Il cumulo dei contributi pensionistici pagati ad Enti diversi è norma di civiltà

Mar 13 2016
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Chi ha cambiato lavoro e versato i contributi ad Enti diversi è costretto a pagare somme ingenti per unificare i trattamenti.

Le ricongiunzioni onerose sono un altro frutto avvelenato dei Governi Berlusconi.

Ogni anno migliaia di lavoratori non riescono ad andare in pensione in quanto, pur avendo fatto lavori diversi con contributi versati in parte all’Inps e in parte ad altri enti, non possono sommarli gratuitamente ma devono fare la ricongiunzione onerosa, cioè a pagamento, presso l’ente che dovrebbe liquidare loro la pensione finale.

Le cifre sono altissime perché il calcolo è simile a quello del riscatto della laurea a fine carriera.

A differenza dell’Università, però, in questi casi i contributi sono stati versati e dunque è come pagarli due volte. Molti quindi rinunciano.

La storia: fino al 2010 la ricongiunzione dei contributi versati in diversi Enti era gratuita quando gli stessi erano ricongiunti presso l’Inps mentre era a pagamento presso l’Inpdap (dipendenti pubblici) o altri enti che assicuravano un rendimento maggiore.

In quell’anno la ricongiunzione divenne onerosa anche presso l’Inps.

Nel 2011 il Governo Monti cercò di correggere la norma, consentendo il cumulo (senza pagare) solo per l’accesso alla pensione di vecchiaia e a patto che il lavoratore non avesse già raggiunto i 20 anni di contribuzione in uno degli enti in cui aveva versato. Il cumulo, anche se tecnicamente diverso dalla ricongiunzione, assicurava lo stesso importo di pensione e, quindi, non si perdono contributi.

Quindi, oggi ci sono migliaia di lavoratori – pare più di 300mila – che potrebbero andare in pensione non di vecchiaia, ma non possono farlo solo perché hanno più di 20 anni in una sola gestione.

Il Partito Democratico vuole cambiare questa idiozia, ovvero eliminare il vincolo dei 20 anni che deve valere non solo ai fini della pensione di vecchiaia ma anche per quella di anzianità, considerando tra l’altro che ormai ci vogliono più di 42 anni di contributi per andare in pensione.

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