Il futuro di AGSM è lombardo?

Apr 04 2019
(0) Comments
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus

Sull’azienda più importante del Comune di Verona, Sboarina ha dimostrato debolezze evidenti che rischiano di minarne il futuro e, probabilmente, anche la permanenza in capo a Verona.

Tralascio qualsiasi commento sulle dimissioni del Consiglio di Amministrazione e sui litigi con il Presidente.

D’altronde, la carica più importante era stata assegnata per “meriti politici”, e non certo per manifeste e conclamate capacità nel delicatissimo settore dell’energia.

Un modus operandi che Sboarina ha applicato ovunque, affossando la meritocrazia, anche quella già presente all’interno delle aziende medesime.

Qui valuto il complesso dossier relativo alle alleanze.

Si, un dossier che è stato approntato, ma che è rimasto segreto, considerato quanto contiene.

In pratica, le aziende pubbliche veronesi potrebbero essere risucchiate da Milano.

Mi spiego.

L’ idea di un asse veneto-lombardo tra Agsm e Aim Vicenza con il colosso milanese A2A sbilancia a favore di quest’ultima ogni opzione non solo di governo, ma anche relativamente alla proprietà.

Sboarina è ossessionato dalle alleanze perché ritiene che è impensabile stare da soli. Potrei concordare, ma a quale prezzo ci si allea?

I progetti dell’alleanza

L’operazione di alleanza AGSM, AIM e A2A si dovrebbe manifestare entro il 15 aprile, ovvero quando scade il termine per presentare le offerte non vincolanti per acquistare il 51% delle forniture a clienti finali di Ascopiave, l’azienda trevigiana omologa di Agsm e Aim.

Le tre aziende alleate parteciperebbero alla gara e creerebbero due ulteriori e nuove società: una che comprende i clienti finali di Agsm Energia, Aim Energy e quelli veneti di Ascopiave (quelli non residenti in Veneto confluirebbero subito in A2A) ed un’altra di distribuzione che comprende le reti delle medesime tre società venete. Nella prima la maggioranza del capitale sarebbe di Agsm-Aim. Nella seconda, la maggioranza del capitale sarebbe di Ascopiave.

Il problema sorgerà quando Ascopiave, che ha necessità di sviluppare la distribuzione, dovrà reperire fondi e potrebbe farlo vendendo le sue quote nella società che comprende i clienti. Di conseguenza, poiché presumibilmente Agsm e Aim non potranno acquistare quelle quote in vendita, lo farebbe A2A, considerato che i soci hanno diritto di prelazione sull’inoptato.

Se questo avvenisse, le quote Agsm – Aim si ridurrebbero nella società del ramo clienti.

Questo scenario è certamente avvalorato dai valori in campo: A2A nel 2017 ha avuto un fatturato di 5,9 miliardi, Agsm di 716 milioni, Ascopiave di 533 e Aim di 261.

C’è un patto segreto che in futuro Agsm-Aim si occupi della distribuzione e A2A dei clienti?

Insomma, un quadro all’interno del quale Sboarina sta dipingendo a tinte fosche il futuro per Verona.

Commenti

Related Posts