Il male e il bene, a seconda di chi lo fa

Mag 24 2018
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La maggioranza legastellata è pronta a partire.

Col suono di tromba, Di Maio e Salvini, più una pletora di ripetitori automatici, hanno stravolto quasi tutte le cose che in questi anni hanno diffuso in Italia, compreso l’odio contro gli altri.

Rileggiamole, non per essere tignosi, ma perché, vedrete, che il detto “il lupo di malacoscienza come fa pensa” è più che confermato.

L’ipocrita Di Maio era sempre pronto a scattare sulla sedia ad ogni accordo da noi fatto con altri per tacciarlo come “il peggior inciucio”. Il suo “coso del cambiamento”, normale patto tra forze diverse tra loro, è “un atto di responsabilità per la terza Repubblica”.

Lo statista de noiantri Alessandro Di Battista aveva garantito che in caso di accordo con la Lega lui avrebbe lasciato il Movimento Cinque Stelle. Stiamo aspettando.

Sempre Luigi Di Maio, quando Renzi divenne Presidente del Consiglio, scrisse questo post: “La staffetta Letta-Renzi è irrilevante. Il discorso non è che un Presidente del consiglio debba essere eletto. Nel nostro ordinamento non esiste il voto per il “Candidato Premier”. Il vero tradimento degli elettori sta nel fatto che i partiti di Monti, Bersani, Alfano in campagna elettorale non hanno mai detto di essere disposti a fare un governo insieme. Lo hanno detto solo dopo le elezioni, dopo aver “fregato” il voto agli italiani. Altrimenti col cavolo che prendevano il 29%”.

Capovolgiamo la frase: i grillini non hanno mai detto che avrebbero fatto l’accordo con la Lega, altrimenti “col cavolo” che prendevano il 32%. Lo hanno detto dopo aver “fregato” gli italiani.

Il saccente Marco Travaglio aveva detto due mesi fa che se Di Maio avesse fatto l’accordo con la Lega lo avrebbero linciato in piazza. Quello lì è ospite ovunque e ovunque dice bene dell’accordo.

L’urlatore Salvini, invece, pretendeva patti dal notaio per evitare le presunte larghe intese di Berlusconi col PD e oggi che fa? Usa i voti di Berlusconi e Meloni per portarli ai Cinque Stelle.

Quel suono di tromba è diventato una pernacchia. Agli italiani tutti.

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