Il Veneto (Zaia) non ha attivato l’App Immuni.

Per colpa di Zaia, la App Immuni non è stata attivata in Veneto, ovvero non è possibile in tutta la Regione condividere i dati che ha tracciato via bluetooth tutti i contatti nelle ultime settimane.

La app. Immuni è uno strumento in più contro l’epidemia in quanto consente, attraverso l’impiego ottimale della tecnologia, di avvertire gli utenti che hanno avuto un’esposizione a rischio, anche se sono asintomatici, garantendo loro la massima attenzione alla privacy.

A chi si è trovato a stretto contatto con un utente risultato positivo al virus del COVID-19, l’app invia una notifica che lo avverte del potenziale rischio di essere stato contagiato e ciò avviene senza raccogliere dati sull’identità o la posizione dell’utente.

Gli utenti che vengono avvertiti dall’app di un possibile contagio possono isolarsi per evitare di contagiare altri. Così facendo, aiutano a contenere l’epidemia e a favorire un rapido ritorno alla normalità e, inoltre, venendo informati tempestivamente, gli utenti possono contattare il proprio medico di medicina generale e ridurre così il rischio di complicanze.

L’applicazione è disponibile dal 1º giugno 2020, con una sperimentazione iniziata l’8 giugno in quattro regioni e l’estensione al resto dell’Italia dal 15 giugno. Tutti i dati raccolti durante il periodo di attività, siano essi salvati sul dispositivo o sul server, vengono cancellati non appena non sono più necessari e comunque, secondo le disposizioni attualmente in vigore, non oltre il 31 dicembre 2021;

Sebbene non obbligatoria, la app Immuni è stata scaricata da oltre 534mila veneti, secondo i dati del Ministero della salute. Il Veneto è la quarta regione per numero di download, dietro a Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna a dimostrazione che i veneti hanno compreso l’importanza di questo mezzo;

Incredibilmente, la App non è stata attivata in Veneto, ovvero non è possibile in tutta la Regione condividere i dati che ha tracciato via bluetooth tutti i contatti nelle ultime settimane.

Un ritardo pericoloso. Di fatto, per mesi nella Regione Veneto per chissà quanti contagiati non è stato possibile effettuare il tracciamento mediante questo importante strumento aggiuntivo per i Servizi di Igiene e Sanità Pubblica nell’identificazione di eventuali contatti.

Una grave responsabilità di Zaia che, al contrario, continua a pontificare su tutto, tranne fare il proprio dovere. Dopo tre mesi ancora non abbiamo Immuni.

Ho presentato un’interrogazione al Ministro Speranza per chiedergli di premere su Zaia e sostenere ogni azione funzionale alla sua attivazione e, se necessario, surrogare la Regione Veneto.

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