Il Governo delle manette (la solita bufala, ma non solo…)

Abbiamo approvato il Decreto fiscale, un insieme di norme per contrastare meglio l’evasione, il fenomeno deleterio che contribuisce a far perdere allo Stato una parte non trascurabile delle entrate a esso dovute.

Chi evade, rompe il vincolo di solidarietà con la comunità e fa pagare ad altri il prezzo del proprio illecito arricchimento.

Chi sono i danneggiati? Sono i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, i pensionati e tutti i lavoratori autonomi e gli imprenditori onesti.

Soprattutto gli imprenditori onesti, perché sono i primi a subire la concorrenza sleale di coloro che evadono e che, pertanto, hanno maggiori risorse – rispetto a chi non lo fa – anche per investire nelle loro aziende.

Il Decreto appena votato intende premiare e favorire coloro che hanno sempre rispettato le regole, hanno sempre pagato le tasse e, pertanto, devono essere tutelati dai comportamenti illeciti dei quali ne pagano il prezzo.

Normalmente, i furbi non devono essere premiati. In Italia, però, prevale una strana narrazione che tocca molte corde, persuade, ma che non porta da nessuna parte, se non a demolire il senso dello stato.

Mi riferisco alla bufala dell’evasione di necessità, alla presunta legittima difesa che spesso viene invocata. Seppure non emerga da nessuna analisi ufficiali dei dati veri, che conferma esattamente il contrario ovvero che chi evade nella stragrande maggioranza dei casi lo fa per altre ragioni, viene ripetuta meccanicamente nella speranza diventi verità.

Ma sul decreto fiscale, le destre si sono superate, definendolo una norma manettara, perché prevede il carcere per chi evade.

Vediamo di che cosa si tratta.

Fatture false

E’ stato previsto che quando chiunque indica in maniera fraudolenta nelle proprie dichiarazioni fiscali fatture o altri documenti per operazioni inesistenti per un valore superiore a 100mila euro, ragione per cui abbatte i ricavi e, quindi, le tasse da pagare, è punito con la pena da 4 a 8 anni.

Se il valore delle fatture false supera i 200mila euro, quell’evasore subisce la confisca dei beni di cui abbia disponibilità per un valore sproporzionato al proprio reddito.

E’ una norma di civiltà o diventiamo uno Stato manettaro? Quanti sono i contribuenti in grado di fare cose simili, ovvero creare dal nulla fatture false per quegli importi? E quando lo fanno, considerate le cifre, si tratta di evasione di necessità o di arricchimento personale ai danni dello stato e degli italiani?

Sono i piccoli artigiani e commercianti che fanno quelle cose lì? Non credo, ragion per cui è falso quanto affermano.

Altro esempio?

Dati fittizi

Viene punito con la reclusione da 3 a 8 anni il contribuente che non usa fatture false, ma con altri artifici indica nelle proprie dichiarazioni costi o crediti fittizi e, a causa di questi, congiuntamente: a) l’imposta evasa è superiore a 30 mila euro; b) gli elementi attivi sottratti al fisco sono superiori a 1,5 milioni di euro.

Colui che sottrae ricavi per almeno 1,5 milioni di ricavi, è in stato di necessità o vuole arricchirsi ai danni degli altri? E lo Stato che lo punisce è manettaro o è giusto?

Facciamo un altro esempio, quello della compensazione debiti/crediti, oggi in vigore per l’IVA, che viene esteso anche per i crediti relativi alle imposte sui redditi. Identico. Si ha diritto alla compensazione dopo la presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui emerge il credito. Questo in quanto in tanti casi si compensavano crediti che si sono verificati essere non veri.

Dire al contribuente che gli riconosci il credito dopo che ha presentato le dichiarazioni fiscali, è una nuova tassa o una cosa giusta? Il credito, se è vero, sarà compensato.

Potrei continuare con gli esempi per dimostrare quanto siano false certe affermazioni. Gli onesti non abbiamo timori, si sentano tutelati, questa norma colpisce chi vuole evadere indicando crediti fittizi.

Gli esempi che ho fatto sono indicativi di quanto non siano vere tante cose. Si preferiscono gli slogan, ma bastano pochi esempi per dimostrare che altro non sono che il tentativo di creare allarme, a danno dello Stato e dei contribuenti onesti, di qualsiasi categoria economica.

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