Disposizioni in materia di conflitti di interessi

Erano anni che aspettavamo una legge sui conflitti di interesse. L’Italia ha pagato caro le situazioni di conflitto esistenti tra coloro che governavano ed i propri legittimi interessi. Ora siamo un Paese più civile, nel quale accanto ai diritti di ognuno ci sono anche doveri, a tutela dell’interesse della comunità. Un’altra riforma che aspettavamo.

135_Disposizioni-in-materia-di-conflitti-di-interessi

Due anni di Governo

La buona politica è anche rendere conto di quanto si è riusciti a fare, di quanto siamo stati capaci di trasformare i nostri propositi in cambiamenti concreti. Qui le slides con le quali si rappresentano i risultati di due anni di lavoro intenso del Pd alla guida del Paese.
Resta ancora tanto da fare.

Provincia: prorogati i contratti a tempo determinato. Il Governo ha dato seguito al mio Ordine del Giorno

Con il Decreto “milleproroghe” il Governo ha mantenuto la promessa fatta con l’approvazione del mio ordine dl giorno nel corso della Legge di Stabilità 2016.

Presso le Province italiane sono occupati oltre 1.000 lavoratori a tempo determinato, lavoratori altamente qualificati, impiegati nell’erogazione di servizi essenziali con specifiche professionalità non presenti nelle piante organiche. I contratti di questi lavoratori sono scaduti il 31 dicembre scorso.

Questa scadenza poteva creare difficoltà organizzative in alcuni servizi essenziali. Per questa ragione nella Legge di Stabilità avevo sottoscritto un ordine del giorno con il quale chiedevo al Governo di inserire nel decreto cosiddetto “proroga termini (decreto milleproroghe) la proroga dei contratti dei lavoratori a tempo determinato impiegati nelle Province, fino al 31 dicembre 2016.

La proposta era stata accolta dal Governo nel dicembre scorso.

Ed infatti, nel decreto “milleproroghe” in discussione in Parlamento il Governo ha inserito la proroga fino al 31 dicembre 2016 per tutti i lavoratori delle Province assunti con contratto a tempo determinato.

In questo momento di difficoltà non si lascia a casa nessuno.

Precedente articolo
http://www.vincenzodarienzo.it/prorogare-i-contratti-a-tempo-determinato-dei-lavoratori-impiegati-presso-lamministrazione-provinciale/

Esenzione dalle fasce di reperibilità per lavoratori malati di cancro: equità è fatta

I ministri Poletti e Lorenzin hanno firmato il decreto interministeriale di attuazione del Jobs ACT
Sono passati sette anni dalla prima circolare con la quale furono forniti chiarimenti in ordine alle fasce di reperibilità in caso di malattia per i lavoratori malati oncologici durante il periodo di cura della patologia.
I provvedimenti ministeriali del 2009 riguardano, però, solo i dipendenti del pubblico impiego e così è stato fino ad oggi.
Se il tumore non fa differenze di alcun genere, a fare la differenza discriminante per il malato ci pensava il tipo di lavoro: subordinato o autonomo, pubblico o privato. Assurdo.
I lavoratori malati di cancro sono tutti uguali o così dovrebbe essere nel rispetto delle esigenze di cura e di tutela del lavoro tutelate dalla Carta Costituzionale fino alle più elementari norme contrattuali.
Il problema è stato finalmente risolto.
I ministri Poletti e Lorenzin hanno firmato il decreto interministeriale Welfare-Sanità di attuazione dell’art. 25 del Jobs Act ed ora è definita la disciplina dell’esenzione dalle fasce di reperibilità per i lavoratori privati affetti da malattie gravi che richiedono terapie salvavita.
Finalmente è stata eliminata un’ingiusta disparità di trattamento tra lavoratori pubblici e privati affetti da gravi malattie.
D’altronde, le patologie gravi curate con le terapie salvavita, sono stra-documentate e il medico fiscale non poteva certo cambiare con una semplice visita a domicilio la realtà dei fatti e quando non trovava il lavoratore a casa, quest’ultimo non avrebbe avuto alcuna difficoltà a dimostrare il proprio stato di malattia reale.
Equità è fatta.
Resta il tema per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata INPS che sono malati di cancro. Infatti, non sono compresi nei provvedimenti e, quindi, devono rendersi ancora reperibili in caso di visite fiscali. Un’ingiustizia da sanare.

Finalmente è stata fatta chiarezza: Tosi non sostiene le riforme del Governo Renzi e al referendum farà votare per il no, come M5S, il centrodestra e SEL, gli avversari del Governo e di Renzi

Le riforme per il bene del Paese sono una cosa così grande che è difficile legarle con scenari locali. Eppure, in questi mesi il dibattito sulla vicinanza di Tosi al Governo riformista e a Renzi ha prodotto intere giornate di confronti.

Tutto svanito, perché era una bufala. E ce lo dice Tosi stesso: il gruppo di “Fare” alla Camera dei Deputati ha votato contro la riforma costituzionale.

Per quanto mi riguarda quel dibattito è sempre stato qualcosa di inesistente, autoreferenziale.

E le prove già c’erano. Il sindaco che si propone come leader del centrodestra, nessun segnale di discontinuità, il suo gruppo che in Parlamento vota contro la riforma elettorale e in Regione vota per il referendum separatista del Veneto e adesso la prova provata: il voto contro l’eliminazione del Senato.

Anche qualcuno nel PD veronese è caduto nel tranello e questo è stato un errore che ha disorientato i nostri elettori.

Il voto sulle riforme chiarisce tutto, per sempre. E sarà ancora più chiaro anche a Verona quando al referendum confermativo di ottobre Tosi inviterà a votare no e così facendo avverserà direttamente Renzi che si gioca tutto proprio in quel referendum, come lui stesso ha detto.

Se Tosi avesse sostenuto il nostro percorso sulle riforme avrebbe riconosciuto da un lato che sono buone e dall’altro che finora le sue proposte erano sbagliate. Ma così non è stato.

E poiché non si possono sostenere due cose alternative tra loro, se Tosi avversa il Governo e Renzi, è nostro avversario anche a Verona.

Diciamocelo, il nostro progetto per Verona è sempre stato altro e chi lo metteva insieme con le riforme ha dimostrato una grave incertezza politica.

Svelata-la-bufala-di-Tosi-vicino-a-Renzi

Bicameralismo perfetto

Dopo 70 anni é stato superato il bicameralismo paritario. Ne abbiamo sentite tante e alla fine il Senato ha votato con 179 sì, 16 voti contrari e 7 astenuti. Il testo ora passa alla Camera per la quarta lettura.

Nessuno ci credeva, ma la politica é stata capace di riforma e se stessa. Il PD, finalmente unito, é l’artefice di questo passaggio e contribuisce a scrivere un altro pezzo di futuro.

Quando si adeguano i valori costituzionali fondamentali a condizioni politiche e sociali nuove é normale che ci sia un dibattito acceso, così come l’abbiamo vissuto.

Adesso sarà possibile un maggiore raccordo tra lo Stato e le Regioni e niente potrà frenare il processo di coesione nazionale e il superamento dei gravissimi squilibri territoriali in termini di sviluppo e di equità.

Il Senato avrà comunque alcune funzioni rilevanti. Voterà leggi costituzionali ed elettorali, eleggerà due giudici della Corte Costituzionale e concorrerà all’elezione del Presidente della Repubblica. Eserciterà funzioni di raccordo tra la legislazione statale e quella regionale e tra queste e quella europea. Valuterà le politiche pubbliche e verificherà l’attuazione delle leggi dello Stato. Tutte funzioni vitali per la nostra democrazia.

 

Legge di Stabilità 2016

Il governo ha approvato la Legge di Stabilità per il 2016.

Adesso passa alle Camere per l’approvazione. I primi contenuti si possono leggere su questo link:

http://www.governo.it/governoinforma/documenti/legge_stabilita_2016/legge_di_stabilita_2016.pdf
Unisco, infine, una nota esplicativa Su “i nuovi italiani: la cittadinanza per i minori figli di stranieri”.

Il Governo garantisca la sicurezza sul Lago di Garda

L’unico natante a disposizione dei Vigili del Fuoco del Presidio Nautico di Bardolino e’ un battello pneumatico a chiglia rigida senza alcuna dotazione antincendio. A cosa serve? Chi interviene per spegnere eventuali incendi in acqua?
Sul Lago di Garda stiamo rasentando il ridicolo. Milioni di turisti, migliaia di barche private, alcune di grande stazza e i traghetti Navigarda. Che succede in caso di incendio?
Una saga senza fine. Fino a novembre scorso era operativo un natante più che funzionale. Un RAFF 06 dotato di doppio propulsore collegato a idrojet, fattore indispensabile per non ferire eventuale personale in acqua, per navigare anche in acque poco profonde, dotata di gru e di sistema di auto protezione nonché con una più che adeguata dotazione antincendio capace anche di intervenire su incendi di natanti di dimensioni importanti quali i traghetti della Navigarla.
Il natante e’ stato dislocato altrove e a Bardolino e’ stata assegnata l’unità RIB 02. Tale imbarcazione, però, ha evidenziato fin da subito problemi ai motori tanto da lasciare alla deriva i conducenti sin dopo il primo varo.
Di conseguenza, in aprile scorso è stata resa operativa l’unità RIB M10. Anch’essa, però, ha presentato da subito, come la precedente, guasti meccanici tanto da essere tuttora ricoverata presso il cantiere nautico di Pacengo.
Adesso? Al Presidio e’ stato assegnato un battello pneumatico a chiglia rigida assolutamente inadatto per l’esigenza di contrastare gli incendi in acqua.
Peraltro, il natante, che non garantisce neanche la sicurezza degli operatori VF, non e’ idoneo a soccorrere ed imbarcare eventuali naufraghi o eventualmente singole unità.
Che succede in caso di incendio? Ne va di mezzo il buon nome del. Lago e della nostra efficienza. Il danno d’immagine sarebbe rilevantissimo.
Possibile che il Ministero dell’Interno non conosca la criticità? E’ accettabile questo ridicolo rimpallo a danno di un’area così importante? Spetta allo Stato garantire la sicurezza. Lo faccia.
Ho presentato una risoluzione in Commissione sicurezza affinché il Ministro Alfano si assuma l’impegno di risolvere la situazione ed assegnare al Lago di Garda un natante utile per affrontare ogni condizione di rischio.

 

Riforma Costituzionale

La notizia è che sono stati presentati 513.450 emendamenti alla proposta di riforma della Costituzione ed in particolare sul superamento del bicameralismo perfetto con l’abrogazione del Senato elettivo.

Di che si tratta? Partiamo dall’articolo 138 della Costituzione che stabilisce le modalità per cambiare la Costituzione stessa.

Esso prevede che il Parlamento si esprima su una legge costituzionale con due votazioni (due per il Senato e due per la Camera in maniera incrociata). Per la prima votazione non è richiesta alcuna maggioranza qualificata e, perciò, la legge costituzionale o di revisione costituzionale può essere approvata anche a maggioranza semplice. Nella seconda votazione è richiesta la maggioranza assoluta per dar corso ad un procedimento referendario di tipo confermativo, oppure la maggioranza dei 2/3 dei componenti che confermerebbe senza bisogno di referendum la reale necessità di approvazione della legge o della revisione.

Tra prima e seconda votazione è comunque richiesto l’intercorrere di un tempo di almeno 3 mesi per permettere ai parlamentari di prendere piena coscienza di ciò che è stato votato permettendo una seconda votazione più consapevole.

Finora, la riforma è stata approvata dal Senato l’8 agosto 2014, dalla Camera il 10 marzo 2015 e adesso è al Senato per la terza lettura. Poi passerà alla Camera. Nel 2016 si dovrebbe tenere il referendum confermativo.

Di seguito una scheda/immagine del percorso.

Piano nazionale aeroporti

Accolte le proposte migliorative per l’Aeroporto Catullo di Verona.

Il Governo ha accolto le proposte migliorative per l’Aeroporto Catullo e per quello di Montichiari che ho presentato nella Commissione Trasporti della Camera dei Deputati. Nel parere sono state inserite le correzioni al Piano per favorire la crescita degli scali aeroportuali di Verona e Brescia.
L’errore più evidente era quello che nel Piano mancava un riferimento all’aeroporto di Montichiari nel sistema nord est e veniva citato come aeroporto bresciano nel sistema nord ovest.
Nel parere della Commissione viene corretto il tiro e il Governo valuterà la collocazione del D’Annunzio nel bacino del nord est, come sarebbe normale.
Accolte anche le integrazioni concernenti le infrastrutture. Affinché l’aeroporto di Verona possa raggiungere i previsti 6,3 milioni di passeggeri entro il 2030, era necessario stabilire le priorità infrastrutturali a supporto.
Su questo punto, il Governo ha accolto di inserire tra gli interventi prioritari, nell’ordine:
– lo spostamento del tratto ferroviario Verona/Mantova in funzione del servizio  metropolitano di superficie di collegamento tra Verona e l’aeroporto;
– lo sviluppo del casello di Verona Nord;
– il potenziamento della tangenziale sud di Verona;
– il collegamento ferroviario e autostradale Ti.Bre.
Il risultato ottenuto testimonia l’interesse del Governo nei confronti di Verona, come già dimostrato con il finanziamento della TAV Brescia/Verona. Un supporto alle nostre infrastrutture che per noi significano sviluppo e crescita.