Interrogazione sul filobus e risposta del Ministro

Ho presentato un’interrogazione al Ministro Giovannini sul filobus di Verona per capire lo stato dell’arte. Temo che Verona stia perdendo il finanziamento statale a causa dell’insipienza di chi ci governa. Da anni gira a vuoto senza alcun risultato.

Di seguito il testo dell’interrogazione e la risposta del Ministro.

INTERROGAZIONE

Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili.

Premesso che:

  • la Giunta comunale di Verona con deliberazione n. 341 del 29 settembre 2008 ha approvato il progetto preliminare del sistema di trasporto pubblico di tipo filoviario per la città di Verona per un costo totale di 143.053.040 euro, oltre IVA di 15.735.843 euro, per un totale di 158.788.874 euro;
  • il CIPE con delibera n. 28/2009 ha approvato la sostituzione dell’originaria “tranvia S. Michele-stazione FS-stadio” a Verona con un “nuovo sistema filoviario”. Con una successiva delibera n. 90/2011 ha confermato il contributo assegnato, richiedendo un nuovo accordo procedimentale da sottoscrivere tra il Ministero, il Comune e il soggetto attuatore dell’intervento (Azienda mobilità e trasporti S.p.A., AMT), indicando il 30 aprile 2011 quale termine per l’aggiudicazione provvisoria dei lavori;
  • il 18 settembre 2014, AMT e l’associazione temporanea di imprese hanno sottoscritto l’atto integrativo e modificativo n. 1 del contratto di appalto per il progetto esecutivo, lavori e fornitura veicoli;
  • con delibera di Giunta n. 73/2018, il Comune di Verona ha approvato un nuovo accordo procedimentale, da sottoscrivere con il Ministero, con la data del 31 gennaio 2022 quale apertura all’esercizio e termine ultimo per la messa in servizio dell’impianto;
  • il CIPE, con delibera del 26 aprile 2018, approvava la realizzazione dell’intervento del Comune rimodulato con un costo ammissibile di 142.752.134,22 euro e il relativo contributo statale rideterminato in 85.651.280,53 euro, in cui, prendendo atto dell’aggiornamento, si confermava la data del 31 gennaio 2022 e si chiedeva al Ministero di vigilare;
  • il 5 ottobre 2020 AMT ha inviato all’associazione temporanea di imprese la risoluzione unilaterale del contratto di appalto per il progetto esecutivo, lavori e fornitura veicoli (contratto del 5 settembre 2012 e relativi atti integrativi e modificativi n. 1 del 18 settembre 2014, e n. 2 dell’8 agosto 2018). Il 9 novembre 2020 AMT avrebbe presentato al Ministero un’ulteriore variante al progetto con modifiche di percorso e possibili veicoli senza fili (di dimensioni maggiori), prospettando un nuovo bando entro fine 2021, inizio lavori a gennaio 2023 e fine lavori aprile 2026. Sembra che il 4 gennaio 2021 AMT abbia sottoscritto, contrariamente alla precedente rescissione unilaterale del contratto, un accordo transattivo con le imprese per chiudere i cantieri ancora aperti entro il 14 maggio 2021;
  • il 14 gennaio 2021 in Consiglio comunale, il sindaco di Verona, rispondendo alle interrogazioni dei consiglieri, confermava la ripartenza del progetto filobus,

 

si chiede di sapere:

  • se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quale sia lo stato attuale dei lavori e quali siano gli effettivi tempi di esecuzione;
  • se le criticità emerse sull’opera “nuovo sistema filoviario rimodulato” e riportate anche dalla stampa locale siano state comunicate al sistema di monitoraggio degli investimenti pubblici (MIP) del CIPE;
  • se il nuovo progetto di variante, che pare essere stato presentato, sia compatibile con le precedenti decisioni prese da Ministero e CIPE e non risulti in contrasto con l’ipotizzata variazione del mezzo;
  • se risulti legittima la variante della filovia sotto gli aspetti amministrativi, tecnici ed economici, sulla base delle normative in materia di lavori pubblici;

se i maggiori costi che risulterebbero nella nuova variante possano essere finanziati per il 60 per cento da Ministero e CIPE, come pare richiedere AMT;

se il presunto accordo transattivo tra AMT e associazione di imprese del 4 gennaio 2021 sia legalmente ammissibile e a chi faranno carico gli eventuali oneri diretti e indiretti sostenuti dalla pubblica amministrazione relativi a spese legali, costi del personale, incarichi di esperti tecnici esterni, costi di lavori già eseguiti e forniture di materiale probabilmente non più funzionale dopo il possibile cambio di filoveicolo;

se non si ritenga opportuna un’ispezione dei tecnici ministeriali al fine di verificare se siano state attuate tutte le azioni necessarie per una tempestiva realizzazione dell’opera;

se non si ritenga opportuno nominare un commissario ad acta con pieni poteri per la realizzazione in tempi certi del progetto filovia della città di Verona.

 

Risposta interrogazione sul filobus

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