I nazional-sovranisti…con i soldi degli altri.

Mag 15 2019
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Da sempre, attraverso i Fondi strutturali, l’Unione Europea favorisce la crescita, l’occupazione e la riduzione delle disparità economiche tra i vari paesi aderenti.

Anche l’Italia ne ha beneficiato, ma con l’allargamento ad est i fondi si sono soprattutto spostati in questi paesi per sorreggere quelle economie disastrate.

Fa specie, però, vedere come certi paesi che avversano l’Europa unita e che non partecipano alle politiche solidali, sono tra quelli che ricevono più soldi di tutti.

I Fondi strutturali, però, dai quali traggono le risorse, sono alimentati da tutti, compresi quelli che l’Unione l’hanno creata e che, al contrario, vorrebbero maggiore unità, ovvero le democrazie certamente più radicate ed evolute.

Guardiamo il dettaglio 2017, ultimo anno disponibile e lo facciamo per la Polonia e l’Ungheria, due partner che si sono particolarmente distinti per l’euroscetticismo viscerale che esprimono. La prima è nella Ue dal 2004 e il suo contributo complessivo al bilancio comunitario è stato di 3,048 miliardi di euro a fronte di finanziamenti Ue per 11,9 miliardi. L’Ungheria è entrata nel 2004, ha contribuito al bilancio Ue con 821 milioni di euro, ma ha incassato fondi per 4,049 miliardi di euro.

Grazie a questi cospicui finanziamenti il PIL di questi paesi è cresciuto con una media del 4%, diversamente non sarebbe stato mai possibile.

Ebbene, chi succhia di più, come si sta comportando?

In Polonia, governata dai nazional-conservatori, oltre alla totale assenza di condivisione su temi cruciali per l’Unione, le violazioni alle libertà fondamentali non si contano più. In Ungheria, quella di Orbán, stesso copione.

Entrambi, inoltre, sono tra quelli che sulle politiche comuni hanno sempre da dire o si sfilano da tutti gli impegni.

Capito? Avversano in maniera rilevante l’Unione, non si assumono concreti impegni solidaristici, ma quando si tratta di ricevere soldi sono tra i primi.

E’ chiaro che questo schema non può funzionare a lungo e non capisco come si possa ancora sopportare che gran parte dei paesi UE paghino per chi, invece, non crede nel progetto europeo.

Io non lo sopporto più.

 

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