Sospensione dei versamenti fiscali e contributivi

Il Governo ha introdotto una serie di norme che prevedono uno stanziamento complessivo di 2,4 miliardi di euro, con l’effetto di sospendere tributi e contributi per complessivi 10,7 miliardi di euro.

Viene stabilito il differimento delle scadenze e la sospensione dei versamenti fiscali e contributivi (per tutte le imprese di piccola dimensione e senza limiti di fatturato per le imprese operanti nei settori più colpiti); della riscossione e invio delle cartelle esattoriali; degli atti di accertamento e dei pagamenti dovuti per i diversi provvedimenti di sanatoria fiscale.

Inoltre, il decreto prevede un credito di imposta per il proprietario di locali commerciali che rinuncia a parte dell’affitto del mese di marzo. Sempre in ambito fiscale è stato incentivato, mediante l’estensione delle detrazioni/deduzioni, il contributo del settore privato al finanziamento del contrasto dell’epidemia e delle cure sanitarie.

  • Sospensione, senza limiti di fatturato, per settori più colpiti – Per gli operatori dei settori più colpiti dalla crisi vengono sospesi i versamenti di contributi e ritenute per lavoratori dipendenti di marzo ed aprile. I settori interessati sono: turistico-alberghiero, termale, trasporti passeggeri, ristorazione e bar, cultura (cinema, teatri), sport, istruzione, parchi divertimento, eventi (fiere/convegni), sale giochi e centri scommesse.
  • Sospensione per contribuenti con fatturato fino a 2 milioni di euro – Versamenti IVA, ritenute e contributi di marzo. In aggiunta, per i contribuenti delle 4 province più colpite (Piacenza, Lodi, Cremona, Bergamo) sospensione dell’IVA a prescindere dal fatturato.
  • Differimento scadenze – Per gli operatori economici ai quali non si applica la sospensione, il termine per i versamenti dovuti al 16 marzo viene posticipato al 20 marzo.
  • Viene sospeso il pagamento del canone di concessione e del prelievo erariale dei centri scommesse.
  • Disapplicazione della ritenuta d’acconto per professionisti senza dipendenti sulle fatture di marzo ed aprile.
  • Sanificazione: viene introdotto un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute per la sanificazione dei luoghi di lavoro, con un tetto al beneficio di 20 mila euro.
  • Incentivi ai lavoratori: 100 euro in più in busta paga per i lavoratori che a marzo svolgono la prestazione sul luogo di lavoro (quindi non in smart working), in proporzione ai giorni lavorati. Spetta ai lavoratori con reddito fino a 40 mila euro.
  • Sospensione dei termini per le attività di Agenzia entrate;
  • Sospensione dei termini per la riscossione di cartelle esattoriali, per saldo e stralcio e per rottamazione-ter, sospensione dell’invio nuove cartelle e sospensione degli atti esecutivi.
  • Donazioni COVID-19 – la deducibilità delle donazioni effettuate dalle imprese ai sensi dell’articolo 27 L. 133/99, che disciplina le disposizioni in favore delle popolazioni colpite da calamità pubbliche, viene estesa; inoltre viene introdotta una detrazione per le donazioni delle persone fisiche fino a un beneficio massimo di 30.000 euro.
    La Protezione Civile è autorizzata ad aprire appositi conti correnti destinati a raccogliere le donazioni liberali per l’emergenza COVID-19.
  • Affitti commerciali – A negozi e botteghe viene riconosciuto un credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione del mese di marzo.
  • Vengono sospesi i termini del processo tributario.
  • Slitta dal 7 al 31 marzo il termine entro il quale i sostituti di imposta devono trasmettere la certificazione unica
  • Si sposta dal 28 al 31 marzo 2020 la scadenza entro cui gli enti terzi (fra cui banche, assicurazioni, enti previdenziali e amministratori di condominio) devono inviare i dati utili per la dichiarazione dei redditi precompilata.
  • Prorogato al 5 maggio 2020 il giorno in cui la dichiarazione precompilata sarà disponibile per i contribuenti sul portale dell’Agenzia delle Entrate.
  • Spostata dal 23 luglio al 30 settembre 2020 la scadenza per l’invio del 730 precompilato.

 

“Cura Italia”. Sostegno ai lavoratori e garanzia dei redditi

Nessuno perderà il proprio posto di lavoro a causa dell’epidemia. Con uno stanziamento di 10,2 miliardi di euro viene garantita la tenuta dell’occupazione e dei redditi, potenziando l’intero impianto degli ammortizzatori sociali (cassa integrazione e fondo di integrazione salariale) per l’intero territorio nazionale e per tutti i settori produttivi, incluse le attività con meno di 5 dipendenti.

Analoga attenzione è rivolta a quelle condizioni lavorative che per la loro natura autonoma o atipica non hanno generalmente accesso ai principali ammortizzatori sociali.

A tal fine si è intervenuti per assicurare un sostegno al reddito per i lavoratori non coperti dalla Cassa integrazione in deroga, come gli stagionali, inclusi quelli del settore del turismo, gli autonomi, tra cui i lavoratori del settore dello spettacolo, i lavoratori a tempo determinato.

  • Con uno stanziamento complessivo di 4 miliardi di euro, la Cassa integrazione in deroga viene estesa per l’intero territorio nazionale, per tutti i dipendenti, di tutti i settori produttivi. I datori di lavoro, anche le aziende con meno di 5 dipendenti, che sospendono o riducono l’attività a seguito dell’emergenza epidemiologica possono ricorrere alla cassa integrazione guadagni in deroga con la nuova causale “Covid-19” per la durata massima di 9 settimane. Tale possibilità viene estesa anche alle imprese che già beneficiano della Cassa integrazione straordinaria.
  • Nel Fondo Integrazione Salariale che normalmente copre le aziende da 5 a 50 dipendenti si potrà prendere l’assegno ordinario in deroga tra i 5 e i 15 dipendenti con l’introduzione di una deroga al limite di tiraggio.
  • Indennizzo di 600 euro per i lavoratori autonomi e le partite IVA. L’indennizzo va ad una platea di quasi 5 milioni di persone: professionisti non iscritti agli ordini, co.co.co. in gestione separata, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri, stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori del settore spettacolo, lavoratori agricoli.
  • Viene istituito un fondo ad hoc, il ‘Fondo per il reddito di ultima istanza’, da 300 milioni di euro per il sostegno a professionisti ordinisti e altri esclusi dall’indennizzo di 600 euro, per un totale di 500.000 persone. L’indennità di 600 euro è riconosciuta ai collaboratori sportivi, con uno stanziamento di 50 milioni di euro a copertura di una platea di circa 83.000 persone.
  • Vengono sospese le procedure di licenziamento avviate dopo il 23 febbraio 2020 per i due mesi successivi alla data di entrata in vigore del decreto. In questo periodo, il datore di lavoro, indipendentemente dal contratto, non può recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo, fra cui il licenziamento per motivi economici.
  • Incentivi e contributi per la sanificazione e sicurezza sul lavoro – Per le imprese vengono introdotti incentivi per gli interventi di sanificazione e di aumento della sicurezza sul lavoro, attraverso la concessione di un credito d’imposta, nonché contributi attraverso la costituzione di un fondo INAIL; contributi sono previsti anche per gli enti locali attraverso uno specifico fondo.
  • Incentivi ai lavoratori – Ai lavoratori con reddito annuo lordo fino a 40.000 euro che nel mese di marzo svolgono la propria prestazione sul luogo di lavoro (non in smart working) viene riconosciuto un incentivo di 100 euro (in proporzione ai giorni lavorati).
  • Viene previsto l’utilizzo degli operatori impiegati in servizi socio-assistenziali dei Comuni.
  • Disposizioni a sostegno dei genitori lavoratori, a seguito della sospensione del servizio scolastico: con uno stanziamento di circa 1,3 miliardi vengono previsti il congedo parentale per 15 giorni aggiuntivi al 50% del trattamento retributivo o, in alternativa, voucher da 600 euro (aumentato a 1.000 euro per sanitari pubblici e polizia) e il voucher per gli autonomi.
  • Incremento, in caso di handicap grave, fino a 12 giorni del permesso retribuito per i fruitori della legge 104.
  • Per i dipendenti della Pubblica Amministrazione vengono messe a disposizione le dotazioni informatiche (computer portatili e tablet) necessarie per consentire lo svolgimento del lavoro agile. Per il settore pubblico e per quello privato è stabilito che il periodo di malattia o quarantena o in permanenza domiciliare fiduciaria sia equiparato alla malattia.

 

“Cura Italia”. Liquidità delle famiglie e delle imprese

In una fase di contrazione economica come quella a cui il Paese va incontro è vitale ogni sforzo per evitare che gli effetti sull’economia reale si trasferiscano al settore del credito.

Tanto le famiglie quanto le imprese rischiano di vedere significativamente erose le proprie entrate e ciò pregiudica la loro capacità di far fronte ad impegni finanziari pregressi e potrebbe rendere anche difficoltoso l’accesso al credito.

Il Governo, per scongiurare con forza questa eventualità, ha destinato 5 miliardi, con un effetto volano per circa 350 miliardi, per assicurare la necessaria liquidità alle famiglie e alle imprese.

L’intervento del Governo sul fronte della liquidità si articola su quattro strumenti principali ed alcune misure di dettaglio.

  • Moratoria sui prestiti. Le micro (le cc.dd. partite IVA), piccole e medie imprese (PMI), i professionisti e le ditte individuali beneficiano di una moratoria su un volume complessivo di prestiti stimato in circa 220 miliardi di euro. Vengono congelate fino al 30 settembre linee di credito in conto corrente, finanziamenti per anticipi su titoli di credito, scadenze di prestiti a breve e rate di prestiti e canoni in scadenza.
  • Potenziamento per 1,5 miliardi del Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, anche per la rinegoziazione dei prestiti esistenti. Sommando i finanziamenti in essere e quelli nuovi, l’obiettivo è consentire garanzie per oltre 100 miliardi complessivi di finanziamento alle imprese da parte del Fondo Centrale di Garanzia. Le modifiche principali riguardano:
    • la gratuità della garanzia del Fondo, con la sospensione dell’obbligo di versamento delle previste commissioni per l’accesso al Fondo stesso;
    • l’ammissibilità alla garanzia di operazioni di rinegoziazione del debito;
    • l’allungamento automatico della garanzia in caso di moratoria o sospensione del finanziamento per l’emergenza coronavirus;
    • la previsione, per le operazioni di importo fino a 100.000 euro, di procedure di valutazione per l’accesso al Fondo ristrette ai soli profili economico-finanziari al fine di ammettere alla garanzia anche imprese che registrano tensioni col sistema finanziario in ragione della crisi connessa all’epidemia;
    • estensione del limite per la concessione della garanzia da 2,5 milioni a 5 milioni di finanziamento;
    • estensione a soggetti privati della facoltà di contribuire a incrementare la dotazione del Fondo PMI (oggi riconosciuta a banche, Regioni e altri enti e organismi pubblici, con l’intervento di Cdp e di Sace);
    • facilitazione per l’erogazione di garanzie per finanziamenti a lavoratori autonomi, liberi professionisti e imprenditori individuali;
    • estensione dell’impiego delle risorse del Fondo.
  • Garanzia dello Stato a favore di CDP per fornire provvista alle banche che finanziano imprese medio grandi che non beneficiano del Fondo PMI. Garanzia di 500 milioni con un moltiplicatore di 20, quindi si stima fino a 10 miliardi di nuova finanza.
  • Incentivo alle imprese bancarie e industriali a cedere i loro crediti incagliati o deteriorati mediante la conversione delle loro Attività Fiscali Differite in Crediti di imposta. L’intervento libera nuove risorse liquide per le imprese e consente alle banche di dare nuovo credito, consentendo nuova finanza bancaria per le imprese fino a 10 miliardi.

Fra le altre misure:

  • rafforzamento dei Confidi per le microimprese, attraverso misure di semplificazione.
  • Viene esteso, anche ai lavoratori autonomi, il fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa, aggiungendo una nuova causale a supporto della richiesta di sospensione ed eliminando la condizione legata al reddito Isee. Si tratta del Fondo Gasparrini che prevede la possibilità, per i titolari di un mutuo contratto per l’acquisto della prima casa, di beneficiare della sospensione del pagamento delle rate al verificarsi di situazioni di temporanea difficoltà.
  • Immediata entrata in vigore del “volatility adjustment” per le assicurazioni. Viene introdotto un contributo statale del 50% della quota interessi.
  • Viene introdotta una norma che proroga i termini e introduce la possibilità di riparto parziale di indennizzo per i risparmiatori attingendo al FIR, il fondo previsto per gli indennizzi ai risparmiatori rimasti coinvolti.
  • Sospensione dei rimborsi in scadenza nel 2020 dei finanziamenti SIMEST.
  • È prevista una garanzia di SACE a Regioni e Protezione civile per agevolare il reperimento di forniture essenziali sui mercati esteri.

 

“Cura Italia”. Le domande più frequenti

Sarà possibile distribuire e impiegare anche mascherine prive del marchio CE?

Data la situazione emergenziale e la grave carenza di mascherine chirurgiche, limitatamente al periodo dell’emergenza, sarà possibile produrre, importare e commercializzare mascherine in deroga alle disposizioni, previa autocertificazione di conformità alla normativa sugli standard di sicurezza da inviare a ISS e INAIL.
L’Istituto Superiore di Sanità dovrà comunque pronunciarsi sulla conformità entro 3 giorni dall’invio dell’autocertificazione.

L’indennità prevista per i professionisti non dipendenti, ma in regime di libera attività regolata da partita IVA, è prevista solo per quelli non iscritti a un ordine professionale?

I professionisti in regime di libera attività rientrano nelle disposizioni dell’art.44 del decreto, che istituisce il ‘Fondo per il reddito di ultima istanza’. Sono allo studio con le casse professionali i criteri di accesso e le modalità di erogazione del beneficio.

Con quali modalità viene erogata l’indennità per i professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa?

I beneficiari dovranno presentare domanda presso le casse professionali di appartenenza.

Gli agenti di commercio che oltre all’iscrizione alle gestioni speciali Ago hanno l’obbligo di essere iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria come l’Enasarco, hanno diritto all’indennità di 600 euro?

Gli agenti di commercio sono esclusi dalla platea dei destinatari dell’articolo 28, che riguarda solo coloro che non siano iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, ma rientrano, con tutti gli altri soggetti iscritti alle casse, nelle previsioni dell’articolo 44 che istituisce un Fondo per il reddito di ultima istanza al fine di garantire misure di sostegno al reddito sia per i lavoratori dipendenti che per quelli autonomi.

Chi può accedere al Fondo PMI?

Al Fondo PMI possono accedere le ditte individuali e tutti i professionisti iscritti ad albi o elenchi (tenuti dal MiSE). L’artigiano, l’idraulico o il titolare del bar già sono ricompresi fra queste categorie e quindi possono accedere al Fondo. Per microcredito e “importo ridotto” (fino a 20.000 incrementabili) il Fondo ammette già alla garanzia senza valutazione e all’80%.

Tra i versamenti sospesi e prorogati al 31 maggio sono inclusi anche quelli a carico del datore di lavoro che sospende il versamento della retribuzione?

Sono sospesi fino al 30 aprile 2020 – in favore dei soggetti operanti nei settori maggiormente colpiti dall’emergenza in atto – i versamenti delle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, nonché gli adempimenti e i versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria. Con specifico riferimento alle ritenute fiscali, tale disposizione non può trovare applicazione nel caso in cui il datore di lavoro non corrisponda le retribuzioni, in quanto non opera le ritenute oggetto di sospensione.

Quali tutele si prevedono per i dipendenti a tempo che scadono in questo periodo? Finiscono nel fondo di ultima istanza?

Allo stato il fondo previsto è rivolto ad una platea sufficientemente onnicomprensiva da comprendere anche questi soggetti, ove fossero esclusi da qualunque altra forma di tutela.

Il provvedimento contiene strumenti di tutela per babysitter, badanti e collaboratori/trici familiari?

La situazione di colf e badanti è attualmente in considerazione, in vista di un loro inserimento tra i beneficiari del Fondo residuale previsto.

L’estensione della durata dei permessi retribuiti trova applicazione anche nei confronti dei dipendenti che usufruiscono già dei permessi mensili retribuiti riconosciuti dalla legge 104?

Sì, ulteriori chiarimenti saranno forniti attraverso apposita circolare INPS di prossima emanazione.

L’equiparazione del periodo trascorso in quarantena o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva alla malattia ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento, e non computabile ai fini del periodo di comporto, trova applicazione anche nei confronti dei dipendenti pubblici?

Nel decreto è prevista l’applicazione ai soli lavoratori del settore privato, in quanto nel DL del 9 marzo 2020 è presente una norma equivalente che si applica ai lavoratori del settore pubblico.

Come verrà impiegato il Fondo di ultima istanza e, in particolare, a quanto ammonterà la misura per ogni persona?

Prevede l’assegnazione di 600 euro a testa. Le platee dei destinatari verranno decise a giorni con un provvedimento di prossima emissione.

Sui sussidi alle partite IVA, chi ha una cartella esattoriale può accedervi? E per la Naspi?

Per le partite IVA non è prevista l’indennità della NASPI, per loro sono previsti i 600 euro di beneficio per il mese di marzo. Beneficiano inoltre del blocco di esazioni dell’Agenzia entrate come tutti gli altri.

Nell’ipotesi di proroga della chiusura delle scuole e delle attività, cosa si intende fare per estendere le misure per la childcare e, in particolare, quelle rivolte ai lavoratori autonomi?

Il voucher babysitter vale anche per gli autonomi. In caso di proroga di chiusura delle attività potrà essere rinnovato.

 In cosa consistono le misure di moratoria in sostegno alle PMI?

Le misure, per sostenere le attività imprenditoriali danneggiate dall’epidemia di COVID-19, hanno per oggetto:

  • La possibilità di utilizzare la parte non utilizzata delle aperture a revoca e dei prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o quelli alla data del 17 marzo, se superiori. Gli importi accordati dalla banca o dall’intermediario finanziario non possono essere revocati, neanche in parte fino al 30 settembre 2020 incluso;
  • La proroga alle medesime condizioni fino al 30 settembre 2020 dei prestiti non rateali con scadenza prima del 30 settembre 2020;
  • La sospensione fino al 30 settembre 2020 del pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020, per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie. È facoltà dell’impresa chiedere la sospensione dell’intera rata o dell’intero canone o solo della quota capitale.

A chi va presentata la comunicazione?

Tutte le banche, intermediari finanziari vigilati e altri soggetti abilitati alla concessione del credito in Italia devono accettare le comunicazioni di moratoria, se ovviamente le stesse comunicazioni rispettano i requisiti previsti dal Decreto legge “Cura Italia”.

 Quali sono le imprese e i soggetti che possono chiedere le moratorie?

Le micro, piccole e medie imprese (PMI), operanti in Italia, appartenenti a tutti i settori. Secondo la definizione della Commissione europea, sono PMI le imprese con meno di 250 dipendenti e con fatturato inferiore a 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro. Come già anticipato il 17 marzo scorso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sono ricomprese tra le imprese anche i lavoratori autonomi titolari di partita IVA.

Per quali soggetti vengono sospesi i mutui?

Ai sensi dell’art 56, la moratoria si applica alle microimprese e PMI aventi sede in Italia come definite dalle pertinente raccomandazione europea. Può pertanto accedere alla moratoria anche chi svolge un’attività economica in modo autonomo, quindi chiunque svolge attività economica e ha una partita IVA.
Ai sensi dell’art 54, i benefici del fondo Gasparrini, che consente ai titolari di un mutuo contratto per l’acquisto della prima casa di beneficiare della sospensione del pagamento delle rate fino a 18 mesi, al verificarsi di specifiche situazioni di temporanea difficoltà (quali tra l’altro la perdita del lavoro ovvero la cassa integrazione), vengono estesi anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che autocertifichino un calo apprezzabile (superiore al 33 per cento) del fatturato. Il Decreto ministeriale di attuazione è in corso di emanazione.

Il beneficio si applica anche ai lavoratori autonomi e per i professionisti con partita IVA.

La normativa prevede, inoltre, l’assenza di nuovi e maggiori oneri per entrambe le parti, le imprese e le banche.

La sospensione di rate e finanziamenti riguarda anche il credito al consumo?

No, non si applica al credito al consumo.

A chi è applicabile il “Credito d’imposta per botteghe e negozi”?

Il decreto prevede un credito d’imposta, a favore dei soggetti esercenti attività di impresa, pari al 60% delle spese sostenute a marzo 2020 per canoni di locazione purché relativi ad immobili rientranti nella categoria catastale C/1.
Per poter beneficiare del credito d’imposta il locatario deve quindi:

  • essere titolare di un’attività economica, di vendita di beni e servizi al pubblico, oggetto di sospensione in quanto non rientrante tra quelle identificate come essenziali;
  • essere intestatario di un contratto di locazione di immobile rientrante nella categoria catastale C/1.

In questo modo agli esercenti di attività di vendita al dettaglio, soprattutto di ridotte dimensioni, che hanno dovuto sospendere l’attività, viene riconosciuto un parziale ristoro dei costi sostenuti per la locazione dell’immobile adibito all’attività al dettaglio e attualmente inutilizzato. Sono escluse le attività non soggette agli obblighi di chiusura, in quanto identificate come essenziali (tra le quali, farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari di prima necessità).

L’importo può essere utilizzato a partire dal 25 marzo 2020 in compensazione, utilizzando il Modello di pagamento F24, da presentare esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Il “Credito d’imposta per botteghe e negozi” è da intendersi applicabile anche ai contratti di affitto di ramo d’azienda e ad altre forme contrattuali che regolino i rapporti tra locatario e proprietario per gli immobili ad uso commerciale?

La misura in esame si applica ai contratti di locazione di negozi e botteghe, rimanendo esclusi i contratti aventi ad oggetto, oltre alla mera disponibilità dell’immobile, anche altri beni e servizi, quali i contratti di affitto di ramo d’azienda o altre forme contrattuali che regolino i rapporti tra locatario e proprietario per gli immobili ad uso commerciali.

Tra i versamenti sospesi e prorogati al 31 maggio sono inclusi anche quelli a carico del datore di lavoro che sospende il versamento della retribuzione?

Sono sospesi fino al 30 aprile 2020 – in favore dei soggetti operanti nei settori maggiormente colpiti dall’emergenza in atto – i versamenti delle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, nonché gli adempimenti e i versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria. Viene previsto che il versamento delle somme oggetto di sospensione sia effettuato in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o in 5 rate mensili di pari importo a partire dal 31 maggio 2020. Ciò premesso, con specifico riferimento alle ritenute fiscali, tale disposizione non può trovare applicazione nel caso in cui il datore di lavoro non corrisponda le retribuzioni in quanto non opera le ritenute oggetto di sospensione.

Quali aiuti dagli Enti locali?

A causa di un virus che non conosciamo e che stiamo cercando di arginare, anche con provvedimenti dolorosi che incidono sui nostri stili di vita, chiedersi cosa è opportuno fare per evitare che al danno sanitario si aggiunga anche quello economico è più che doveroso.

Il Governo metterà in campo una molteplicità di scelte perché è ormai chiaro che nei prossimi mesi ci sarà una caduta sostanziale del prodotto interno lordo, ovvero della ricchezza prodotta dal Paese. Ciò avverrà a prescindere dalle misure economiche che saranno decise in queste ore. Si, perché esse mirano a sostenere la redditività delle famiglie e delle imprese, entrambe ferme a causa del virus.

Serviranno corpose misure a favore dello sviluppo e della crescita, ma fino a quando non si fermerà il contagio è verosimile che non prenderanno forma

A questo punto, quindi, mi chiedo cosa è possibile fare anche in sede locale e lo faccio valutando i prossimi provvedimenti del Governo. Una rilevante parte delle risorse a disposizione, circa 20 miliardi di euro, finanzieranno la cassa integrazione ed il fondo per l’integrazione salariale che coinvolgeranno tutti i settori produttivi, tutte le aziende, anche le più piccole e tutti i lavoratori, anche quelli che non avrebbero diritto alla cassa, ovvero gli stagionali, gli autonomi ed i lavoratori a tempo determinato.

Ed ancora, saranno sospesi i mutui per la prima casa nonché i rimborsi dei prestiti sia per i lavoratori che resteranno a casa perché contagiati o per il fermo delle aziende, sia per le imprese costrette a fermarsi. Saranno anche posticipati gli adempimenti fiscali.

Ebbene, se questo è lo sforzo che sta facendo l’Italia, allo stesso modo va chiesto uno sforzo anche a tutte le Istituzioni, comprese quelle locali.

Alle Regioni, alle Province ed ai Comuni, famiglie e imprese pagano regolarmente tributi, rette per servizi o canoni per locazione di appartamenti o locali commerciali.

Ebbene, per quelle famiglie che riceveranno un sostegno al reddito attraverso la cassa interazione a seguito dei provvedimenti assunti dal Governo, è più che ragionevole disporre la sospensione dei pagamenti di quanto dovuto. Una sospensione che in futuro, parzialmente o totalmente, può essere considerata ristorata in ogni caso.

Altrettanto va fatto per le imprese. A quelle che dovranno stare ferme e che, quindi, subiranno una riduzione del fatturato, vanno allo stesso modo sospesi i termini di pagamento dei quanto dovuto a vario titolo agli Enti locali.

Ognuno faccia la sua parte. Come il Governo, anche Regione Veneto, Provincia e Comune di Verona possono dare una mano. Credo che sia giusto in questo momento che famiglie e imprese possano sentirsi tranquilli.

Aumentiamo il potere d’acquisto dei salari

In Senato stiamo affrontando la riduzione del cuneo fiscale.

Nel programma di governo – stilato a settembre scorso – l’avevano scritto in grassetto che è nostro dovere diminuire la tassazione sul lavoro ed alla prima occasione utile l’abbiamo avviato.

In dicembre, infatti, con la Legge di Bilancio abbiamo istituito il Fondo per la riduzione del carico fiscale sui lavoratori dipendenti con una dotazione pari a 3 miliardi di euro per quest’anno e a 5 miliardi di euro annui a decorrere dall’anno 2021 con lo scopo di finanziare gli interventi finalizzati alla riduzione del carico fiscale sulle persone fisiche.

Il cuneo fiscale è la differenza tra il costo del lavoro sostenuto dal datore di lavoro e la retribuzione netta percepita dal lavoratore. In pratica è la somma delle imposte sul reddito e dei contributi sociali che il datore di lavoro versa all’erario per ciascun lavoratore. Nel 2018 il costo del lavoro è aumentato di 0,2 punti percentuali rispetto all’anno precedente, interamente a causa delle imposte sul reddito.

Adesso stiamo approvando il Decreto che stabilisce a chi spetta e con quali modalità.

Sia il trattamento integrativo sia le detrazioni previste restituiranno potere d’acquisto alle retribuzioni dei lavoratori dipendenti pubblici e privati, in modo da rilanciare i consumi di individui e famiglie che da molti anni hanno visto salari stagnanti.

Il trattamento integrativo spetta soltanto se il reddito complessivo non è superiore a 28.000 euro ed è pari a 1.200 euro in ragione annua a decorrere dal 2021, mentre è pari a 600 euro per l’anno 2020. Il trattamento integrativo è rapportato al numero di giorni di lavoro e spetta per le prestazioni rese dal 1° luglio 2020 (da cui deriva un importo limitato a 600 euro per lo stesso anno 2020).

I sostituti d’imposta (il datore di lavoro) riconosceranno il trattamento integrativo ripartendolo fra le retribuzioni erogate a decorrere dal 1° luglio 2020 e verificano in sede di conguaglio la spettanza dello stesso.

Qualora dopo la verifica si rivela che l’integrazione non era spettante, i medesimi sostituti d’imposta provvedono al recupero del relativo importo.

Nel caso in cui il predetto importo superi 60 euro, il recupero è effettuato in quattro rate di pari ammontare a partire dalla retribuzione che sconta gli effetti del conguaglio.

Coronavirus, quali saranno gli effetti sull’economia italiana?

Tutti ipotizzano una pesante ripercussione sull’economia a causa del virus e, probabilmente, così sarà. Per capirlo, provo a valutare alcuni aspetti, nella consapevolezza che ogni riflessione va inquadrata, ahinoi, nella cornice di una debole crescita nell’area Euro.

Il primo. Rispetto alle forme virali del passato, il coronavirus sembra essere meno mortale, ma più contagioso, fatto che ha reso necessario “chiudere” sostanzialmente tutto quanto in movimento nelle zone interessate della Cina e adesso dell’Italia. Il fermo inflitto a tutte le attività produttive produrrà effetti negativi quantificabili in rapporto alla durata del blocco, al momento non ipotizzabile.

Secondo. Per quanto ci riguarda, dopo la crisi economica che ci ha coinvolto, la debolezza della crescita giocherà un ruolo negativo, nel senso che il virus inciderà sulla fiducia delle imprese minandone le aspettative dopo un certo periodo di difficoltà. Ripartire in questa condizione sarà, quindi, più difficile ed anche qui, nonostante la buona volontà e la resistenza degli imprenditori, varrà la durata del fermo e la sconfitta del virus in tempi brevi.

Terzo. Il brusco rallentamento dell’economia cinese produrrà sia il calo della domanda di beni e servizi interno, che nei momenti di crescita tirava parecchio sia le minori forniture di prodotti semilavorati cinesi verso il resto del mondo, quindi, anche in Italia. Ovviamente, oltre al colpo sull’export verso la Cina, se importiamo meno, meno produciamo. Nel nostro Paese, inoltre, in misura prevalente peserà l’ovvia riduzione dell’export verso il mondo da parte delle aziende delle aree interessate dal virus con due effetti conseguenti: minor reddito per le imprese italiane (e della filiera) ed il possibile spostamento dell’approvvigionamento estero a favore di altri partner nel mondo (un rischio non momentaneo, ma prevedibilmente strutturale). Il secondo fattore inciderebbe ben oltre la fase emergenziale.

Quarto. Un elemento di pericolo potrebbe derivare dai mercati attraverso le cosiddette “bolle speculative”, con i prezzi che verrebbero gonfiati ad arte o, peggio ancora, la revisione degli investimenti a scapito dei Paesi considerati più a rischio, compreso il nostro.

Non è la prima volta che i mercati reagiscono seguendo canali impropri. Lo stiamo vedendo in questi giorni: lo spread aumenta e questo costa denaro per pagare gli interessi.

Quinto. Il turismo. Il calo è nelle cose. La gente ha paura ed il rischio che quest’anno l’Italia non sarà meta dei milioni di visitatori che annualmente ci beneficiano dei loro investimenti, è molto alto. Di fatto, dal blocco della produzione nelle zone interessate si passerebbe a ripercussioni ben più amplificate sull’importantissimo comparto turistico italiano e, a cascata, sull’economia a corollario.

Da ultimo, il fatto che lo stop coinvolga le aree più dinamiche e produttive del Paese. Un fermo prolungato potrebbe ripercuotersi sulla competitività delle imprese lì localizzate e condizionarne lo sviluppo in futuro.

Cosa fare? Oltre l’immediato supporto ai settori colpiti – interessati da provvedimenti sanitari ed economici –  serviranno senz’altro politiche economiche espansive in modo da incentivare la domanda. Per questa ragione, il Governo varerà un Decreto di sostegno all’economia per 3,6 miliardi di euro. Ma non è finita. Approfittando dei tassi di interesse molto bassi e degli interventi calmieranti della BCE, a questo punto occorre che l’UE escluda dai rigori del patto di stabilità tutti gli investimenti della specie, anche se effettuati con il ricorso al debito.

Ciò consentirà all’Italia di finanziare un programma serio a sostegno della ripresa economica.

Il lucido progetto di Renzi

Riflettendoci e valutando tutti gli scenari, la strategia che Matteo Renzi sta perseguendo può risultare prevedibile. Alcuni elementi presenti nel complesso quadro politico esistente consentirebbero soluzioni a lui favorevoli, in prospettiva.

Innanzitutto, il fatto che è difficile – per un certo periodo – il voto anticipato. Per varie ragioni.

  1. I tempi ed alcuni provvedimenti tecnici e la legge elettorale inidonea non lo consentirebbero. Mentre i primi si potrebbero risolvere a giugno inoltrato, per la legge elettorale i tempi non sono chiari, ma basterebbe arrivare al mese di settembre per incrociare la sessione di bilancio e, quindi, uno scenario particolare che già l’anno scorso ha motivato gli accadimenti che hanno portato al nuovo Governo.
  2. La ferma contrarietà dei partner europei e dei mercati internazionali per timore che possa vincere il polo sovranista.
  3. Italia Viva non sarebbe pronta, anzi rischierebbe la sparizione se si votasse con il modello elettorale attuale e dopo la prossima riduzione dei parlamentari.
  4. M5S non potrebbe permetterselo a causa del forte calo dei consensi che, dopo la riduzione dei seggi disponibili, significherebbe non poter condizionare alcunché.
  5. FI non ne ha nessuna intenzione, a causa della possibile erosione di consensi da parte di FdI e Lega in un confronto elettorale che polarizzerà l’attenzione sugli estremi.

Renzi scommette sulla possibilità di prosecuzione della legislatura come conseguenza  delle debolezze esistenti che motiveranno la contrarietà al voto di M5S e FI, in particolare e dai condizionamenti che arriverebbe sul PD (come già accaduto ad agosto).

C’è un altro elemento sul quale fa perno. Il PD sarebbe interessato a votare – perché è l’unico modo per fermare quel lucido disegno – ma l’esito presenterebbe due rischi: la sconfitta e la disgregazione del M5S che relegherebbe il PD ad essere l’unica forza all’opposizione con la conseguente fatica nel creare l’alternativa.

Ma allora, perché lo farebbe? Renzi scommette sì sulla prosecuzione della legislatura – gli serve come il pane e l’acqua – ma con un assetto diverso, perché è l’unico modo per poter sostenere/proseguire la sua strategia di rafforzamento.

Quali sarebbero i suoi obiettivi?

Innanzitutto, quello di scomporre il quadro che si sta delineando tra i partiti dell’area di governo e alternativi al sovranismo, in particolare il progetto perseguito strategicamente da Zingaretti e che vedrebbe in Conte un punto di coagulo anche in futuro.

In secondo luogo, deve incontrare le difficoltà presenti nel centrodestra – anche alimentate ad arte con le posizioni su plastic e sugar tax, prescrizione, intercettazioni, cancellazione reddito di cittadinanza, elezione diretta del premier – e deve creare ponti per i delusi di quell’area politica con lo scopo di attrarre nuove adesioni.

In questo modo determinerebbe nuove condizioni politiche in un futuro di natura proporzionale (difficile a breve un assetto elettorale diverso).

Quali sarebbero le sue necessità?

Non sostenere più l’attuale Governo e favorire la nascita di uno nuovo che non aiuti/favorisca/determini condizioni favorevoli a sostegno di possibili ipotesi di alleanze strutturali tra i partiti alternativi/diversi dal polo sovranista Meloni/Salvini.

Mal che vada, IV passa all’opposizione. Ma è difficile immaginare un governo sostenuto da pochi elementi “responsabili”, perché si determinerebbe un quadro fortemente instabile e quasi impossibile da gestire. Da qui, l’ennesima ragione a favore del tentativo di Renzi.

Se tutto quanto ho detto è vero, quali potrebbero essere le sue prossime mosse?

Per raggiungere i suoi scopi, Renzi farà leva sulle dette impossibilità per osare e far cadere il Governo.

Per questo, come si fa da sempre, presenta proposte di rilancio (bocconi indigesti), alcune delle quali, peraltro, fortemente irrealizzabili nell’attuale legislatura, come quella sull’elezione diretta del premier, di fatto possibile solo con una riforma costituzionale per la quale non ci sono assolutamente le condizioni.

Con un Governo diverso, probabilmente sostenuto dai gruppi di IV più numerosi in ragione di possibili nuovi arrivi provenienti dall’area moderata del centrodestra, la prospettiva di saldatura tra PD e M5S in funzione strategica subirebbe un indubitabile menomazione e l’elezione del Capo dello Stato non sarebbe più “interamente” ascrivibile alle intese tra PD e M5S (un altro degli obiettivi che Renzi deve cogliere).

Di conseguenza, nel quadro che si determinerà dopo il voto (quando sarà) con il sistema elettorale proporzionale, ovviamente nell’area alternativa al blocco sovranista, si manifesteranno scenari più favorevoli che Renzi mai più avrebbe potuto avere, né con e se prosegue con l’attuale maggioranza né nel centrosinistra.

Viene da pensare, e non credo di sbagliare, che questo disegno fosse chiaro anche nel mese di agosto 2019 e che è la ragione per la quale Renzi ha consentito la nascita del nuovo Governo, lo slittamento del voto e, quindi, la creazione del quadro attuale nel quale giocare le proprie carte.

Cosa è possibile fare?

L’unico modo per fermare quel disegno è votare alla prima occasione possibile nella consapevolezza, però, come ho scritto in precedenza, che si potrebbe anche perdere, che il M5S si ridimensionerebbe talmente da non essere più in grado di ripartire e che il PD si troverebbe sostanzialmente da solo a costruire l’alternativa.

L’unica consolazione sarebbe la sconfitta di Renzi (definitiva?) attraverso il suo significativo ridimensionamento.

Ne varrebbe la pena?

Salvini si difenda in Tribunale, quello è il luogo.

Il Senato ha concesso l’autorizzazione a procedere per Salvini che adesso dovrà affrontare il processo per gli atti che ha compiuto da Ministro dell’Interno in occasione del fermo nel porto di Augusta della nave militare italiana “Gregoretti” che nel luglio 2019 soccorse 116 persone nel Mediterraneo centrale, ma restò ferma per giorni per l’ordine imposto dal ministro.

A causa del divieto di sbarco le condizioni di migranti e dell’equipaggio peggiorarono.

Per questa ragione Salvini è indagato con l’accusa di sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio.

Il Senato ha deciso che il Tribunale dei ministri può andare avanti nelle sue indagini.

Finora ho votato su tante richieste di autorizzazioni a procedere ed anche ad arresti (deputati Galan e Genovese) ed ogni volta è un travaglio.

Non guardo mai chi è interessato, ma solo se ci sono le condizioni previste dalla legge ordinaria o, come nel caso Salvini, da una legge costituzionale del 1989 che all’art. 9 stabilisce che occorre valutare se il membro del Governo abbia agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell’esercizio della funzione di Governo.

Il caso della nave Gregoretti è molto simile al caso Diciotti, un’altra nave della marina militare che nell’agosto 2018 restò per giorni ferma con 144 migranti salvati. Anche in quell’occasione il Tribunale dei ministri chiese al Senato che, però, negò l’autorizzazione a procedere riconoscendo che gli atti furono assunti dal Governo nella sua collegialità ragion per cui erano sussistenti le condizioni del preminente interesse pubblico nell’esercizio della funzione di Governo.

In quell’occasione, i Ministri Di Maio e Toninelli agirono in quella direzione ed anche il Presidente Conte dichiarò che la decisione era stata del Governo.

In questo caso, invece, nessuno degli interessati, gli stessi, ha fatto altrettanto, anzi hanno apertamente dichiarato che quell’atto fu un passo solitario di Salvini. E lo stesso Salvini, intervenendo in ala, mai ha detto di averli coinvolti o di aver compiuto atti di carattere collegiale.

Ho votato Si all’autorizzazione, non per giudicare Salvini sui reati di cui è accusato, ma perché sono convinto che quel blocco non corrisponde assolutamente alla tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante e neanche al perseguimento di un preminente interesse pubblico.

La Gregoretti è una nave militare, quindi, suolo italiano, era già nel porto e trasportava naufraghi che le leggi e le convenzioni internazionali tutelano fino al porto sicuro più vicino.

Non rappresentavano, quindi, nessun pericolo per la nostra sicurezza ed erano tutti identificati.

La Guardia Costiera che ha in dotazione quella nave, inoltre, aveva rispettato tutte le leggi esistenti, pertanto, nell’occasione non era in essere alcun pericolo.

Se così è, e ne sono convinto, Salvini è colpevole di sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio? Per me no, non sono in grado di dire se è colpevole.
Sia il Tribunale dei Ministri a giudicare, io ho votato a favore solo perché i fatti siano accertati.

Null’altro!