Il futuro dell’Italia

Il Governo ha emanato Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, nell’ambito delle attività per la partecipazione all’iniziativa Next generation EU (NGEU), avviata in sede europea quale risposta per fronteggiare l’impatto economico e sociale della pandemia da Covid-19.

Il Coronavirus ci ha messo davanti a una sfida di dimensioni storiche, tanto che dall’Ue è arrivato uno sforzo senza precedenti con l’assegnazione all’Italia di circa 208 miliardi, la quota maggiore tra tutti i paesi membri. E’ questa l’occasione, quindi, per definire una dimensione strategica di visione Paese del futuro.

Una volta acquisite le valutazioni del Parlamento, il Governo procederà alla elaborazione dello schema del Piano nazionale di ripresa e resilienza, nel quale saranno definiti i progetti di investimento e di riforma. Anche lo schema del Piano verrà sottoposto all’esame delle Camere prima dell’approvazione definitiva.

Gli assi principali su cui si baserà il Piano nazionale sarà la transizione verde e digitale del Paese a cui sarà attribuita gran parte delle risorse disponibili (37% per transizione verde, 20% per quella digitale);

Il Pnrr italiano prevede nelle linee guida sei missioni. Le missioni rappresentano aree tematiche strutturali di intervento e sono: Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo; Rivoluzione verde e transizione ecologica, Infrastrutture per la mobilità, Istruzione, formazione, ricerca e cultura, Equità sociale, di genere e territoriale, Salute.

Le sfide che verranno incluse nel Piano comprenderanno: il miglioramento della resilienza e della capacità di ripresa dell’Italia; la riduzione dell’impatto sociale ed economico della crisi pandemica; il supporto alla transizione verde e digitale; la coesione economica, sociale e territoriale; l’innalzamento del potenziale di crescita dell’economia e della creazione di occupazione.

Ovviamente, i progetti dovranno rispondere ad una serie di condizionalità affinché possano essere ritenuti eleggibili, ovvero la piena coerenza con gli obiettivi strategici e i macrosettori del Piano nazionale, un significativo impatto positivo sulla crescita del PIL potenziale e dell’occupazione, i costi e gli impatti economici ambientali e sociali dovranno essere quantificabili motivati e ragionevoli, la coerenza con le riforme le politiche di supporto, l’indicazione della tempistica e le modalità di attuazione con target intermedi e anche finali, la chiara identificazione dei soggetti attuatori;

A questi progetti si affiancheranno politiche e riforme di contesto orientato ad affrontare a rafforzare il sistema imprenditoriale, a ridurre gli oneri burocratici agevolando gli investimenti pubblici e privati per la produttività del paese.

In pratica, l’Italia è di fronte ad una sfida che condizionerà lo sviluppo dei prossimi decenni.

Un’occasione da non sprecare per il futuro delle giovani generazioni.

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