I ristori economici in Europa

Spesso si ripete che i ristori non siano arrivati alle attività economiche colpite dai provvedimenti restrittivi del Governo.

La cosa non è vera, tanto che i dati forniti dall’Agenzia delle Entrate dimostrano che ne hanno beneficiato tutte le attività economiche che ne avevano diritto.

Ma vediamo cosa è accaduto altrove.

I paesi considerati, Francia, Germania e Inghilterra, hanno fatto come l’Italia: hanno erogato contributi a fondo perduto a favore di imprese e lavoratori autonomi basandosi sulla perdita di fatturato. Solo per il quantum del contributo hanno utilizzato parametri diversi.

Mentre in Italia è stato scelto il criterio della perdita di fatturato risultante dal confronto tra aprile 2019 e aprile 2020, i paesi considerati, pur prendendo a base la perdita di fatturato, hanno seguito altri criteri di riferimento.

La cosa che emerge, quindi, è che tutti i contributi sono stati basati sulla perdita di fatturato. Questa scelta ha avuto la pregevole caratteristica di penalizzare chi aveva sotto-dichiarato negli anni precedenti. Questo ha un evidente vantaggio in termini di penalizzazione dell’evasione.

Devo dire che da alcune interviste di singoli o proteste di zone, nel corso delle quali si lamentavano l’esiguità dei contributi ricevuti, era più che comprensibile che il nodo era questo: essendo il contributo legato al fatturato, se il ristoro era basso…

Per quanto riguarda il modello tedesco, le differenze più importanti rispetto a quello italiano sono:

  • hanno diritto al ristoro le imprese indipendentemente dal settore di operatività, bensì al solo verificarsi di una perdita di fatturato. Questa facoltà è stata prevista in Italia solo per il contributo previsto dal Decreto Rilancio, ma poi è stata sostituita dall’identificazione delle imprese beneficiarie sulla base dei codici ATECO. Il riferimento ai codici ATECO ha avuto vantaggio di minimizzare il rischio di dare contributi a imprese in perdita per motivi diversi dalla pandemia;
  • gli aventi diritto vengono ristorati sulla base della perdita di fatturato di ogni mese in cui si fa richiesta rispetto a quello corrispondente del 2019, il che ha reso il sistema tedesco più elastico rispetto alla scelta italiana di basarsi solo sul mese di aprile, ovvero la perdita di fatturato di aprile 2020 rispetto ad aprile 2019 che è stata mantenuta nel corso dell’intero 2020 per calcolare i ristori.
  • per quanto riguarda l’ammontare dei ristori, per gli aventi diritto viene fissata una proporzionalità rispetto ai costi fissi sostenuti. In questo modo, però, non si è evitato di ristorare le imprese inefficienti (ovvero quelle con costi fissi più alti).

Il sistema francese garantisce una copertura universale a prescindere dal settore di operatività per le piccole e medie imprese. Per le imprese più grandi invece anche in Francia si utilizzano liste di settori specificati nel dettaglio, come in Italia. Anche in Francia per calcolare il valore della perdita viene preso in considerazione il mese del 2019 corrispondente a quello in cui viene fatta la richiesta di contributo.

Il modello inglese – pur prendendo spunto dalla perdita di fatturato – sembra essere in assoluto quello meno in grado di rappresentare la situazione economica dell’impresa. Infatti, per gli aventi diritto viene utilizzata la variabile dell’affitto figurativo come base di determinazione del contributo. Questa non è stata del tutto in grado di garantire l’individuazione delle imprese che hanno subito danni economici per via della pandemia.

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