questo modo, i professionisti e gli operatori economici – ovunque ubicati sul territorio nazionale – avranno più tempo per raccogliere e trasmettere i dati oggetto di questo adempimento.

Il decreto contiene una serie di misure di sostegno alle famiglie, ai lavoratori dipendenti e autonomi e di potenziamento degli ammortizzatori sociali nella “zona rossa”.

Si prevede, per le strutture ricettive, le agenzie di viaggio e i tour operator, operanti sul territorio nazionale, la sospensione fino al 30 aprile del versamento dei contributi previdenziali e delle ritenute fiscali.

Per gli utenti che non abbiano potuto viaggiare da e per la “zona rossa”, o usufruire di pacchetti turistici a causa delle misure di contenimento e di prevenzione della diffusione del Covid-19 disposte dalle autorità italiane o straniere si prevedono specifiche forme di compensazione.

Altre disposizioni prevedono:

  • l’estensione della validità delle tessere sanitarie e della Carta nazionale dei servizi;
  • misure volte ad agevolare il ricorso al lavoro agile (smart working) dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche;
  • il mantenimento della retribuzione dei dipendenti pubblici in caso di malattia con ricovero ospedaliero o assenza per malattia dovuta al Covid-19, ivi compresi i periodi di quarantena;
  • la possibilità, per i laureati in medicina e chirurgia che non possano sostenere l’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo a causa dell’ordinanza del Ministro dell’università e della ricerca del 24 febbraio, di frequentare con riserva il corso di formazione specifica in medicina generale;
  • la conservazione della validità dell’anno scolastico, anche qualora gli istituti non possano effettuare i duecento giorni di lezione previsti dalla normativa a seguito delle misure di contenimento;
  • l’estensione del regime fiscale delle donazioni di alimenti (non imponibilità a fini IVA e imposte redditi) alle donazioni di altre merci (vestiario, computer ecc.);
  • l’istituzione di un fondo rotativo per la concessione di mutui a tasso zero per le imprese agricole in difficoltà.

Il decreto-legge 9 marzo 2020, n. 14 è finalizzato a introdurre misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale (Ssn), con riguardo alle risorse umane, alle risorse strumentali e alla capacità ricettiva delle strutture sanitarie.

Il decreto legge prevede norme specifiche per l’arruolamento di medici e personale sanitario, con assunzioni di specializzandi e incarichi di lavoro autonomo e a tempo determinato, il richiamo di medici e infermieri in pensione, il reclutamento di medici di medicina generale e pediatri, l’incremento delle ore di specialistica ambulatoriale. Conseguentemente a tali misure le Regioni procedono alla rideterminazione dei piani di fabbisogno del personale.

E poi disposizioni sul volontariato; la sospensione della quarantena per medici e operatori sanitari entrati in contatto con soggetti positivi ma risultati negativi al tampone.

I medesimi operatori sospendono l’attività nel caso di sintomatologia respiratoria o esito positivo per Covid-19.

Ancora, prevista la creazione di unità speciali di attività assistenziali ogni 50.000 abitanti attive sette giorni su sette dalle 8 alle 20 per garantire l’assistenza domiciliare ai pazienti affetti da Covid-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero.

Le Regioni potranno istituire unità speciali per garantire l’erogazione di prestazioni sanitarie e socio-sanitarie a domicilio in favore di persone con disabilità che presentino condizione di fragilità o di comorbilità tali da renderle soggette a rischio nella frequentazione dei centri diurni per persone con disabilità.

Sono previste, inoltre, misure per garantire la fornitura di ossigenoterapia anche attraverso la rete delle farmacie.

Vengono introdotte una serie di semplificazioni per facilitare la tempestiva acquisizione e il pagamento dei dispositivi di protezione individuale e medicali necessari.

Si dispone l’acquisto di 5.000 impianti di ventilazione assistita e i relativi materiali indispensabili per il funzionamento dei ventilatori.

Al fine di impiegare il personale sanitario delle strutture pubbliche o private prioritariamente nella gestione dell’emergenza, le Regioni potranno rimodulare o sospendere le attività di ricovero e ambulatoriali differibili e non urgenti, incluse quelle erogate in regime di libera professione intramuraria.

Inoltre, agli esercenti le professioni sanitarie, impegnati a far fronte alla gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 non si applicano le disposizioni sui limiti massimi di orario di lavoro prescritti dai Ccnl di settore, a condizione che venga loro concessa una protezione appropriata.

L’11 marzo è stato adottato un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM 11 marzo 2020) con il quale sono state introdotte nuove e più stringenti misure finalizzate al contenimento e alla gestione dell’emergenza in atto sull’intero territorio nazionale.

Il provvedimento prevede, in particolare, la sospensione delle attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali, purché sia consentito l’accesso alle sole predette attività.

Tra gli esercizi commerciali di cui vengono sospese le attività si annoverano bar e ristoranti, ad eccezione, fra l’altro, degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande posti nelle aree di servizio e rifornimento carburante lungo la rete stradale, autostradale e all’interno delle stazioni ferroviarie e aeroportuali (i benzinai restano aperti).

Escluse anche dalla sospensione mense e catering continuativo su base contrattuale, nonché l’attività di ristorazione effettuata con la consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto.

Prevista, quindi, la chiusura dei mercati salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari.

Rimangono aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie e le parafarmacie.

Deve in ogni caso essere garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro.

Sono chiusi, invece, parrucchieri, barbieri, estetisti. Vengono garantiti i servizi pubblici essenziali, tra cui i trasporti pubblici locali e i servizi bancari, assicurativi e postali.

Autorizzata l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agroalimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi.

In ordine alle attività produttive e alle attività professionali viene raccomandato il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile e incentivate ferie e congedi retribuiti per i dipendenti.

Fabbriche e aziende possono continuare la loro attività solo se garantiscono appositi protocolli di sicurezza.

Le disposizioni del presente decreto producono effetto dalla data del 12 marzo 2020 e sono efficaci fino al 25 marzo 2020.

Il 22 marzo è stato adottato un ulteriore decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri con il quale sono state introdotte misure ancora più stringenti sull’operatività di tantissime imprese (qui la specifica delle attività che si possono svolgere:

 

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10219778109837598&id=166461026)

Il decreto, inoltre, impedisce gli spostamenti di chiunque da un comune all’altro, tranne per comprovate esigenze lavorative o per motivi di salute.

Aumentiamo il potere d’acquisto dei salari

In Senato stiamo affrontando la riduzione del cuneo fiscale.

Nel programma di governo – stilato a settembre scorso – l’avevano scritto in grassetto che è nostro dovere diminuire la tassazione sul lavoro ed alla prima occasione utile l’abbiamo avviato.

In dicembre, infatti, con la Legge di Bilancio abbiamo istituito il Fondo per la riduzione del carico fiscale sui lavoratori dipendenti con una dotazione pari a 3 miliardi di euro per quest’anno e a 5 miliardi di euro annui a decorrere dall’anno 2021 con lo scopo di finanziare gli interventi finalizzati alla riduzione del carico fiscale sulle persone fisiche.

Il cuneo fiscale è la differenza tra il costo del lavoro sostenuto dal datore di lavoro e la retribuzione netta percepita dal lavoratore. In pratica è la somma delle imposte sul reddito e dei contributi sociali che il datore di lavoro versa all’erario per ciascun lavoratore. Nel 2018 il costo del lavoro è aumentato di 0,2 punti percentuali rispetto all’anno precedente, interamente a causa delle imposte sul reddito.

Adesso stiamo approvando il Decreto che stabilisce a chi spetta e con quali modalità.

Sia il trattamento integrativo sia le detrazioni previste restituiranno potere d’acquisto alle retribuzioni dei lavoratori dipendenti pubblici e privati, in modo da rilanciare i consumi di individui e famiglie che da molti anni hanno visto salari stagnanti.

Il trattamento integrativo spetta soltanto se il reddito complessivo non è superiore a 28.000 euro ed è pari a 1.200 euro in ragione annua a decorrere dal 2021, mentre è pari a 600 euro per l’anno 2020. Il trattamento integrativo è rapportato al numero di giorni di lavoro e spetta per le prestazioni rese dal 1° luglio 2020 (da cui deriva un importo limitato a 600 euro per lo stesso anno 2020).

I sostituti d’imposta (il datore di lavoro) riconosceranno il trattamento integrativo ripartendolo fra le retribuzioni erogate a decorrere dal 1° luglio 2020 e verificano in sede di conguaglio la spettanza dello stesso.

Qualora dopo la verifica si rivela che l’integrazione non era spettante, i medesimi sostituti d’imposta provvedono al recupero del relativo importo.

Nel caso in cui il predetto importo superi 60 euro, il recupero è effettuato in quattro rate di pari ammontare a partire dalla retribuzione che sconta gli effetti del conguaglio.

Coronavirus, quali saranno gli effetti sull’economia italiana?

Tutti ipotizzano una pesante ripercussione sull’economia a causa del virus e, probabilmente, così sarà. Per capirlo, provo a valutare alcuni aspetti, nella consapevolezza che ogni riflessione va inquadrata, ahinoi, nella cornice di una debole crescita nell’area Euro.

Il primo. Rispetto alle forme virali del passato, il coronavirus sembra essere meno mortale, ma più contagioso, fatto che ha reso necessario “chiudere” sostanzialmente tutto quanto in movimento nelle zone interessate della Cina e adesso dell’Italia. Il fermo inflitto a tutte le attività produttive produrrà effetti negativi quantificabili in rapporto alla durata del blocco, al momento non ipotizzabile.

Secondo. Per quanto ci riguarda, dopo la crisi economica che ci ha coinvolto, la debolezza della crescita giocherà un ruolo negativo, nel senso che il virus inciderà sulla fiducia delle imprese minandone le aspettative dopo un certo periodo di difficoltà. Ripartire in questa condizione sarà, quindi, più difficile ed anche qui, nonostante la buona volontà e la resistenza degli imprenditori, varrà la durata del fermo e la sconfitta del virus in tempi brevi.

Terzo. Il brusco rallentamento dell’economia cinese produrrà sia il calo della domanda di beni e servizi interno, che nei momenti di crescita tirava parecchio sia le minori forniture di prodotti semilavorati cinesi verso il resto del mondo, quindi, anche in Italia. Ovviamente, oltre al colpo sull’export verso la Cina, se importiamo meno, meno produciamo. Nel nostro Paese, inoltre, in misura prevalente peserà l’ovvia riduzione dell’export verso il mondo da parte delle aziende delle aree interessate dal virus con due effetti conseguenti: minor reddito per le imprese italiane (e della filiera) ed il possibile spostamento dell’approvvigionamento estero a favore di altri partner nel mondo (un rischio non momentaneo, ma prevedibilmente strutturale). Il secondo fattore inciderebbe ben oltre la fase emergenziale.

Quarto. Un elemento di pericolo potrebbe derivare dai mercati attraverso le cosiddette “bolle speculative”, con i prezzi che verrebbero gonfiati ad arte o, peggio ancora, la revisione degli investimenti a scapito dei Paesi considerati più a rischio, compreso il nostro.

Non è la prima volta che i mercati reagiscono seguendo canali impropri. Lo stiamo vedendo in questi giorni: lo spread aumenta e questo costa denaro per pagare gli interessi.

Quinto. Il turismo. Il calo è nelle cose. La gente ha paura ed il rischio che quest’anno l’Italia non sarà meta dei milioni di visitatori che annualmente ci beneficiano dei loro investimenti, è molto alto. Di fatto, dal blocco della produzione nelle zone interessate si passerebbe a ripercussioni ben più amplificate sull’importantissimo comparto turistico italiano e, a cascata, sull’economia a corollario.

Da ultimo, il fatto che lo stop coinvolga le aree più dinamiche e produttive del Paese. Un fermo prolungato potrebbe ripercuotersi sulla competitività delle imprese lì localizzate e condizionarne lo sviluppo in futuro.

Cosa fare? Oltre l’immediato supporto ai settori colpiti – interessati da provvedimenti sanitari ed economici –  serviranno senz’altro politiche economiche espansive in modo da incentivare la domanda. Per questa ragione, il Governo varerà un Decreto di sostegno all’economia per 3,6 miliardi di euro. Ma non è finita. Approfittando dei tassi di interesse molto bassi e degli interventi calmieranti della BCE, a questo punto occorre che l’UE escluda dai rigori del patto di stabilità tutti gli investimenti della specie, anche se effettuati con il ricorso al debito.

Ciò consentirà all’Italia di finanziare un programma serio a sostegno della ripresa economica.

Per promuovere e sostenere la lettura (contro l’ignoranza)

In Senato abbiamo approvato definitivamente un disegno di legge per promuovere la lettura a livello di scuole, amministrazioni pubbliche, enti locali e di altre istituzioni, per contrastare la povertà educativa e culturale.

E’ un tema importante e come tale è stata attribuita alla Repubblica il compito di favorire e sostenere la lettura quale mezzo per lo sviluppo della conoscenza, la diffusione della cultura, la promozione del progresso civile, sociale ed economico della Nazione, la formazione e il benessere dei cittadini. Altresì, la Repubblica sostiene e incentiva inoltre la produzione, la conservazione, la circolazione e la fruizione di libri.

Quindi, sarà il Ministero per i beni e le attività culturali ad avere il compito di adottare ogni tre anni, il Piano nazionale d’azione per la promozione della lettura che deve tenere conto delle seguenti finalità:

  • diffondere l’abitudine alla lettura;
  • promuovere la frequentazione delle biblioteche e delle librerie e la conoscenza della produzione libraria italiana;
  • valorizzare le buone pratiche di promozione della lettura realizzate tra soggetti pubblici e privati;
  • valorizzare la lingua italiana;
  • valorizzare la diversità della produzione editoriale;
  • promuovere la formazione continua degli operatori partecipanti al Piano d’azione;
  • promuovere la dimensione interculturale e plurilingue della lettura nelle scuole e nelle biblioteche;
  • prevedere interventi mirati per specifiche fasce di lettori e per i territori con più alto tasso di povertà educativa e culturale;
  • favorire la lettura da parte delle persone con disabilità o con disturbi del linguaggio e dell’apprendimento;
  • promuovere la dimensione sociale della lettura;
  • promuovere un approccio alla lettura in riferimento alla valorizzazione delle competenze richieste dall’ecosistema digitale.

Si stabilisce, altresì, che le amministrazioni pubbliche devono promuovere per le pubblicazioni l’utilizzo di carta ecologicamente sostenibile.

Il Piano d’azione contiene, inoltre, indicazioni per azioni volte a:

  • favorire la lettura nella prima infanzia;
  • promuovere la lettura presso le strutture socio-assistenziali per anziani e negli ospedali;
  • promuovere la lettura negli istituti penitenziari;
  • promuovere la parità di accesso alla produzione editoriale in favore delle persone con difficoltà di lettura o con disabilità fisiche e sensoriali;
  • promuovere la lettura presso i teatri;
  • promuovere l’istituzione di un circuito culturale integrato per la promozione della lettura, denominato «Ad alta voce», con la partecipazione delle istituzioni scolastiche, delle biblioteche di pubblica lettura e delle altre istituzioni o associazioni culturali presenti nel medesimo territorio di riferimento.

Quanto alle risorse, è prevista l’istituzione del Fondo per l’attuazione del Piano nazionale d’azione per la promozione della lettura, gestito dal Centro per il libro e la lettura e ripartito annualmente, con una dotazione di 4.350.000 euro annui dal 2020.

Per consentire agli enti territoriali la partecipazione al Piano d’azione, l’art. 3 dispone che comuni e regioni aderiscono al Piano medesimo attraverso la stipula di patti locali per la lettura volti a coinvolgere le biblioteche e altri soggetti pubblici, come le scuole, nonché soggetti privati operanti sul territorio.

Tali patti prevedono interventi per aumentare il numero di lettori abituali nelle aree di riferimento.

Il disegno di legge stabilisce tante altre cose. Mi fermo qui per sintesi (ovviamente, per chi vuole saperne di più, basta inviare una mail a info@vincenzodarienzo.it).

Abbiamo approvato un atto che ha un valore intrinseco chiaro, quale quello di favorire la crescita culturale dell’Italia e uno derivato, ma ancora più importante: quello di contrastare la povertà culturale e l’ignoranza, due elementi che stanno facendo regredire la nostra società esponendola a fenomeni e messaggi disgreganti la solidarietà e la coesione sociale.

Soldi ben spesi.