La crescita di Verona passa anche da Roma

Mag 10 2018
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Alcune importanti infrastrutture, materiali ed immateriali, che necessitano per lo sviluppo della realtà territoriale veronese sono di competenza governativa oppure possono essere favorite dal livello istituzionale nazionale.
Innanzitutto l’alta velocità – ed il connesso reimpiego dell’ex scalo merci di S. Lucia – per la quale a breve partiranno i cantieri sulla tratta Brescia – Verona, per i restanti Verona/Pescantina, il nodo di Verona e Verona – Padova la progettazione è a livello preliminare per i primi due e a livello definitivo per l’ultimo percorso.
Come non ricordare la sempre eterna variante alla SS 12 e gli interventi sulla SS 434 “Transpolesana”. La prima per risolvere definitivamente la strozzatura viabilistica che opprime Verona sud e la seconda per mettere in sicurezza l’importante arteria di collegamento con la pianura veronese e, se possibile, in prospettiva immaginare uno sviluppo stradale verso il capoluogo da Pozzo di S. Giovanni Lupatoto.
Verona, poi, sarà certamente interessata dal nuovo Piano nazionale degli aeroporti e della logistica di cui la nota del DEF in discussione in Parlamento in questi giorni che ne indica le prospettive. Aeroporto e logistica sono due occasioni imperdibili. Da sottolineare gli interventi che dovranno esserci sul Quadrante Europa da parte di RFI per attualizzare la parte scalo intermodale con binari corrispondenti alle esigenze di traffico merci attuale.
La concessione alla società concessionaria A/22 comprende anche un nuovo interporto a Isola della Scala. Per evitare un inutile confronto/scontro con il Quadrante Europa, sarebbe opportuna una mediazione degli interessi in campo.
La Fondazione Arena. Va posta la riflessione sulla ripartizione del FUS ed in ogni caso, i possibili interventi governativi per favorire l’esercizio delle attività lirico sinfoniche.
Il collegamento ferroviario dell’aeroporto Valerio Catullo con la stazione di Porta Nuova, i vari fondi per il finanziamento dell’ammodernamento degli edifici scolastici nonchè della tutela del territorio e i possibili spazi finanziari da concedere ai Comuni, completano le occasioni che a “Roma” devono essere affrontate per sostenere la crescita del nostro territorio.
Un quadro complesso ed intrecciato di interessi sui quali ritengo opportuno e, quindi, propongo, un momento di riflessione e confronto tra le varie forze politiche ed in particolare tra i parlamentari in carica. Un confronto condiviso che potrebbe essere favorito o, perché no, organizzato dal Comune capoluogo.
Spesso cose simili vengono etichettate con “gli stati generali”, ma quello che è certo è che Verona ha bisogno di un’occasione simile in modo da sfruttare al massimo le opportunità che pendono sul “tavolo romano”.

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