I veronesi vittime delle chiacchiere di Salvini e Sboarina sulla sicurezza

Feb 03 2019
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Non si contano più le richieste farlocche del sindaco e le promesse vuote di Salvini per aumentare la sicurezza dei veronesi. Complice Sboarina, l’aria fritta della propaganda leghista sta intossicando Verona.

Le menzogne

Ogni occasione è stata buona per farsi una bella foto al Ministero, sorridenti, ma di risultati non ne abbiamo visti. Elenchiamo le richieste di Sboarina:

  1. lo sblocco del patto di stabilità interno per il 10% dell’avanzo di amministrazione per investirlo in sicurezza. Pare che la cifra ammonti a circa 13 milioni di euro. Una panzana colossale. MAI l’Unione Europea, alla quale spetta la decisione se concedere all’Italia spazi di spesa fuori dal patto di stabilità, ha concesso questa opportunità per la sicurezza urbana o le assunzioni di agenti della Polizia locale o per l’acquisto di strumentazioni tecniche. Non solo. Neanche quando in Europa l’ISIS organizzava attacchi terroristici l’UE ha autorizzato l’uso dell’avanzo di amministrazione degli esercizi precedenti o il ricorso al debito per le spese relative a rafforzare il dispositivo di sicurezza dei singoli Stati;
  2. l’utilizzo sia del nuovo sistema taser sia dei droni per la Polizia Municipale. Per adesso nulla di fatto, ma in ogni caso Sboarina si inserisce su cose che sono in già in fase di sperimentazione da parte della Polizia di Stato. Se sarà ritenuto utile l’utilizzo e, quindi, l’estensione anche ad altre amministrazione, non sarà certo per le richieste di un Comune. Quindi, la sua è una richiesta ovvia e scontata, ma non un’eccezione;
  3. l’accesso alla banca dati della Polizia di Stato SDI da parte della Polizia Municipale. L’accesso alla banca dati SDI è stata sì autorizzata, ma il Governo ha peggiorato l’iter partito ancora con il Governo Gentiloni – dopo insistenze pluriannuali di ANCI. Infatti, vale solo per le unità della Polizia Municipale in servizio di polizia stradale e sono state autorizzate solo le Polizie Municipali dei Comuni capoluogo di provincia, come se la criminalità esistesse solo in qui confini territoriali;
  4. la possibilità di assumere 50 agenti e 10 ufficiali della Polizia Municipale con un bando da pubblicare entro il 31 gennaio. Una balla alla quale qualcuno ha dato credito. Addirittura, Sboarina aveva annunciato che con il Decreto Semplificazioni, votato il 30 gennaio al Senato, sarebbe stato superato quel vincolo imposto dal Decreto Sicurezza, a causa del quale Verona non può assumere quasi nessuno[1]. Ed infatti, il Sen. Tosato aveva presentato un emendamento che andava in quella direzione, ma è stato ritirato e poi dichiarato inammissibile! È rimasta solo la propaganda.

Una montagna di balle

Una montagna di balle che ha coperto l’Amministrazione di Verona di ridicolo.

in realtà, qualcosa Salvini ha fatto. Mentre toglieva i 18 milioni di euro del cd. Bando periferie, destinava 65mila euro per il progetto scuole sicure. È stato stucchevole vedere l’esultanza di Sboarina per quelle briciole ed il silenzio assoluto sui milioni sottratti alla città che servivano per recuperare aree periferiche.

Auspichiamo che il sindaco la smetta con le illusioni, perché la verità, alla fine, viene sempre a galla.

Ps. Sboarina ha chiesto al santo protettore Salvini anche di decidere lo status di “Verona città metropolitana”. Un gioco d’azzardo al quale assistiamo in attesa di novità.

Speriamo che anche questa non sia una bufala.

[1] Decreto Sicurezza

Art. 35-bis – Legge 1.12.2018, nr. 132

Disposizioni in  materia  di  assunzioni  a  tempo  indeterminato  di personale della polizia municipale

  1. Al fine di rafforzare le attività connesse al  controllo  del territorio e di potenziare gli interventi  in  materia  di  sicurezza urbana, i comuni che nel  triennio  2016-2018  hanno  rispettato  gli obiettivi dei vincoli di finanza pubblica possono, nell’anno 2019, in deroga alle disposizioni di cui  all’articolo  1,  comma  228,  della legge 28 dicembre  2015,  n.  208,  assumere  a  tempo  indeterminato personale di polizia municipale, nel limite della spesa sostenuta per detto personale nell’anno 2016  e  fermo  restando  il  conseguimento degli  equilibri  di  bilancio.  Le  cessazioni  nell’anno  2018  del predetto personale non rilevano ai fini del  calcolo  delle  facoltà assunzionali del restante personale.

 

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