Il Condono del Governo. Chi ci guadagna e chi paga.

Nov 03 2018
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La proposta di condono del Governo premia i soliti furbi e scarica su tutti gli altri i costi delle tasse che gli evasori avrebbero dovuto pagare.

Vengono condonate, infatti, tutte le dichiarazioni fiscali infedeli presentate dal 2013 al 2016 con riferimento a imposte sui redditi e relative addizionali, imposte sostitutive delle imposte sui redditi, ritenute e contributi previdenziali, imposta regionale sulle attività produttive, imposta sul valore aggiunto (IVA), fino ad un imponibile di 100mila euro.

In pratica, tutte le tasse in vigore.

Per semplicità, scelgo di parlare solo della decisione (oscena), tra le tante altre che permettono ai soliti furbi di “ripulirsi”, di condonare le imposte sui redditi ed addizionali evasi fino al 31 ottobre 2017.

Al maggior imponibile “dichiarato per la prima volta”, per ciascun anno di imposta, sarà applicata, senza sanzioni e altri oneri accessori, un’aliquota pari al 20 per cento, che è inferiore alla più piccola delle aliquote ordinarie IRPEF in vigore che è il 23%.

Supponiamo, quindi, che il contribuente Rossi abbia evaso ogni anno redditi per un totale di 280mila euro in quattro anni. Nella tabella, le differenze tra quanto avrebbe dovuto pagare e quanto pagherà con il condono.

La differenza di 37.820 euro la pagano i contribuenti onesti, in primis lavoratori dipendenti e pensionati.

Una vergogna che si ripete. La differenza rispetto al passato è che adesso il condono lo fanno i grillini, ovvero coloro che quando gli altri lo annunciavano, sempre il centrodestra comunque, gridavano allo scandalo

Sempre più ipocriti.

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