Il central park delle disattenzioni

Set 28 2019
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Ciclicamente, si parla dell’ex scalo merci di S. Lucia. Se ne sta parlando in queste ore in quanto è stato reso pubblico un appalto per un’attività logistica che dovrebbe occupare alcuni spazi di quell’area e che creerebbe ulteriore traffico nei quartieri circostanti.

Il fatto è vero, in particolare l’esercizio di attività economiche nello scalo, ma l’unica novità è l’incremento del traffico.

La valorizzazione dei 500 mila metri quadri dello scalo merci cd. di Santa Lucia, è stato oggetto di accordo tra il Ministero dei Trasporti, Rfi, Regione Veneto, Comune di Verona e Consorzio Zai.

In sostanza, al termine del programma di ampliamento elaborato da Consorzio Zai e Rete Ferroviaria Italiana (2026), tutti i treni merci saranno dirottati verso l’interporto e, pertanto, tutta l’area dovrà essere reimpiegata.

Per il completo utilizzo della zona a possibile parco, va ricordato:

– che la variante 2 al PAQE ha già definito la valorizzazione dell’ex scalo merci, destinando il 50 per cento dell’area a residenza, terziario, centro logistico-direzionale e il restante 50 per cento a parco urbano,

– che sono presenti due siti: la parte relativa alle manutenzioni, a ridosso di Stradone S. Lucia e un’attività in gestione in prossimità di Porta Nuova, con sbocco sempre verso lo Stradone all’altezza degli snodi verso S. Lucia, l’autostrada e Borgo Roma. Sulla prima, lo spostamento è imprescindibile, sulla seconda, proprio in questi giorni è stata autorizzata per il prossimo biennio un’attività logistica che, se non inciderà sulla fase finale dell’accordo (2026), sarà invasiva sui quartieri circostanti a causa della mole di traffico pesante che ne conseguirà.

Si pone, inoltre, un altro tema: la costruzione dei binari dell’alta velocità.

Nel dettaglio, l’arrivo dei treni super veloci in stazione è divisa in due fasi: la prima, collegata al progetto ingresso ovest BS/VR, con il transito dei treni sull’attuale linea a ridosso della stazione esistente; la seconda, collegata all’ingresso est VR/VI, per la quale è in corso di valutazione l’ipotesi di realizzare un secondo ingresso della Stazione di Porta Nuova riservato all’accesso ai binari della Tav, probabilmente con sbocco su Viale Piave. Ovviamente, i binari di transito dalla/fino alla zona di via Albere/S. Lucia, saranno installati in nuova sede in prossimità di Stradone S. Lucia.
Ne consegue un limite infrastrutturale importante affinché quell’area possa essere utilizzata omogeneamente per farne un parco pubblico.
Poiché la priorità è garantire a Verona un parco urbano ragionevolmente fruibile senza particolari impedimenti – e binari – , mi chiedo come incideranno i fasci ferroviari, esistenti (capannone manutenzione posto lontano dalla stazione) e nuovi (nuova stazione alta velocità).

Temo che il central park subirà pesanti ridimensionamenti.

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