Incentivi e bonus, come sono andati?

Come è noto per incentivare la domanda, fronteggiare la crisi ed indirizzare la spesa degli italiani in una certa direzione, sono stati messi a disposizione dal governo diversi tipi di bonus.

Quanto sono stati utilizzati questi bonus?

Ecobonus

Prima della pandemia, è stato deciso l’ecobonus per l’acquisto di veicoli a emissioni ridotte. Il totale delle risorse stanziate per il 2021 è pari a 732 milioni, ne sono ancora 473 milioni, quindi, state utilizzate per il 36 per cento.

In particolare, le agevolazioni che più stanno interessando sono quelle per acquisti di veicoli a zero emissioni non esclusivamente elettrici – per questi i fondi sono praticamente finiti – e di veicoli a basse emissioni di CO2 per i quali sono stati usati al 58 per cento.

Connessioni internet

Le risorse per il bonus per l’acquisto di connessioni internet con annesso pc o tablet, pari a 200 milioni, sono state utilizzate finora per 62 milioni (il 30 per cento delle risorse complessive), di cui 20 sono stati prenotati ma non ancora spesi.

Cashback

Il Cashback è la misura introdotta per incentivare la spesa con pagamenti elettronici. A dicembre 2020 si è svolta la fase sperimentale. Il primo semestre di Cashback vero e proprio ha avuto inizio il 1° gennaio scorso e si concluderà il 30 giugno 2021. Le risorse stanziate per la fase sperimentale di dicembre, pari a 227,9 milioni, sono state utilizzate quasi completamente, per 222,6 milioni di rimborsi.

Per quanto riguarda il 2021 e il primo semestre del 2022, le risorse a disposizione sono pari a circa 4 miliardi, egualmente ripartite per i tre semestri. I primi dati li avremo a partire da luglio prossimo.

Mobilità

Il bonus mobilità, cioè quello per l’acquisto di biciclette, monopattini elettrici e altri mezzi di trasporto sostenibili, è stato finanziato con 215 milioni di euro.

Secondo un rapporto del Ministero dell’Ambiente, nella prima fase di novembre scorso,  sono stati spesi solo 170 milioni poiché richieste per 44 milioni non sono state accettate per diversi motivi.

Per la seconda fase, che è durata dal 14 gennaio al 15 febbraio, sono stati stanziati ulteriori 100 milioni di euro (che si aggiungono ai 45 inutilizzati nella prima fase). Rispetto alle risorse complessive, quindi pari a 315 milioni, l’utilizzo è attualmente al 54 per cento.

Baby-sitting

Il bonus baby-sitting prevedeva la possibilità di richiedere, in alternativa al congedo parentale, un contributo per l’acquisto di servizi di baby-sitting o per il pagamento delle rette di centri estivi.

Lo stanziamento è stato di 1,6 miliardi e ad oggi, a fronte di 1,3 milioni di domande presentate, la spesa complessiva ammonterebbe a circa 1,1 miliardi, quindi al 70 per cento dello stanziamento.

Vacanze

Il bonus vacanze è stato richiesto per un valore pari a 829,4 milioni di euro, ma utilizzato solo per circa 335 milioni di euro  a fronte di 2,4 miliardi stanziati per il 2020 e il 2021. La misura, quindi, appare poco utilizzata rispetto a quanto preventivato: finora solo il 14 per cento delle risorse messe a disposizione è stato speso.

Bonus TV

Il bonus tv, per il quale erano stati destinati 251 milioni, sono stati spesi 36 milioni di euro, quindi, per l’8,3 per cento.

Il 110%

Il Superbonus 110% riconosce un credito d’imposta per interventi di isolamento termico, sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale e ristrutturazione antisismica. I crediti d’imposta maturati ammontano a 340 milioni, ovvero solo il 2,3 per cento dei maggiori oneri previsti. Di questo passo, pare di capire che il superbonus non sarà molto utilizzato.

Conclusione

Cosa emerge? Che tra i vari bonus disponibili per incentivare la spesa il bonus per le auto a basse emissioni, il bonus per connessione a internet e il Cashback sono quelli che hanno maggiormente interessato i cittadini. Anche il bonus mobilità e il bonus baby-sitting sono stati utilizzati in misura significativa finora e possono essere considerate misure di successo. Ad onor del vero, pensavo che il Superbonus del 110% sulle ristrutturazioni verdi avesse un risultato diverso. Non escludo che possa aver pesato l’eccesso della burocrazia e della complessità normativa.

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