Grandi Stazioni Spa deve salvaguardare i 48 lavoratori attuali attraverso la clausola sociale nel capitolato di appalto per il nuovo gestore

Mar 02 2016
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Grandi Stazioni Spa, società partecipata al 60% da Ferrovie dello Stato, ha deciso di non rinnovare il contratto per la gestione di due punti ristoro dati in concessione presso la stazione ferroviaria di Verona Porta Nuova e di bandire un bando di gara per individuare il prossimo gestore dei servizi di bar e ristorazione,
Non condivido che un’azienda, che in parte é pubblica, partecipi alla gara del licenziamento facile quando il Governo, che ne è proprietario, sta facendo di tutto per creare posti di lavoro.
Una contraddizione evidente e da evitare.
Capisco la finalità del lucro, ma il reimpiego dei lavoratori di oggi non lo impedirebbe. Il loro licenziamento sarebbe un’inutile conseguenza.
La giurisprudenza italiana, scritta da TAR, Consiglio di Stato e ANAC, é molto chiara. In pratica, poichè il mantenimento dei livelli occupazionali non impedisce all’imprenditore di organizzare la propria attività nella maniera ritenuta maggiormente efficiente, è legittima la clausola sociale di salvaguardia che richieda in via prioritaria l’assorbimento dei lavoratori impegnati nella gestione del servizio sotto la gestione del precedente appaltatore, purché essa non costituisca né un requisito di capacità economico-finanziaria né un criterio di valutazione della migliore offerta.
Più chiaro di così.
Quindi Grandi Stazioni Spa, società del gruppo FFSS, che è pubblica, inserisca la clausola di salvaguardia nel nuovo bando, ovvero che il nuovo gestore, chiunque esso sia, deve assumere i lavoratori oggi già impiegati.
Ho presentato questa proposta al Ministro Delrio, attraverso un’interrogazione parlamentare.
Sono convinto che il numero dei lavoratori e la loro qualifica sono pienamente armonizzabili con l’organizzazione d’impresa che l’imprenditore subentrante sceglierà. Infatti, si tratta di persone che conoscono bene la macchina e sono parte della crescita della stazione. Peraltro, essendo il primo punto di contatto per molti viaggiatori, per Verona sarebbero utili le loro esperienze già maturate. Sono una risorsa di conoscenza. La loro assunzione salvaguarderebbe due beni: la funzionalità della stazione e i 48 posti di lavoro.

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