Guardando il futuro…a Verona

Nov 12 2017
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Con il congresso provinciale alle porte abbiamo la possibilità di affrontare alcuni nodi che hanno limitato le nostre potenzialità nel tempo.

Il Partito Democratico di Verona deve essere un soggetto plurale, in cui ognuno possa riconoscersi ed esprimere la propria militanza ed in cui anche altre realtà possano riconoscere un valido interlocutore per costruire un progetto amministrativo.

Per questo occorre superare quanto abbiamo visto negli ultimi tre anni: la ripetuta e persistente assenza di dibattito interno fino ad annullare ogni occasione di confronto, l’insufficiente elaborazione politica e culturale degli organismi dirigenti a tutti i livelli e l’assenza del Partito nel complesso scacchiere provinciale in termini di strategie.

Senza una chiara linea politica definita, identitaria, si crea ciò che abbiamo osservato: vuoti, disagio, disaffezione diffusa, rapporti fiduciari, inerzie.

Le campagne elettorali, consuete e tipiche occasioni per affermare la proverbiale capacità di coinvolgimento e di radicamento, sono state caratterizzata dalla totale assenza del Partito, in parte sopperita dai candidati in un contesto di abbandono della struttura organizzativa.

Un quadro che ha prodotto un’asfissia politica ed organizzativa i cui risultati ne sono stati la più plastica evidenza: alle elezioni regionali 2015 è stato il peggiore di sempre, Verona è stata l’unica tra le 5 grandi province ad aver ottenuto 1 solo seggio per il PD, passando da due ad uno; Verona è stata l’unica fra le 7 province del Veneto a non avere alcun rappresentante  (Presidente e/o consiglieri delegati) nel governo della Amministrazione Provinciale, alle elezioni comunali del capoluogo non abbiamo raggiunto il ballottaggio, nonostante le divisioni nel centrodestra.

Per il nostro territorio serve un soggetto riformista, radicale sui temi, senza ambiguità, capace di attrarre elettorato per le proposte e l’impegno, oltre che per le capacità dei propri rappresentanti. Poiché non esiste solo il Partito Democratico in cui riconoscersi, è necessario che il PD diventi soggetto di riferimento di aree diverse, del nuovo civismo che si esprime, anche vittoriosamente, nelle occasioni elettorali.

Per fare questo occorre convintamente puntare sul rinnovamento generazionale, mai favorito. L contrario, è obiettivo strategico e va costruito con convinti e strutturati percorsi a sostegno della crescita e della formazione di una nuova generazione.

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