Il nuovo Recovery Plan

La bozza del Piano nazionale per l’utilizzo dei fondi del NextGenerationEU approvata il 12 gennaio dal Consiglio dei Ministri è molto più dettagliata di quella che era circolata a dicembre, in quanto contiene le somme destinate ad ogni progetto.

Un primo cambiamento riguarda il fatto che mentre nel precedente piano il tema centrale era l’andamento deludente della crescita economica italiana rispetto agli altri paesi, nel nuovo piano è dedicata molta più attenzione alle disuguaglianze di età, di genere e territoriali.

Conseguentemente, la nuova bozza dedica molte più risorse a inclusione e coesione, istruzione e sanità; riduce invece gli stanziamenti per digitalizzazione e innovazione, nonché per la transizione ecologica. Crescono inoltre gli investimenti pubblici a scapito degli incentivi.

Confronto delle bozze di PNRR
  NUOVO PNRR VECCHIO PNRR DIFFERENZA
(miliardi) (miliardi) (miliardi)
DIGITALIZZAZIONE, INNOVAZIONE, COMPETITIVITA’ E CULTURA 46,18 48,7 -2,52
RIVOLUZIONE VERDE E TRANSIZIONE ECOLOGICA 68,9 74,3 -5,4
INFRASTRUTTURE PER UNA MOBILITÀ SOSTENIBILE 31,98 27,2 4,78
ISTRUZIONE E RICERCA 28,49 19,2 9,29
INCLUSIONE E COESIONE 27,62 17,1 10,52
SALUTE 19,72 9 10,72
TOTALE 222,9 195,5 27,4

La nuova bozza – anche se non definitiva, in quanto suscettibile di cambiamenti da parte sia del Governo sia della Commissione europea – è di gran lunga più dettagliata, in quanto contiene le somme destinate a ciascuna missione e componente (6 missioni con 17 sottocomponenti).

Nel dettaglio, le risorse finanziano sia nuovi progetti sia progetti già in essere che riceveranno una significativa accelerazione dei profili temporali di realizzazione e, quindi, di spesa.

Per ciò che concerne la governance del piano, il tema sarà risolto a breve con un accordo specifico.

Le differenze nelle priorità

La differenza rispetto Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza di dicembre emerge circa la destinazione delle risorse.

La più evidente è tra i valori totali dei due piani: mentre il vecchio PNRR ammontava a quasi 196 miliardi di interventi, quello attuale ammonterebbe a quasi 223, con una differenza di 27 miliardi e a fronte delle risorse NGEU che ammontano al più a 209 miliardi di euro.

La vecchia bozza del PNRR riguardava soltanto una parte dei fondi NGEU spettanti all’Italia, ovvero la Recovery and Resilience Facility (RRF), che ammonta a circa 196 miliardi.

Il nuovo PNRR, invece, sarebbe finanziato sia con la RRF che con i fondi di ReactEU (un altro progetto NGEU, destinato per oltre 2/3 al Meridione), che ammontano a circa 14 miliardi, per un totale di quasi 210 miliardi.

Per quanto riguarda i 13 miliardi mancanti, nel nuovo PNRR vengono fatti due chiarimenti:  primo, visto che una parte dei progetti sarà finanziato tramite collaborazioni con il settore privato, il loro effettivo costo per lo Stato potrebbe diminuire; secondo, e forse più importante, poiché c’è il rischio che alcuni progetti vengano rigettati dalla Commissione europea, il piano ha un’eccedenza di progetti, di modo che, se alcuni non fossero approvati, siano subito disponibili alternative con cui spendere tutti i fondi messi a disposizione.

Le risorse della RRF dovranno essere impegnate entro il 2023 e spese entro il 2026.

L’allocazione delle risorse

Ingenti risorse sono state aggiunte e sottratte alle singole missioni e componenti. In generale alcune missioni hanno beneficiato di considerevoli aumenti: sanità (+10,7 miliardi), inclusione e coesione (+10,5) e istruzione e ricerca (+9,3). Di contro, le risorse per la transizione ecologica e per la digitalizzazione e l’innovazione sono leggermente diminuite.

Le due componenti con un calo più marcato sono state quelle più grandi, cioè efficienza energetica e riqualificazione degli edifici (da 40,1 a 29,4 miliardi) e digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo (da 35,5 a 26,7 miliardi).

In entrambi in casi, in base a quanto scritto nello stesso PNRR, sono stati ridotti gli incentivi per le imprese (digitalizzazione, innovazione e competitività) e per le famiglie (efficienza energetica e riqualificazione), che costituiscono la maggior parte di queste componenti.

Gli incrementi hanno, invece, interessato soprattutto gli investimenti pubblici, sia centrali che locali. Per esempio, sono aumentate vistosamente le risorse per innovazione e digitalizzazione dell’assistenza sanitaria (+7,6 miliardi), turismo e cultura (+4,9 miliardi), istruzione (+10 miliardi) e tutela del territorio e delle risorse idriche (+5,6).

Inoltre, sono stati leggermente incrementati i già consistenti investimenti nella rete ferroviaria, con un’individuazione specifica delle reti su cui intervenire, ovvero prevalentemente nel Meridione.

 

Allocazione delle risorse – Confronto delle bozze di PNRR
  NUOVO PNRR VECCHIO PNRR DIFFERENZA
  (miliardi) (miliardi) (miliardi)
DIGITALIZZAZIONE, INNOVAZIONE, COMPETITIVITA’ E CULTURA 46,18 48,7 -2,52
Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella P.A. 11,4 10,1 1,3
Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo 26,7 35,5 -8,8
Turismo e Cultura 4.0 8 3,1 4,9
RIVOLUZIONE VERDE E TRANSIZIONE ECOLOGICA 68,9 74,3 -5,4
Impresa Verde ed Economia Circolare 6,3 6,3 0
Transizione energetica e mobilità locale sostenibile 18,2 18,5 -0,3
Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici 29,3 40,1 -10,8
Tutela e valorizzazione del territorio e della risorsa idrica 15,0 9,4 5,6
INFRASTRUTTURE PER UNA MOBILITÀ SOSTENIBILE 31,98 27,2 4,78
Alta velocità ferroviaria e manutenzione stradale 4.0 28,3 23,6 4,7
Intermodalità e logistica integrata 3,7 4,1 -0,4
ISTRUZIONE E RICERCA 28,49 19,2 9,29
Potenziamento delle competenze e diritto allo studio 16,7 10,1 6,6
Dalla ricerca all’impresa 11,8 9,1 2,7
INCLUSIONE E COESIONE 27,62 17,1 10,52
Politiche per il Lavoro 12,6   12,6
Parità di genere   4,2 -4,2
Giovani e politiche del lavoro   3,2 -3,2
Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore 10,8 5,9 4,9
Interventi speciali di coesione territoriale 4,2 3,8 0,4
SALUTE 19,72 9 10,72
Assistenza di prossimità e telemedicina 7,9 4,8 3,1
Innovazione, ricerca e digitalizzazione dell’assistenza sanitaria 11,8 4,2 7,6
TOTALE 222,9 195,5 27,4

Infine, sommando al totale delle risorse NGEU, le risorse dei Fondi SIE/PON (6,9 miliardi), del FEASR (1 miliardo) e della programmazione di bilancio UE 2021-2026 (80,5 miliardi), il totale complessivo delle risorse a disposizione per le 6 missioni è pari a 311,86 miliardi di euro.

Totale PNRR+SIE/PON/FEASR/BILANCIO 21.26
(miliardi)    
DIGITALIZZAZIONE, INNOVAZIONE, COMPETITIVITA’ E CULTURA 59,25    
RIVOLUZIONE VERDE E TRANSIZIONE ECOLOGICA 79,7    
INFRASTRUTTURE PER UNA MOBILITÀ SOSTENIBILE 33,14    
ISTRUZIONE E RICERCA 34,04    
INCLUSIONE E COESIONE 85    
SALUTE 20,73    
TOTALE 311,86    

 Recovery fund, le proposte della Regione Veneto.

La Giunta Regionale ha proposto i progetti per i quali sono stati chiesti i finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Si tratta di un parco progetti enorme, per un volume di risorse pari a 24,984 miliardi (15,5 miliardi priorità 1 e 9,4 miliardi con priorità 2). L’indicazione delle priorità da parte della Regione è decisiva per la realizzazione.

Innanzitutto il metodo. La Lega sbraita a Roma che non viene coinvolta nei progetti che faranno parte del Piano Nazione di Ripresa e Resilienza. Ciò non è assolutamente vero.[1]

Dove governa, invece, risolve la cosa attraverso l’approvazione di una delibera regionale senza alcun confronto in Consiglio. Proposte per 25 miliardi di euro passate velocemente.

Per rendere chiaro quanto il parco progetti sia assolutamente incondivisibile, basta far riferimento alle proposte relative all’inclusione sociale. E’ una vergogna che su tanti miliardi, la Regione chiede per l’ampliamento dei servizi per la non autosufficienza solo 50 milioni di euro, per il sostegno al diritto allo studio universitario solo 45 milioni, per Interventi di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale solo 50 milioni, per l’assegno per il lavoro solo 100 milioni, per le crisi aziendali solo 100 milioni, per il trasporto scolastico solo 40 milioni, per disabilità e lavoro solo 40 milioni e per il sostegno all’occupazione Giovanile solo 30 milioni.

Per le energie rinnovabili solo 330 milioni di cui 30 con priorità 1, meno di niente!

Bricioline. Poi si lamentano che non approviamo le loro proposte. E meno male!!!!

E’ risibile che in una Regione turistica come il Veneto per le Infrastrutture per l’attrattività turistica e culturale vengono chiesti solo 415 milioni di euro. Assurdo. Per Venezia, Verona e l’area del Valdobbiadene, siti UNESCO, sono stati chiesti 40 milioni con priorità 2. Arriveranno gli avanzi.

 

[1] Il Governo ha predisposto Linee guida del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

In Novembre ha acquisito le valutazioni del Parlamento sul documento ed ha avviato un dialogo informale con la Commissione europea.

Finito il confronto in Europa (superare i veti di Polonia e Ungheria), il Governo procederà alla elaborazione dello schema del Piano nazionale di ripresa e resilienza, nel quale saranno definiti i progetti di investimento e di riforma.

In questa fase terrà conto delle proposte che ha chiesto alle regioni. Il Veneto ha presentato le proprie proposte il 17 novembre scorso.

Lo schema del Piano verrà sottoposto all’esame delle Camere prima dell’approvazione definitiva.

I progetti da finanziare devono essere “cantierabili” entro il 2026.

 

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