Il Piano Oncologico Nazionale

In Senato abbiamo approvato la proposta di redigere il nuovo piano nazionale oncologico.

La pandemia ha messo alle corde il sistema di prevenzione e diagnosi precoce delle malattie oncologiche.

Uno Stato civile non può consentire nessun ritardo su un tema che ha un forte impatto sulla vita dei pazienti e su quella delle loro famiglie, condizionandone moltissimi aspetti, dal lavoro alla sfera delle relazioni sociali, dalla condizione economica a quella psicologica.

Per questa ragione, abbiamo avviato un percorso che è stato concluso con un impegno: il piano nazionale oncologico.

In pratica, il Governo è stato incaricato di redigerlo, coordinandolo con il Piano oncologico europeo di prossima adozione, seguendo questi cardini:

  1. adottare iniziative utili per promuovere le reti oncologiche regionali, anche mediante uno stanziamento di risorse dedicato al finanziamento delle relative attività, previa definizione dei criteri di assegnazione e di un adeguato piano di incentivi in favore delle Regioni nell’ambito delle risorse programmate per il Servizio sanitario nazionale;
  2. attivare i necessari strumenti per il coordinamento, a livello nazionale, delle attività delle reti oncologiche regionali, nell’ottica di garantire l’efficacia del modello;
  3. adottare iniziative, per quanto di competenza, volte a potenziare l’assistenza oncologica domiciliare e territoriale per ridurre il numero di accessi alle strutture ospedaliere, valutando la possibilità nel rispetto dei vincoli di bilancio di introdurre un sistema di incentivi collegati al raggiungimento di obiettivi strategici;
  4. adottare iniziative, per quanto di competenza, per rinnovare e modernizzare la dotazione strumentale e tecnologica per gli screening diagnostici, per le attività chirurgiche e per la radioterapia;
  5. incentivare l’attuale tavolo tecnico interistituzionale per l’adozione di linee di indirizzo o linee guida per la telemedicina e per gli altri servizi della sanità digitale in generale e per il settore oncologico in particolare, nell’ottica di uniformare i programmi esistenti, predisponendo altresì adeguate forme di incentivazione;
  6. adottare iniziative volte a sostenere il funzionamento e lo sviluppo di centri multidisciplinari di alta specialità che presentino i necessari requisiti per l’accreditamento, anche in collaborazione con il settore privato, nell’ottica di sviluppare e diffondere la terapia CAR-T, quale opportunità di sviluppo del SSN e valorizzazione dei ricercatori;
  7. adottare iniziative di competenza per attuare quanto previsto dall’intesa Stato-Regioni 26 ottobre 2017 sul documento “Piano per l’innovazione del sistema sanitario basata sulle scienze omiche” nell’ottica di garantire il più ampio accesso alla medicina di precisione, sollecitando le conclusioni del tavolo di coordinamento interistituzionale con il compito di attuare il piano, con particolare riferimento agli investimenti necessari per assicurare la multidisciplinarietà, strutture adeguate e personale altamente specializzato;
  8. adottare iniziative per dare un nuovo impulso all’iter per l’istituzione della rete nazionale dei tumori rari e a garantire il pieno funzionamento degli European referecence networks, reti di riferimento per le malattie e i tumori rari a livello dell’Unione europea, anche attraverso specifici finanziamenti;
  9. adottare nuove strategie comunicative che agiscano in modo integrato per garantire nei tempi e nei modi corretti accesso agli screening diagnostici, alle terapie di ultima generazione e alle varie forme di riabilitazione socio-sanitaria per consentire ai pazienti un re-inserimento tempestivo nella loro vita sociale e professionale,
  10. valutare la possibilità di trasformare una comunicazione prevalentemente verbale in una comunicazione multicanale: televisite, teleconsulti, videochiamate, chat con i familiari, video-meeting tra gli operatori, maggior uso dello smarthphone e dei tablet anche in ospedale o nei servizi territoriali;
  11. facilitare la consegna di farmaci a domicilio per attivare una riduzione degli spostamenti che potrebbe creare un impatto negativo sui pazienti oncologici, in relazione all’approvvigionamento di farmaci in piano terapeutico. L’accesso del farmacista a domicilio consente di controllare l’assunzione, fornire le informazioni necessarie a mantenere alta la compliance al farmaco e un maggior empowerment del paziente e del caregiver;
  12. a monitorare l’attuazione del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, laddove riconosce il ruolo e le funzioni della figura dell’infermiere di famiglia, adottando iniziative per prevedere un reclutamento nazionale adeguato, nell’ottica di rafforzare concretamente i servizi territoriali anche per i malati oncologici;
  13. adottare iniziative volte a garantire il sostegno psicologico così come previsto dai LEA anche ai malati oncologici.

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