In Senato affossata la legge sui diritti

Nel segreto del voto tutti coloro che hanno sguaiatamente esultato in aula ed altri che sono stati zitti zitti, hanno eliminato dal tavolo ogni discussione sul riconoscimento del diritto sacrosanto di contrastare i crimini d’odio.

Sembrava una scena inverosimile ed invece è realmente accaduto in uno dei due rami del Parlamento.

Appreso l’esito del voto che affondava la proposta di legge dal titolo: “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità“, le destre hanno applaudito e festeggiato, come se il contrasto alle discriminazioni non fosse anche una loro responsabilità.

Vergognoso.

In ogni caso, la legge non è passata a causa di numerosi franchi tiratori.

Ho vissuto quei momenti e credo di avere le idee chiare su tante cose. In questa news, però, mi preme suscitare la riflessione su se e quando era possibile un percorso diverso.

Almeno dal mese di luglio ho sempre avuto chiaro che i numeri a nostro favore erano risicati e che il margine di prevalenza sarebbe stato molto scarso. Correttamente, da segretario d’aula del Gruppo PD, ho sempre fatto presente questo fatto in modo da poter far riflettere sulla possibilità di votare o non votare quel testo.

A tal proposito, qualcuno dice che se non avessimo osato le destre mai avrebbero aderito a modifiche, checché ne dicano adesso. Per mesi, infatti, hanno impedito anche la sola calendarizzazione in aula del provvedimento, perché mai avrebbero dovuto provare a lavorare con noi per modificarlo?

Altri dicono che non era sufficiente proporre di cambiarlo a poche ore dal voto decisivo, come invece è stato fatto e, quindi, come mai nonostante la prevalente consapevolezza che non avevamo i numeri, non si sia provato a fare in estate ciò che è stato fatto poco prima del voto?

Ragionevolmente sono vere entrambe le cose, sebbene sia portato a pensare che, normalmente, quando hai più tempo a disposizione rifletti di più e hai l’occasione di scoprire meglio il gioco altrui.

Il voto ad ottobre sarebbe in ogni caso arrivato.

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