Immigrazione e l’ipocrisia di Salvini

Set 29 2019
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Nel corso del vertice che si è svolto a Malta il 23 settembre scorso a cui hanno partecipato i ministri dell’interno di Francia, Germania, Italia, Finlandia e Malta, è stato raggiunto un accordo per il ricollocamento dei migranti.

L’accordo, che per il momento coinvolge solo quattro paesi ed è una bozza, sarà discusso con gli altri ministri dell’interno dei paesi membri dell’Unione europea il 7 e l’8 ottobre in Lussemburgo.

I punti dell’intesa:

  • i migranti che arrivano in Italia e a Malta e che sono soccorsi nel Mediterraneo saranno redistribuiti nei diversi paesi europei nel giro di quattro settimane dall’approdo, superando il principio di paese di primo ingresso previsto dal Regolamento di Dublino. Per ora non sono stabilite quote di ricollocamento, che dipenderanno da quanti paesi aderiranno all’intesa,
  • sarà previsto un meccanismo di rotazione volontaria dei porti di sbarco. Tuttavia se l’offerta dei porti di sbarco sarà volontaria, i porti principali rimarranno quelli italiani e maltesi,
  • i paesi europei potranno aderire all’intesa su base volontaria, ma per quelli che non aderiranno potrebbero essere previste delle sanzioni,
  • l’accordo riguarda i migranti che sono soccorsi in mare dalle organizzazioni non governative e dai mezzi militari, ma non riguarda i migranti che arrivano autonomamente (con barconi e barchini) e quelli che arrivano in Europa attraverso altre rotte.

I punti critici

  • Il primo, ed anche il più evidente, è che solo una minoranza dei migranti viene salvata in mare da ONG e navi militari. Quest’anno, su quasi settemila migranti arrivati in Italia lungo la rotta del Mediterraneo appena l’8 per cento è stato soccorso da mezzi navali, mentre la maggior parte dei migranti è arrivata direttamente sulle nostre coste.

E’ più che ipocrita, su questo punto, la posizione leghista. In pratica, quando Salvini era il Ministro dell’Interno, la situazione era identica, ovvero la stragrande maggioranza dei migranti che arrivavano con barconi e barchini venivano accolti nei centri di accoglienza italiani. Bene, la cosa non è stata ancora risolta in sede europea, eppure chi non ha fatto nulla prima, adesso grida al fallimento dell’accordo.

  • Al vertice hanno partecipato pochi paesi e tra questi non c’erano Grecia e Spagna, altri punti di sbarco dei migranti.

E’ la prima volta che alcuni paesi condividono questo tipo di proposta. Sono pochi? Certo, ma l’idea è quella di formare un cartello che possa convincere anche altri nel vertice in Lussemburgo tra pochi giorni. Anche qui l’ipocrisia leghista è all’apice: Salvini non ha mai partecipato a nessun incontro in sede UE dove si discuteva il tema delle migrazioni perché a lui conveniva cavalcare il tema, non risolverlo.

  • La rotazione dei porti di sbarco su base volontaria, richiesta dall’Italia, non corrisponde del tutto ad alcune norme internazionali che prevedono che i naufraghi siano fatti sbarcare il più velocemente possibile dopo il soccorso in mare ed è a queste norme che fanno riferimento “i marinai”.
  • La volontarietà dell’accordo pone dei dubbi sulla sua efficacia sul lungo periodo e nel caso che i flussi aumentassero, ma comunque è un primo passo. Sul principio della volontarietà occorre lavorare, al contrario di quanto ha fatto Salvini che ha accettato quel principio con il suo Governo al vertice sull’immigrazione del giugno 2018.

Questi piccoli passi sono il segno di un cambiamento dei partner europei rispetto al nostro paese prima rappresentato da Salvini a causa del quale era sorta la rigidità di tutti i paesi europei. I suoi amici, Orban e compagnia, hanno solo aggravato il problema.  

I punti di forza (su cui lavorare).

E’ stato acquisito il principio che arrivare in Italia o a Malta vuol dire arrivare in Europa.

Abbiamo dimostrato che la cosa migliore è sedersi al tavolo. Francia e Germania hanno capito la bontà della nostra proposta e spero che facciano di tutto per contribuire a convincere gli altri.

Se le cose vanno avanti in questo modo, il passo successivo è modificare il Regolamento di Dublino e, spero, che i paesi che non parteciperanno all’accordo siano penalizzati economicamente.

D’altronde, non vedo la ragione per la quale dobbiamo dare i soldi italiani per costruire ponti ed autostrade nell’est nonostante questi signori non vogliano assumersi alcun impegno.

insomma, il leghista attacca perché ha paura che i piccoli passi compiuti diventino risultati vincenti.

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