La decisione della liquidazione coatta amministrativa è semplicemente una scelta isterica di chi non sa più cosa fare

Apr 08 2016
(0) Comments
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus

Le trattative sono compromesse perché l’unica cosa che hanno saputo fare è stata quella di minacciare i lavoratori.

Mai una proposta decente, sempre offensivi. Cosa potevano aspettarsi da un atteggiamento così?

Un voto chiarissimo contro la dirigenza della Fondazione.
È loro responsabilità se dopo mesi di chiacchiere siamo al punto zero e, peggio ancora, con i lavoratori divisi tra loro.
Hanno prevalso la paura per il futuro e la sfiducia verso Girondini, Tartarotti e Consiglio di Indirizzo. Dovevano prenderne atto da tempo e lasciare il campo. Sono parte del problema, non potevano essere la soluzione.
Adesso? Se non ci sarà la stagione lirica è meglio che spariscano anche da Verona.
Il loro fallimento non può ricadere sulla città. Inaccettabile.
Anziché cessare le minacce e le inutili ritorsioni, avrebbero dovuto presentare finalmente un piano industriale e di risanamento che eliminasse i nodi veri. Scaricare tutto sui lavoratori è stato un atto pusillanime e se continuano così non ci sarà futuro per la lirica a Verona.
Tosi, Girondini e il Consiglio di Indirizzo, dopo aver portato la Fondazione in questo stato comatoso, con debiti e scarsa qualità, dopo oltre 100 anni di attività impediscono lo svolgimento della stagione lirica 2016.
Una perdita secca, economica e di immagine che dovrebbe motivare una class action proprio contro coloro che oggi hanno scaricato le loro responsabilità sui lavoratori e sui veronesi, entrambi incolpevoli.

Commenti

Related Posts