Il Governo si propone per il collettore del Lago di Garda

Nella legge di Stabilità 2016 il Governo Renzi ha accolto l’Ordine del Giorno del deputato PD Vincenzo D’Arienzo impegnandosi a valutare con le Regioni Lombardia e Veneto e con le rappresentanze dei Comuni del Lago di Garda, la costituzione di un tavolo di confronto per individuare insieme le soluzioni, progettuali ed economiche per il collettore del Lago di Garda.

L’attuale sistema di collettamento dei Comuni del Lago di Garda è stato realizzato più di 30 anni fa e risente, quindi, dell’usura del tempo anche in ragione dei materiali utilizzati all’epoca, dichiara Vincenzo D’Arienzo, deputato PD.

Ciò imporrebbe anche riflessioni sulle possibili conseguenze sanitarie. Infatti, prosegue D’Arienzo, ho fatto presente che il collettore attuale è posizionato sui fondali, che provoca vari problemi per le reti fognarie di molti dei Comuni e che è vecchio, oltre al fatto che in prospettiva deve tener conto dei circa due milioni di metri cubi che i vari Comuni del comprensorio hanno deciso con i rispettivi piani urbanistici.

Inoltre, per il rilievo assunto dal Lago di Garda nel panorama turistico internazionale a beneficio del Paese, il collettore è di interesse nazionale.

D’Arienzo: bene l’attività del territorio e il fatto che il progetto del nuovo collettore sia stato predisposto da un soggetto locale, condiviso anche dalla Comunità del Garda. La cifra stimata per l’intervento, però, che si aggirerebbe intorno ai 200 milioni di euro, è fuori dalla portata dei Comuni lacuali interessati.

Bene anche l’Associazione Temporanea di Scopo, una lobby istituzionale che potrà favorire tutte le azioni possibili e a tutti i livelli amministrativi e politici per reperire risorse economiche e le procedure burocratiche previste. Ma anche qui, continua il deputato PD, è difficile che all’ATS possano essere affidati fondi e competenze.

D’Arienzo: per questo ho presentato un ordine del giorno alla Legge di Stabilità. Sono convinto che Regione Veneto e Regione Lombardia debbano giungere ad un accordo di programma con la finalità di inserire il collettore tra le infrastrutture strategiche finanziate dal CIPE.

Il Governo, che ha accolto la mia proposta, si è impegnato a valutare le possibili soluzioni, progettuali ed economiche, attraverso un tavolo di confronto con le Regioni Lombardia e Veneto e con le rappresentanze dei Comuni del Lago di Garda, conclude il deputato.

collettore lago

Martedì 19 gennaio Trenitalia decide se istituire o meno l’ufficio Equipaggi di Verona. Perché qui no e altrove ce ne sono anche troppi?

Ormai da anni, nonostante le promesse e le proposte di FS, Trenitalia ancora non ha istituito l’ufficio Impianti Equipaggi presso la stazione di Porta Nuova.
Nel novembre 2012 nell’ambito del “Progetto Impianto Equipaggi Regionale” l’Azienda aveva proposto l’istituzione nel Veneto di due Impianti con relativa Organizzazione e  presenza di personale: Venezia e Verona.
Ad oggi, però, nonostante il tempo trascorso e le diverse sollecitazioni, la proposta non si è concretizzata. È un segno negativo vista l’importanza e la centralità di Verona nel futuro ferroviario del Paese.
Molti Impianti in Italia che andrebbero chiusi per esiguo numero di treni e di personale restano aperti, quello di Verona, che la stessa Azienda voleva come sede di Impianto Equipaggi, è totalmente chiuso.
Eppure i numeri e la produzione sono di rilievo, senza contare che Verona e’ e sarà ancora di più un nodo fondamentale per le ferrovie italiane e i collegamenti alta capacità con l’Europa.
Non avere un Impianto costringe decine di lavoratori veronesi al pendolarismo quotidiano verso Mestre/Venezia per effettuare prestazioni che potrebbero comodamente e con costi minori per la stessa Azienda, effettuare da Verona.
In vari incontri che ho avuto sulla questione è emersa la volontà di Trenitalia di ridurre gli uffici Equipaggi in giro per l’Italia. Peccato che questo valga solo per Verona. Infatti, ho scoperto che attualmente la situazione in Italia degli Uffici in questione é: uno in Veneto, 6 in Calabria, 4 in Campania, 4 su 5 sedi provinciali in Emilia Romagna, 7 nel Lazio, 4 in Puglia, 4 in Sicilia, 4 in Toscana e 10 in Piemonte.
Come è noto, come numero di treni e di personale, il Veneto, regione policentrica, è seconda solo al Lazio e per gestire personale e numero di treni al Veneto spetterebbero almeno ulteriore personale.
Al riguardo, è stata programmata un’importante riunione il prossimo 19 gennaio a Roma proprio per definire la struttura nazionale degli uffici equipaggi a livello nazionale. Auspico un’inversione di tendenza da parte di Trenitalia, rispettosa delle professionalità  e dei livelli di produttività presenti a Verona.
Trenitalia mantenga i patti!
promesse fs non mantenute

Metropolitana di superficie Verona/aeroporto: M5S da che parte sta?

Sulla mia proposta di riprendere in mano il progetto del collegamento ferroviario Verona/Aeroporto/Mantova, il M5S mi accusa di “annuncite” e di essere in campagna elettorale.

Non capisco l’accanimento del M5S contro la metropolitana di superficie Verona/Aeroporto/Villafranca. Ho fatto la proposta al Governo perché la ritengo un’infrastruttura importante per lo sviluppo di Verona e dello scalo aeroportuale, oltre al fatto che favorisce il trasporto rapido di massa da una zona importante della provincia quale il villafranchese.

Il mio Ordine del giorno che il Governo ha accolto, lo ricordo, consente il riavvio delle progettualità e l’individuazione dei finanziamenti e nasce proprio per evitare che l’opera finisca sul binario dell’oblio.

Anche nel Piano nazionale aeroporti avevo inserito il progetto.

Penso che sia necessario che tutti gli attori veronesi dessero una mano in questa direzione. Ecco perché mi meraviglio che M5S sia contro e si sfili dalla partita.

Immancabilmente, la polemica ha tirato in ballo i collegamenti TAV su Verona a scapito della metropolitana di superficie. Le due cose on sono in contrapposizione tra loro perché hanno due canali di finanziamento completamente diversi.

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Metropolitana di superficie Verona – Aereoporto

Nella legge di Stabilità 2016 il Governo Renzi ha approvato un mio Ordine del Giorno impegnandosi a riesaminare il collegamento ferroviario Verona – Aeroporto V. Catullo al fine di riavviare le previste procedure per attualizzare la progettazione e i possibili finanziamenti.

Il collegamento ferroviario segnerebbe una svolta nel futuro del territorio e renderebbe Verona tra le poche città in Italia a vedere collegato un aeroporto direttamente con la stazione ferroviaria principale, posizionata, peraltro, sui collegamenti alta capacità.

vedi link: http://www.vincenzodarienzo.it/una-buona-notizia-il-governo-riavviera-la-metropolitana-di-superficie-verona-aereoporto/

 

Conferenza stampa sulla metropolitana di superficie Verona-aereoporto Vincenzo D’Arienzo from Vincenzo D’Arienzo on Vimeo.

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Metro per l`aeroporto Il progetto al governo

 

Rifare un collettore per il Lago di Garda è un’esigenza non più rinviabile

Ritengo positivo il dibattito che si sta animando sul tema e vedo consapevolezza da parte di tutti i Comuni lacustri. La forza dell’unione che ne scaturisce può portare a frutti positivi.

Per questo, il Partito Democratico non può restare insensibile e credo che debba dare una mano, come una forza di governo deve fare.

La speranza è che l’Associazione Temporanea di Scopo che i Comuni hanno costituito per perseguire l’obiettivo,sappia svolgere al meglio i propri lavori e perorare in ogni luogo la causa, soprattutto quella più importante: i finanziamenti.

Non solo di quelli si tratta. Infatti, va avviato il confronto tra il Veneto e la Lombardia in modo che siano loro a stringere un accordo di programma con la finalità di inserire l’opera in una delle prossime delibere CIPE.

Senza quel livello la partita è in salita. Non se ne parla, meglio coinvolgerle in fretta.

Il PD deve avere un ruolo. Penso che come partito che governa ci dobbiamo assumere la responsabilità in prima persona di fare di tutto per trovare i fondi necessari per il collettore.

Questo porterebbe naturalmente ad una funzione primaria del PD nell’ATS.

Serve una chiarificazione sui finanziamenti: credo che non possano essere destinati all’Associazione, sulla carta la competenza giuridica per quanto concerne la rete fognaria sarebbe dell’Ambito Territoriale Ottimale. In ogni caso, considerata la rilevanza della cifra, circa 230 milioni di euro, preferirei la costituzione di un organismo ad hoc – ad esempio sul modello fondo ODI per i finanziamenti dei Comuni di confine – e che sia quell’organismo a svolgere tutte le azioni necessarie, comprese la gestione degli appalti.

Aeroporto – Montichiari, bene il rilancio, ma a quale prezzo per Verona?

Presso Confìndustria Brescia si è tenuto un incontro tra imprenditori e amministratori pubblici sul futuro dell’Aeroporto di Montichiari. L’ipotesi studiata è un piano di rilancio con una Newco per puntare a cargo e a tre milioni di passeggeri.

Le condizioni su Montichiari sono cambiate. Dopo il ritiro da parte di Sacbo del ricorso contro la proroga quarantennale della concessione al Catullo sull’aeroporto bresciano, l’incontro è stato fatto per valutare il futuro dello scalo che si trova nel bresciano ma che è di proprietà dell’aeroporto di Villafranca.

Il sindaco di Brescia, il presidente di Abem il presidente della Camera di Commercio e altri rappresentanti istituzionali locali hanno deciso di dare seguito all’intesa già sottoscritta mesi fa tra Abem, Catullo, Save e Aerogest, che prevede la creazione di una newco, partecipata al 20 per cento da Abem e all’8o% da Catullo per far decollare Montichiari sia sul versante cargo sia su quello passeggeri con l’obiettivo di raggiungere 3 milioni di viaggiatori in tre anni.

Nulla in contrario al rilancio del D’Annunzio, anzi. Sono anni che Verona ci rimette milioni di euro per ripianare le perdite di quello scalo. Le domande, però, nascono spontanee.

Se è vero che la newco sarà partecipata da Catullo e Sacbo, è altrettanto vero che Montichiari sarà valvola di sfogo per il traffico passeggeri di Orio al Serio, in quanto quell’aeroporto ormai è saturo. Irrealistico pensare che sarà il Catullo a dividere i propri passeggeri tra Villafranca e Brescia. Se così fosse, si consente ad un concorrente vero, peraltro di un altro bacino territoriale, di aumentare la concorrenza verso e a pochi metri da Verona.

La contropartita, a quel punto, potrebbe essere un lasciapassare per il Catullo di poter gestire il cargo su Montichiari. D’altronde, Orio al Serio non avrebbe lo spazio per farlo in proprio. In questo caso, però, a fronte del traffico passeggeri consegnato a Sacbo, il cargo sarà gestito tutto dal Catullo?

Quali equilibri gestionali, quindi, saranno decisi nella newco?

Sarebbe bene un confronto più chiaro su questo. Non credo che i soci veronesi abbiano tutti gli elementi per decidere in merito. Nel piano industriale del Catullo, oltre a licenziare i lavoratori, di questo non si parla.

Non capisco il riserbo, a meno che non si è concessa una delega in bianco a Save. 

Aeroporto – 28 Lavoratori “V. Catullo SpA” saranno licenziati. La prova che l’aeroporto precipita?

La società di gestione dell’aeroporto ha chiesto la mobilità per 28 lavoratori. Fanno promesse per milioni di euro, redigono piani immaginifici e, contemporaneamente, riducono il personale.
Dei 49 lavoratori della Holding attualmente a casa in cassa integrazione fino a gennaio 2016, una decina hanno trovato una diversa collocazione. Ne restano 39 da reimpiegare presso lo scalo oppure chiedere un altro anno di CIGS, come chiarito dal Ministero del Lavoro. E invece? 28 di questi saranno licenziati!
Qualcosa non torna: si promettono decine di milioni di investimenti, il raggiungimento di 4 milioni di passeggeri entro pochi anni e la sottoscrizione di accordi per insediare nuove rotte commerciali su Verona. Insomma, si fa apparire un quadro ottimale per un rilancio dello scalo dopo anni di sofferenze che, peraltro, persistono nonostante i cambi societari.
Coerenza vorrebbe che a fronte di ciò serve un adeguato numero di personale. Ed invece, si riducono i lavoratori motivando la decisione con le difficoltà economiche in cui versa il Catullo. Con lo sguardo rivolto ai problemi di ieri, si licenziano persone. Perchè non guardano alle loro promesse per domani? Delle due l’una: o non credono per davvero nel futuro, oppure la crisi è peggiore di quanto ci dicono.
Peraltro, si tratta di una scelta gratuita. Se è possibile rinnovare la CIGS per un altro anno, perché licenziarli?
Certo, non giova neanche l’esperienza vissuta. Infatti, nonostante gli impegni assunti dalla società di gestione in occasione delle già concesse proroghe delle CIGS per Avio. Handling e Catullo, nessuna delle cose promesse sono state mantenute, ma pensavamo che stavolta potesse essere diverso, viste le promesse di rilancio.
Nella lettera di avvio del percorso di mobilità, la società chiarisce che come nel passato anche nel 2015 le cose andranno male, con riduzione di ricavi e passeggeri. Sempre peggio. Come avevano esposto nel nostro dossier, i problemi non sono stati risolti, anzi sono peggiorati.
Nel silenzio dei soci, il nostro Aeroporto sta precipitando sempre più in basso.
La nostra speranza, che non è venuta meno, che investimenti e nuovi vettori possano invertire la tendenza, la cosa migliore da fare è rinnovare la CIGS per un altro anno e valutare gli esiti delle promesse fatte. Serve un atto tangibile, diversamente restano solo le chiacchiere ed i…licenziamenti.

TAV Brescia-Padova, una tempesta sul nulla.

Con la legge di stabilità 2014 il Governo ha stanziato circa tre miliardi di euro per la tratta TAV Brescia/Verona. L’allora Ministro Lupi nel dicembre 2014 dichiarò che i fondi necessari per completare l’opera sarebbero stati chiesti alla Banca Europea Investimenti.
Recentemente, sul finanziamento in questione il M5S ha presentato un’interrogazione alla Commissione Europea la quale ha risposto che non risulta essere interessata la BEI e che l’eventuale decisione CIPE sarebbe stata nulla. Immediatamente e’ stato detto che il Governo aveva mentito e che la TAV non si farà.
La BEI non ha finanziato la TAV Brescia/Padova perché …nessuno ha ancora chiesto nulla! Non sarà annullata nessuna delibera CIPE perché…non ce ne sono!
Per le tre tratte che compongono il percorso BS/PD il livello di progettazione non e’ tale da consentire la richiesta di finanziamenti alla BEI o ad altre banche.
Infatti, le tratte Brescia-Verona e Verona-Padova attualmente sono progettate a livello definitivo ed entrambe devono ancora essere approvate dal CIPE.
Il percorso Verona nord-Verona Porta Vescovo addirittura e’ ancora in fase preliminare.
Solo dopo l’imprescindibile doppio passaggio progetto definitivo/CIPE si realizzano le condizioni per chiedere eventualmente i finanziamenti.
Intanto, i tre miliardi di euro per il lotto Brescia-Verona ci sono e sono reali perché soldi italiani.
Con la legge di stabilità 2015 il Governo ha stanziato risorse nazionali per consentire le varie fasi previste nella fase progettuale e di prima attuazione del progetto stesso. I tre miliardi stanziati – mai nessun Governo ha destinato cifre simili a Verona – copriranno le esigenze su un arco temporale almeno decennale.
Quindi, ad oggi la BEI non e’ interessata da alcuna richiesta di finanziamento da parte di RFI e non e’ annullabile nessuna delibera CIPE semplicemente perché non ce ne sono.
Un’attenta lettura dei documenti approvati ancora a dicembre 2014 avrebbe evitato una bufala che nuoce alla credibilità di Verona.
Non solo. E’ proprio grazie a quei tre miliardi che sarà possibile per le ferrovie italiane chiedere in futuro il finanziamento alla BEI che, per inciso, potrà prestare a RFI i denari necessari perché c’è la garanzia che l’investimento e’ stato inserito nel bilancio dello Stato.

 

Sul tema è intervenuta la Olga nella famosa rubrica del quotidiano l’Arena.

Mi sono divertito ad inviare a Silvino Gonzato una risposta in simpatia:

Ospite nel salotto della Olga, tra un goto e una sganassàta, in simpatia col Gino, ridendo ridendo go dito che stasera non mi protesterò, ma fao vedàr lo stato dell’arte della ferrovia par la corretta informasìon dei residenti e perché ognuno faga la so parte, Governo e Comune.
I schei, e qui la Olga l’à drissàdo le recie e il Gino l’á bevuo de colpo, ci sono, ma su un altro tratto. El progetto Verona- Pescantina non l’è ancora finanziá.
Bon..sarà stato el vin..sarà stata la sganassàta, fatto sta che la Olga e il Gino stasera prima i vegnará all’inisiativa e dopo i andará insieme al circo per evitàr che i sera.

Doveroso tutelare l’incolumità degli agenti penitenziari

La situazione all’interno del carcere di Montorio appare ingovernabile.
Sono così numerosi i fatti avvenuti presso l’istituto penitenziario veronese, quasi giornalieri, che  occorre l’impegno di tutti per risolvere definitivamente i problemi. Infatti, credo si sia giunti al punto critico per eccellenza: la sicurezza degli agenti della Polizia Penitenziaria.
Su questo non possono esserci divisioni.
Non e’ accettabile che a pagare siano coloro che sono chiamati a tutelare la nostra comunità attraverso la vigilanza di chi ha commesso reati.
Posso capire le difficoltà di una gestione complessa di persone recluse, ma il bene supremo della sicurezza degli agenti é la stella polare per ogni azione.
C’è una forte sensibilità su questo? E’ stato fatto tutto per tutelarli? Diversamente, e gli episodi quasi dimostrano il contrario, é bene prenderne atto e correggere gli errori.
Qualcuno si sta schierando con l’una o l’altra parte. Non sono solito entrare nei confronti sindacali e sarebbe meglio che lo facessero tutti. Nessuno di noi da fuori conosce nel dettaglio i termini e gli elementi sindacali e contrattuali oggetto del confronto tra agenti e dirigenza.
Sono sicuro, però, che è giunto il momento di chiudere positivamente il confronto con il personale in modo da superare le difficoltà che sono state pubblicamente manifestate e che, a quanto pare, creano una condizione lavorativa non ottimale. 

La situazione difficile in cui versa l’aeroporto Catullo ormai da anni, rischia di inficiare lo sviluppo di Verona

Ciò che risulta strano è che nonostante i cambi societari, presentati come la manna risolutiva, le condizioni finanziarie peggiorano e non si capisce la strate03gia di rilancio.

D’altronde non sono certo le alchimie societarie che invertono la tendenza, bensì accordi e soluzioni dei soliti nodi.
A peggiorare il quadro c’è il licenziamento dei lavoratori, classica cartina di tornasole delle difficoltà. Prima i 74 dipendenti della Avio Handling e adesso i 49 lavoratori in cassa integrazione della Holding Catullo Spa.
In entrambi i casi si è sostenuto che occorreva diminuire i costi per favorire il rilancio. La prova, invece, dell’inutile accanimento contro i lavoratori è che il rilancio non c’è stato e i lavoratori pagano le scelte sbagliate di altri.
Ricordo gli impegni assunti dalla società di gestione in fase di rinnovo per un altro anno della cassa. Neanche uno è stato mantenuto e questo non depone a favore.
Serve un’operazione verità: il rilancio dello scalo ha bisogno di supporti professionalmente capaci. E chi meglio di coloro che hanno contribuito a far crescere l’aeroporto servirà per il futuro?