Il blocco dei licenziamenti è stato utile?

Con lo scoppio della pandemia, a marzo, tra i vari provvedimenti, il Governo ha adottato il divieto dei licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo e sono state sospese tutte le procedure di licenziamento collettivo.

La decisione è stata più volte reiterata, con lievi modifiche successive e scade il 31 marzo prossimo.

Intanto, i dati INPS ci dicono che il blocco dei licenziamenti ha comportato il calo drastico delle cessazioni (licenziamenti e dismissioni) mensili dei rapporti di lavoro rispetto al 2019.

Ovviamente, il blocco dei licenziamenti ha protetto maggiormente i lavoratori a tempo indeterminato e meno i lavoratori a termine, autonomi o stagionali. A chi aveva il contratto in scadenza, spesso non è stato rinnovato.

Ma, quindi, il divieto di licenziare è una misura utile a sostenere l’occupazione?

Per capirlo, facciamo un confronto con altri in Europa.

Solo Spagna e Grecia hanno adottato la sospensione dei licenziamenti economici, ma non di carattere generale come è stato fatto in Italia

Alcuni paesi (Regno Unito, Grecia, Lettonia, Slovenia e Lituania) hanno attivato per la prima volta azioni dio sostegno paragonabili alla nostra cassa integrazione.

In altri non sono stati introdotti espliciti blocchi sui licenziamenti, anche se alcuni paesi hanno adottato misure specifiche per aumentare la protezione dei lavoratori contro i licenziamenti in determinati casi.

Ebbene, guardando ai paesi che hanno avuto un calo del PIL vicino a quello dell’Italia, che per il 2020 è stato di meno 9,05% (Francia, Austria, Portogallo, Grecia), a fronte di una caduta dell’occupazione italiana pari a 1,65%, hanno avuto cali analoghi o maggiori.

Alcuni paesi, invece, a fronte di un calo del PIL minore di quello italiano, hanno avuto una caduta dell’occupazione pari al doppio della nostra.

Il dato italiano del calo dell’occupazione (-1,65%) è poco sopra la media europea (-1,53%).

I dati dimostrano che il blocco, pur non avendo tutelato tutti e non avendo incrementato l’occupazione, ha fermato una possibile emorragia.

C’è un però: più circola il virus, più a lungo sarà mantenuto il blocco, più forti potranno essere gli effetti negativi che si possono avere nel momento in cui si tornerà alla situazione pre covid.

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