La (ex) Caserma Busignani non ci sarà più

Il progetto per trasformare la (ex) Caserma Busignani, storico edificio militare in Piazza Pozza a S. Zeno, in una cittadella degli uffici statali, è pronto.

Si realizza, così, il primo dei cinque impegni assunti con il Protocollo sottoscritto il 9 dicembre 2015 tra il Comune di Verona, il Demanio ed il Ministero della Difesa.

L’origine della svolta è il Decreto Sblocca Italia (Agosto 2014) e ne ho parlato da tempo. Qui, per leggere https://www.vincenzodarienzo.it/il-riutilizzo-di-caserme-sono-unoccasione-per-verona/.

Sono soddisfatto perché è partito il primo dei cinque progetti che ho sostenuto sin dal 2014, quando da relatore dell’art. 26 del Decreto Sblocca Italia nella Commissione Difesa della Camera, collaborato da tecnici del Comune di Verona, ho delineato la cornice legislativa che ha autorizzato gli accordi che hanno portato a questo primo risultato.

Dunque, il primo atto è stato fatto: la caserma Busignani è stata retrocessa da parte dell’Esercito Italiano al Demanio e questi ha pronto il progetto che, oltre a ristrutturare l’imponente immobile, prevede la collocazione di numeri uffici statali dislocati in giro e per i quali verranno risparmiati i canoni passivi a carico dello Stato.

Troveremo lì gli uffici del Ministero del Lavoro, della Giustizia e dell’Economia e delle Finanze. Una razionalizzazione di spazi e luoghi come mai vista prima a Verona che ridisegnerà la mappa dei servizi al cittadino e la nuova vivibilità del quartiere.

Il primo atto favorirà anche i prossimi scambi sui quali è stato raggiunto l’accordo e che coinvolgono altri immobili militari, ovvero le caserme Trainotti (Veronetta), Rossani (Cittadella), Pianell e Li Gobbi (Scalzi).

La caserma Trainotti, ex Distretto militare, sarà trasformata in residenze e concorrerà a riqualificare il quartiere di Veronetta, mentre la caserma Rossani, ex Presidio militare, ristrutturata dal Comune ospiterà la Polizia Locale oggi allocata nel vecchio monastero in Via del Pontiere.

L’Esercito Italiano recederà dalle tre caserme citate per allocare le proprie risorse militari presso le saserme Pianell e Li Gobbi, ove sorgerà, di fatto, la cittadella militare che comprenderà anche l’ex Ospedale militare.

Verona è uno dei pochi Comuni italiani che ha approfittato di quella norma ed è l’unico per numero di caserme in gioco.

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