La cefalea primaria cronica è malattia sociale

In Senato abbiamo approvato definitivamente il riconoscimento della cefalea primaria cronica come malattia sociale.
Ne soffrono in migliaia ed è, concretamente, una malattia invalidante.
Il riconoscimento avverrà per la cefalea primaria cronica accertata nel paziente da almeno un anno, mediante diagnosi effettuata da uno specialista del settore presso un centro accreditato per la diagnosi e la cura delle cefalee che ne attesti l’effetto invalidante, nelle seguenti forme:
a) emicrania cronica e ad alta frequenza;
b) cefalea cronica quotidiana con o senza uso eccessivo di farmaci analgesici;
c) cefalea a grappolo cronica;
d) emicrania parossistica cronica;
e) cefalea nevralgiforme unilaterale di breve durata con arrossamento oculare e lacrimazione; f) emicrania continua.

Adesso,  entro i prossimi sei mesi il Ministro della salute dovrà individuare progetti volti a sperimentare metodi innovativi di presa in carico delle persone affette da cefalea, nonché i criteri e le modalità per l’attuazione, da parte delle regioni, dei medesimi progetti.

La Legge alza l’attenzione su questo grave problema sanitario e sociale già seguito dal Sistema sanitario nazionale.

In concreto, rispetto alla normativa esistente che era datata al 1961, si da avvio all’individuazione e all’attuazione di progetti relativi alla sperimentazione di metodi innovativi di presa in carico dei soggetti interessati seguendo le migliori pratiche e sperimentazioni mediche esistenti nel mondo scientifico.

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