Infiltrazioni mafiose. La conferma del’interdittiva emessa nei confronti della Nico.Fer srl conferma il pericolo che stiamo vivendo

Apr 08 2016
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E’ certo: la Nico.Fer, – che si occupa della lavorazione dell’acciaio per cemento armato – non potrà avere rapporti con pubbliche amministrazioni.

Nell’inchiesta «Aemilia» è entrato anche per una cena, svolta a casa sua, con Antonio Gualtieri, braccio destro e referente economico della ‘ndrina di Grandi Aracri in Emilia Romagna.

Cena a cui parteciparono anche il sindaco Tosi e l’allora vicesindaco Vito Giacino. Stando alle accuse nient’altro che un tentativo di Gualtieri di «infiltrarsi» in grossi affari immobiliari nel veronese tra i quali la riqualificazione dell’area ex Tiberghien.
Un pericolo che in tanti hanno sottovalutato.

Anzi, anche criticato. Tosi, ad esempio, ancora non ha chiesto scusa ai Carabinieri che ha più volte accusato di diffondere fango sulla città.

Infatti, le informazioni diffuse sono contenute nei verbali di indagine dei Carabinieri.

La conferma dell’interdittiva e’ la migliore risposta che lo Stato può dare ed è la conferma dell’ottimo lavoro svolto dagli inquirenti e dal Prefetto di Verona che ha ben interpretato il diffuso sentimento di contrasto alle infiltrazioni.

Su questi dubbi rapporti serve un focus.

Non tutto è stato ancora chiarito.
Quando il Prefetto emise l’interdittiva antimafia il sindaco Tosi prese le difese del Nicolis chiedendo a noi di avere il buongusto e ad aspettare la conclusione delle vicende perché anche un’importante azienda friulana ricevette l’interdittiva poi annullata dal TAR.
Bene, ho avuto il buongusto di aspettare, ma adesso Tosi abbia il buongusto di dirci cosa ne pensa dei rapporti tra quell’imprenditore – a casa del quale si recava a cena – e la malavita organizzata interessata a mettere le mani sull’area ex Tiberghien e di cosa hanno parlato nel corso dei loro incontri.

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