Guerra in Ucraina: cosa pensano gli italiani?

In Ucraina, quello che avrebbe dovuto essere un blitz si è trasformato in un conflitto protratto.

In Merito, l’Istituto per gli studi di politica internazionale ha effettuato un sondaggio, con diverse domande.

Vediamole.

E’ colpa di Putin o è corresponsabile la NATO?

Gli sono piuttosto netti: oltre 6 su 10 individuano nel Presidente russo Vladimir Putin il principale responsabile, percentuale che sale al 74% se si escludono gli indecisi. Rimane tuttavia un 22% di italiani che pensa che il principale indiziato del conflitto in corso sia da ricercarsi nella NATO (17%) o, minoritariamente, nel Presidente ucraino Volodymyr Zelensky (5%).

Quale può essere il più probabile esito della guerra in Ucraina?

La maggioranza relativa degli italiani (44%) è concorde: solo con un accordo di pace in cui ciascuna delle parti rinunci a qualcosa. Seguono, quasi appaiate, soluzioni minoritarie come la resa incondizionata dell’Ucraina (11%), un colpo di stato in Russia (10%) o l’intervento militare della NATO (9%).

La NATO deve intervenire direttamente nel conflitto?

Il 60,1% degli intervistati sostiene che l’Alleanza Atlantica non dovrebbe entrare in campo in nessun caso, mentre meno del 20% auspica un’azione militare diretta. E’ giusto ricordare che solo in caso di aggressione ad uno degli Stati membri della NATO, questa può intervenire.

Per aiutare la popolazione ucraina a respingere l’invasione russa è giusto che l’Unione Europea fornisca armi?

L’opinione degli italiani è molto divisa: le percentuali di coloro che sono a favore o contrari sostanzialmente si equivalgono. Al 38,6% di no si contrappongono il 28,6% di intervistati d’accordo con l’invio di armi e il 9,1% che vorrebbero fornire a Kiev armi ancora più potenti. Fa riflettere anche il 23,7% di incerti.

E’ certamente un coinvolgimento di carattere morale su un tema su cui è difficile prendere una posizione netta.

Le sanzioni sono utili?

Una maggioranza relativa di italiani (49%) si dice favorevole alle sanzioni alla Russia perché possono contribuire a risolvere il conflitto. Una maggioranza che sale fino al 56% se escludiamo le persone indecise. Ciò tuttavia il 37% degli italiani, e il 44% di chi esprime una opinione, si dice sfavorevole alle sanzioni contro Mosca.

Tra i favorevoli, inoltre, prevale nettamente l’opinione di chi è convinto che le sanzioni danneggino comunque l’economia italiana.

Meno consumi, più carbone e nucleare?

Sono quasi nove italiani su dieci (86%) quelli che si dicono disposti a ridurre i propri consumi in caso di una crisi energetica generata dal conflitto. Si tratta di un numero molto elevato, e in qualche modo sorprendente. D’altronde, visto il forte aumento delle bollette di luce e gas, già più che raddoppiate rispetto all’anno scorso, è probabile che alcuni di loro stiano già oggi adottando strategie di riduzione dei consumi.

A sorprendere è però anche la disponibilità degli italiani a discutere di fonti energetiche “scomode”. Quasi sei su dieci (59%) si dice, infatti, disposto ad accettare l’utilizzo di ulteriori centrali a carbone, e circa la metà degli intervistati (51%) si dice addirittura disponibile a discutere l’ipotesi di un’Italia che torni a investire nel nucleare.

Profughi: sì all’accoglienza, ma per quanto tempo?

Quella a favore di un’accoglienza in Italia dei profughi ucraini è una maggioranza schiacciante: 85% di sì contro un 7% di no. Se il 44% degli intervistati si dice favorevole a un’accoglienza incondizionata, il 41% di loro si dice favorevole ad accogliere i profughi solo per un tempo limitato.

Crisi “nucleare”

Oltre sette italiani su dieci (71%) ritengono che l’uso di armi nucleari nel corso di questo conflitto sia una minaccia realistica.

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