Il commissariamento delle opere pubbliche

Nei primi sei mesi di quest’anno abbiamo nominato diversi commissari straordinari per la realizzazione di 100 rilevanti opere pubbliche finanziate con che RCA 96 miliardi di euro.

I commissariamenti devono servire ad accelerare molte procedure burocratiche, a volte causa di incredibili ritardi.

Benché la decisione di intraprendere questa strada sia stata assunta dal Governo Conte I, le nomine sono state fatte dal Governo Draghi, anche in considerazione che la rapidità di esecuzione delle opere interessate è quanto mai necessaria per la ripresa economica post Covid, nonché con i tempi previsti dalle norme europee per l’utilizzo dei fondi del piano NextGenerationEU.

La maggior parte delle opere commissariate sono infrastrutture ferroviarie e i commissariamenti non fanno necessariamente riferimento alla completa realizzazione dell’opera, ma solo alla parte effettivamente sottoposta a commissariamento medesimo.

A copertura dei costi previsti sono disponibili solo una parte, circa i 45% è quella mancante sarà finanziata sia attraverso risorse nazionali che attraverso risorse europee del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Quest’ultime saranno in particolare destinate a quelle opere il cui completamento è previsto entro il 2026, così da rispettare i vincoli temporali di impiego delle risorse imposti dall’Unione Europea.

I commissari godono di ampi poteri speciali, tanto sul lato della progettazione delle opere quanto su quello della loro realizzazione. Per quanto riguarda la progettazione, l’approvazione di un progetto da parte dei commissari sostituisce, infatti, qualsiasi autorizzazione, parere, visto o nulla osta previsti dalla legge, ad eccezione di quelli richiesti per la tutela dell’ambiente e per la tutela dei beni culturali e paesaggistici (per i quali è comunque prevista una disciplina semplificata).

Per quanto concerne l’esecuzione, i commissari possono, laddove agiscano come stazioni appaltanti, operare in deroga alle leggi sui contratti pubblici, ad eccezione di alcune specifiche disposizioni che devono invece essere rispettate.

Per capire meglio la portata delle accelerazioni volute, questi poteri sono di fatto simili a quelli che vennero concessi al sindaco di Genova nominato commissario straordinario per la ricostruzione del ponte Morandi. Come è noto queii poteri speciali hanno permesso la ricostruzione dell’opera in tempi eccezionalmente brevi, non superiori ai 2 anni.

La speranza è che i commissariamenti attuali funzionino come allora.

Dopodiché, visto che si ritiene che le procedure ordinarie non garantiscano quella velocità che servirebbe nella realizzazione di opere importanti, bisognerà interrogarsi di come adeguarle.

Commenti

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *