Interporto Quadrante Europa. L’Autobrennero contro Verona

Ott 16 2019
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Da tempo le strategie della società autostradale Autobrennero Spa sono orientate contro Verona ed in particolare contro lo sviluppo del Quadrante Europa.

I fatti.

Per poter rinnovare la concessione autostradale alla A/22 senza la prevista gara europea, nel gennaio 2016 l’allora Ministro Delrio approvò un protocollo d’Intesa che prevedeva alcuni passaggi essenziali per superare le resistenze dell’Europa.

Quel Protocollo ha consentito il procedimento amministrativo che precede il rinnovo della concessione, L’accordo, però, con riguardo alle opere connesse al nodo ferroviario di Verona, stabiliva che per la costruzione dell’interporto di Isola della Scala ad opera di A/22, doveva esserci un’intesa con il Quadrante Europa, oltre alla valutazione della sostenibilità dell’opera medesima.

Le brutte novità.

La prima: con un emendamento al Decreto Sbloccantieri, pochi mesi fa è stata data la possibilità alla società autostradale Autobrennero di realizzare l’interporto di Isola della Scala in barba alle prospettive del Quadrante Europa ed alle legittime esigenze dei Comuni della zona!

L’emendamento approvato, infatti, stabiliva che il fondo costituito dai proventi accantonati dal 1997, oltre ad essere destinato al rinnovo dell’infrastruttura ferroviaria attraverso il Brennero ed alla realizzazione delle relative gallerie nonché dei collegamenti ferroviari e delle infrastrutture connesse fino al nodo stazione di Verona, doveva finanziare anche le iniziative relative all’interporto ferroviario di Isola della Scala.

L’emendamento – chiaramente suggerito dalla A/22 – non contemplava né il Quadrante Europa, né la sostenibilità economica dell’investimento a Isola d/S.

La seconda: nello schema di accordo tra il Ministero dei Trasporti ed i soci della Brenner Corridor Spa, la società pubblica che dovrà ricevere la concessione autostradale della tratta Modena/Brennero, approvato dal CIPE nel maggio scorso e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 30 settembre 2019, viene confermata la costruzione dell’Interporto ferroviario di Isola della Scala, ma non c’è alcun riferimento al coinvolgimento del Quadrante Europa, diversamente da quanto stabilito nel Protocollo d’Intesa del 2016.

Si tratta di una evidente strategia che mira ad escludere Verona dall’importante partita logistica che si sta aprendo determinando, peraltro, un’irrazionale conflittualità a pochi metri di distanza ai danni dell’Interporto QE che è di proprietà pubblica di soci veronesi.

Certo, per quanto riguarda Verona, si favoriscono sistemi di mobilità alternativa con riequilibrio della modalità ferro-gomma per il trasporto delle merci, aumentando la capacità di trasferimento merci attraverso il miglioramento dell’efficienza degli interporti e azioni di rete, ma si creano anche problemi al territorio che il Protocollo 2016 aveva affrontato.

Nell’assemblea di presentazione della nuova concessione, tenuta in Comune di Verona il 10 luglio 2019, A22 ha garantito la volontà di collaborazione con il territorio veronese ed in particolare con ZAI affinché il nuovo interporto entri a far parte del sistema veronese e non ne sia un diretto concorrente. Finora non risulta un atto che vada in quella direzione, anzi, è stato vero l’esatto contrario.

E’ più che necessario che il Presidente della Provincia – proprietaria del 33,33% del Consorzio ZAI – oltre che vicepresidente di A/22, si faccia carico della problematica e stimoli anche il Sindaco di Verona che ha recentemente nominato un proprio membro in A4.

Le premesse non sono state finora favorevoli, ma auspichiamo un sussulto a difesa degli interessi del territorio veronese.

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