Inopportuna l’elezione del Presidente Gelmini alla Comunità del Garda

Nov 01 2015
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L’elezione della collega Gelmini a Presidente della Comunità del Garda è inopportuna e si poteva evitare.
La Comunità del Garda, un buon esempio di coordinamento dei Comuni del Lago di Garda, è un Organismo che da sempre si è qualificato per la peculiare caratteristica di interpretare i bisogni del territorio e unirli per fare massa critica.
Non sempre i risultati sono stati soddisfacenti, ma il continuo tentativo di governare con una sola voce un’area così importante per il Paese è da sempre apprezzato.
Pur tuttavia, non può sfuggire che una delle caratteristiche fondamentali della buona riuscita degli impegni è stata la terzietà insita in quell’Organismo. D’altronde. Quando si rappresentano tanti Comuni così diversi tra loro, la trasversalità è fattore aggregante.
Ecco, proprio quello che adesso è venuta meno. Non ho nulla sulle capacità della collega Gelmini, ma non ci sono dubbi che l’elezione di una delle protagoniste della politica italiana così vistosamente schierata per una parte rischia di inficiare quella terzietà da sempre riconosciuta e apprezzata della Comunità del Garda.
L’elezione è inopportuna per questa ragione, anche in ragione del fatto che quel Presidente non è sindaco di nessun Comune lacuale. Avrei potuto capire in questo caso la scelta, ma senza quel presupposto sarebbe stato meglio proseguire come nel passato. 
A nulla rileva l’unanimità raggiunta. Il Presidente somma su di sé tutte le caratteristiche della rappresentanza e, pertanto, sarà difficile disgiungerla dal fatto che si tratta di politico nazionale di un Partito.
Altrettanto, non ha valore parlare di “peso nei rapporti a Roma”. Che vuol dire, che la Comunità è un feticcio finora rifiutato dai tavoli che contano? Il problema allora è sul nostro territorio, non altrove!
Spero che la logica dietro quell’elezione cessi. Ci sono altre importanti nomine in ballo. Auspico che si capisca che la terzietà è un valore per la riuscita degli impegni da assumere, in primis la desiderata realizzazione del collettore.
Non vorrei che prevalessero logiche di occupazione delle poltrone a discapito dei risultati da ottenere per il nostro lago di Garda.
Se fosse così, perderemmo tutti.

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