Il futuro dell’Italia è proporzionale?

Set 26 2019
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E’ altamente probabile che la maggioranza di governo sia orientata a varare una legge elettorale proporzionale prendendo atto che se il sistema politico resterà tripolare, sarà difficile poter scegliere chi deve governare con una legge elettorale, come l’attuale, che è imperniata sul bipolarismo.

D’altronde, l’abbiamo già provata in questi ultimi 7 anni. Prima nel 2013 e dopo nel 2018, ha prodotto sempre governi con maggioranze tra forze che alle elezioni si erano presentate contro e non insieme.

Per trovare una sintesi sulla legge elettorale servirà tempo. Infatti, occorre prima elaborare un orizzonte comune tra forze politiche sino a ieri ostili e divise sulla concezione stessa della democrazia.

Quale sarà l’equilibrio tra democrazia diretta e democrazia rappresentativa?

Normalmente, la legge elettorale, regola cardine della competizione politica, presuppone una visione comune del sistema politico e del suo sviluppo che la legge stessa dovrà favorire.

Purtroppo, non giova il recente passato. Non è buona cosa cambiare la regola elettorale troppo spesso, perché vuol dire che può essere scritta sulle convenienze di parte e che, riflettendo il sistema politico del momento, potrebbe favorire la patologia precarietà dello stesso.

Dopo il proporzionale, dal 1946 al 1994, sono state varate ben quattro, diverse leggi elettorali: il Mattarellum, il Porcellum, l’Italicum (mai andato in vigore), il Rosatellum.

Non sarà facile fare una buona legge elettorale, trasparente, chiara e semplice.

Ma tant’è, poiché credo che anche dopo l’esperienza di governo – sebbene ci sia chi pensa di fare evolvere l’accordo di governo nella direzione di un’alleanza politica di carattere strategico e, dunque, verso un nuovo bipolarismo tra la destra a guida Salvini e il centrosinistra imperniato sul Pd-5 Stelle – sarà difficile immaginare un sistema bipolare, la legge elettorale diventa una necessità.

Il tema da affrontare sarà anche un altro: una legge marcatamente proporzionale in un Paese come l’Italia che per indole e per storia ha dimostrato di essere pervaso da particolarismi, potrebbe favorire la frammentazione e l’instabilità. Da ricordare, a questo proposito, quanti governi si sono succeduti fino al 1994 e quanti negli ultimi 25 anni per capire il rischio.

Ma, lo ripeto, per i prossimi anni non vedo all’orizzonte la rinascita del bipolarismo, ergo, una nuova legge che sia in grado di rappresentare tutti mi pare già scritta.

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