Il Partito Democratico per le infrastrutture a Verona

Feb 10 2019
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Nel settore delle infrastrutture ferroviarie e stradali, l’impegno del Partito Democratico veronese per la crescita e lo sviluppo del territorio sarà costante.

Un sistema della mobilità che sappia integrare il trasporto su ferro con quello su gomma consente di avere una migliore qualità di vita senza penalizzare le realtà produttive realizza quello sviluppo sostenibile al centro delle proposte politiche del Partito Democratico.

Tutti abbiamo il dovere di garantire a Verona livelli di eccellenza nel panorama nazionale ed europeo.

Le opportunità che interessano il nostro territorio, sono:

  1. i percorsi dell’alta velocità ferroviaria. La “cura del ferro” voluta dal nostro Governo con investimenti miliardari, a Verona si è tradotta in finanziamenti certi per circa 4 miliardi di euro per le tratte Brescia-Verona e Verona/Padova. Le due tratte ferroviarie hanno ricevuto un impulso significativo tanto da consentirne la realizzazione entro il 2025. Altrettanto, va fatto per la tratta Verona/Pescantina/Brennero, per la quale è fondamentale il tunnel del Brennero:
  2. il Quadrante Europa, per il quale occorrono circa 40 milioni di euro per attualizzare lo scalo intermodale attraverso il prolungamento dei binari, lo scalo merci di S. Lucia;
  3. il rinnovo della concessione per la gestione dell’autostrada A/22 alla quale sono direttamente collegati, nei previsti lavori per 2 miliardi di euro per interventi infrastrutturali:
  • la terza corsia tra Verona e Modena,
  • la terza corsia dinamica Bolzano Sud-Verona,
  • le barriere antirumore,
  • le aree di servizio (Affi e Povegliano),
  • contributi alla Provincia per la mediana provinciale da Nogarole Rocca a Isola della Scala, che noi proponiamo anche oltre Isola d/S, almeno fino ad Oppeano sulla SS 434,
  • la creazione del Polo logistico intermodale Isola della Scala in sinergia con il Consorzio ZAI/Quadrante Europa,
  • la sistemazione del casello di Verona nord.
  1. il collegamento Ferroviario tra la stazione di Porta Nuova e l’aeroporto Valerio Catullo, da integrare con il progettato filobus cittadino in modo da ottenere un sistema di trasporto pubblico locale non più basato solo sul trasporto su gomma ma anche su un sistema più rispettoso dell’ambiente;
  2. il tratto ferroviario Verona-Rovigo, uno dei peggiori in Italia con treni a gasolio e disservizi giornalieri, da ammodernare per impedire il lento declino della bassa veronese e il suo abbandono da parte di realtà produttive importanti che debbono sopportare i costi di un sistema infrastrutturale arretrato e carente;
  3. la manutenzione ordinaria della strada statale 434 “Transpolesana“,
  4. la realizzazione della variante alla SS 12 da Buttapietra a Verona;
  5. il nuovo Piano nazionale degli aeroporti e della logistica di cui la nota del DEF ne indica le prospettive. Aeroporto e logistica sono due occasioni imperdibili;
  6. il finanziamento per il tunnel del Brennero.

Tutti interventi che vanno coordinati tra loro con una visione aperta alle relazioni con le provincie confinanti.

Per il futuro di Verona, il tema delle infrastrutture è fondamentale per la crescita e lo sviluppo, non vederlo significa negare una prospettiva che questo territorio ha per vocazione, a partire dalla posizione geografica.

Migliorare la rete infrastrutturale, ammodernandola, è la strada migliore per attrarre investimenti internazionali su Verona rendendola competitiva rispetto ad altre realtà.

Verona rischia. Il Governo grillo leghista ha bloccato e forse annullerà i percorsi dell’alta velocità ferroviaria Brescia-Verona e Verona/Padova (a quel punto non servirà neanche spendere soldi per potenziare il Quadrante Europa), il rinnovo della concessione per la gestione dell’autostrada A/22 nonché il tunnel sotto le Alpi. Sono tutte opere che fanno crescere i posti di lavoro e quelle che spostano merci e persone su rotaie abbattono l’inquinamento, aumentano la velocità degli scambi e decongestionano le strade.

Faremo la stessa fine di Torino?

Verona, prima che sia troppo tardi, si svegli!

Da Torino è arrivato un messaggio forte e chiaro: solo le grandi opere che ci collegano con l’Europa, spazio del nostro futuro, per le nostre imprese, per il lavoro e le future generazioni, ci garantiranno una centralità nel governo dello sviluppo che nessun’altra azione potrà garantirci.

Avversare le infrastrutture è dire NO ad un territorio aperto all’Europa, più competitivo e negare, quindi, le possibilità di crescita del nostro sistema economico, rinunciando alla sfida per ottenere lo sviluppo sostenibile che sa tenere insieme le esigenze delle imprese con quelle della tutela della salute e dell’ambiente.

Un quadro complesso ed intrecciato di interessi per i quali il PD veronese propone un momento di riflessione e confronto tra le varie forze politiche che hanno a cuore la crescita e lo sviluppo sostenibile di Verona e della sua provincia.

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