Il Governo delle varie ed eventuali

Mag 01 2019
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Ha fato scalpore il fatto che una riunione ufficiale del Consiglio dei Ministri, del Governo insomma, sia stata convocata con all’ordine del giorno solo “varie ed eventuali”.

Di solito quelle parole le troviamo  in fondo alla lista, come ultimo punto di discussione. I ministri, invece, sono stati convocati dal Presidente Conte per discutere di un unico punto: varie ed eventuali.

Possibile che un Governo di un paese non abbia argomenti di cui discutere? L’economia è quella che è, i conti non tornano, sul versante internazionale siamo isolati, i consumi calano, il lavoro manca, eppure il nostro Governo si convoca per parlare di varie ed eventuali.

Non è un caso.

Questo Governo ha molto presto esaurito la propria forza ed adesso boccheggia a scapito dell’Italia.

Partito in pompa magna, con tanto di contratto e propaganda, ha innanzitutto (e solo) messo in pratica le proposte ideologiche che da sempre i due partiti della maggioranza portavano avanti, a dispetto di tutti e tutto, conti pubblici compresi.

Quindi, sono partiti i fuochi d’artificio: reddito di cittadinanza, quota 100, decreto sicurezza e immigrazione, legittima difesa, decreto dignità.

Scelte sbagliate

Una salsa insapore e scoordinata che ha ottenuto gli effetti peggiori. Il debito pubblico galoppa, lo spread, e quindi, i conti delle famiglie, a livelli altissimi, la credibilità politica ed economica sotto terra, evasori fiscali ed edilizi condonati.

Come temevamo, l’Italia non aveva bisogno dell’attuazione di quelle idee astruse, ma di affrontare il ciclo economico che stava calando. Dopo anni di crescita, favoriti da politiche economiche espansive e distributive del reddito, non si regala quanto si è ottenuto, ma si consolida per sfruttarne i benefici a lungo.

Al contrario, mentre la loro propaganda strombazzava che la povertà era stata abolita, che gli stranieri sarebbero stati riportati nei loro paesi, che tutti potevano andare in pensione prima, che il reddito di cittadinanza avrebbe risolto i problemi delle famiglie, l’Italia entrava in recessione.

Addirittura, gli stessi Di Maio e Salvini che promettevano una crescita della ricchezza dell’1,5% e la tenuta del debito al 2%, oggi esultano per una crescita dello 0,1% e un debito vicino al 3%.

Senza vergogna, vanno avanti litigando tra loro. Altro non sanno fare.

Ecco perché non mi sconcertano le “varie ed eventuali”.

Meglio stare fermi

Visti i risultati che hanno causato, meglio che parlino di nulla e bevano qualche bicchiere, piuttosto che approvino altri provvedimenti.

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