I razzisti, i distratti e l’errore madornale

Nov 03 2019
(0) Comments
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus

Nella partita Verona-Brescia, il calciatore Balotelli è stato insultato per il colore della pelle.

Alla luce di alcuni episodi gravi di razzismo accaduti in passato, il nuovo regolamento del calcio definisce quali sono i comportamenti discriminatori, ovvero striscioni, scritte, simboli, cori, grida ed ogni altra manifestazione espressiva di discriminazione per motivi di razza, colore, religione, lingua, sesso, nazionalità, origine territoriale o etnica. Dunque non solo i cosiddetti buu razzisti, ma anche tutto ciò che viene classificato come discriminazione territoriale.

In questi casi il responsabile dell’ordine pubblico, designato dal Ministero dell’Interno, avvisa l’arbitro che ordina la sospensione temporanea e la eventuale ripresa di una partita.

In casi gravi si può arrivare alla sospensione definitiva della partita e alla sconfitta a tavolino della società. Diversamente, le sanzioni sono multe, chiusure di un singolo settore, obbligo di disputare partite a porte chiuse, squalifiche del campo a giornata o a tempo determinato fino ad arrivare – in linea teorica – all’esclusione o non ammissione al campionato.

La sensibilità della Federazione e del Ministero dell’Interno è massima sul tema.

Fatto sta che, nonostante i tanti negazionisti, l’Hellas Verona è stato punito con la chiusura del settore dal quale provenivano gli insulti razzisti.

Tutto è accaduto per davvero, a dispetto dei tanti che negavano i fatti. Il problema, vero, è che tra i tifosi, i razzisti esistono e questi signori lo stadio dovrebbero vederlo col binocolo.

Sono pochi? Troppi? Probabilmente sono stati meno di venti, ma sempre razzisti sono ed è giusto non generalizzare estendendo la responsabilità a tutti i tifosi ed alla città.

In questi giorni si sono distinti i distratti: sindaco (imbarazzante), politici (balbettanti), Hellas Verona (pesce in barile), nonché tanti e tanti altri che attribuiscono le giuste polemiche alle posizioni politiche, quasi misurando l’avversione al razzismo a seconda se chi parla è di destra o di sinistra.

Una sciocchezza colossale.
È tutto questo corollario di distratti che determina un clima tale da impedire la risposta ferma ai razzisti!
Tra le tante negatività, ha fatto specie anche il silenzio assordante e complice rilevato in questi giorni.

Infatti, ad un certo punto, il sindaco di Verona ha deciso di non rispondere più alla stampa, locale e nazionale..
Anziché difendere Verona dicendo che 15 razzisti non sono tutta la città (perché è cosi), che non sono tutti i tifosi (perché è cosi), che quelli come Castellini e Bacciga hanno percentuali infime (perché è cosi), che L’Hellas ha fatto bene a “daspare” quel “tifoso”, che quella assurda e falsa mozione di Bacciga in Consiglio comunale va rigettata e che bisogna isolarli nel loro odio, dopo il giochino del pesce in barile che ha fatto dopo la partita, si è occultato lasciando Verona senza voce.
Il suo silenzio complice è stato altro fango su Verona.

Commenti

Related Posts