La Lega ammazza il Parco della Lessinia

Il Parco Regionale della Lessinia, istituito nel 1990, si estende per oltre 10.000 ettari ed è vissuto da una varietà di presenze  naturalistiche, storiche e archeologiche di inestimabile valore.

L’istituzione del parco è servita per tutelare un territorio unico per il suo genere nel quale trovano rifugio cervi, caprioli, camosci alpini, marmotte, volpi, donnole, faine, lepri, scoiattoli e ghiri oltre a numerosi specie di avifauna selvatica come l’aquila reale, il falco pellegrino, il gallo cedrone, il fagiano di monte, la civetta capogrosso, il picchio nero e il merlo acquaiolo. Sono presenti, inoltre, anche l’istrice e il lupo.

Insomma, un’opportunità naturalistica di valore a pochi passi da casa nostra che riesce a coniugare la salvaguardia dei luoghi con la curiosità dei visitatori.

Ebbene, la notizia è che la Lega di Salvini vuole ridurre i confini del Parco portandolo da 10.333 a 8.211 ettari.

La rilevante parte tagliata sarebbe declassata ad area contigua e, pertanto, sarebbe possibile la caccia.

L’eliminazione delle tutele e dei vincoli previsti attualmente sarebbe funzionale ai cacciatori, ragione per la quale si vuole ridurre il parco.

Io aggiungerei anche la possibilità di insediare nuovo cemento, coltivazioni intensive ed ogni altro sfruttamento del territorio per fini di lucro.

Dopo 30 anni dalla sua istituzione, il parco vive il momento più delicato a causa di una certa mentalità sviluppista che assoggetta alla bramosia umana – quella di cacciare, pensate – ogni cosa.

Esattamente il contrario di quanto nel mondo sta avanzando, ovvero una nuova visione della natura da affrontare con rispetto per contrastare i cambiamenti climatici che tanti danni e sofferenze stanno portando con loro.

A cosa potremmo attribuire la proposta leghista? Alla prossima campagna elettorale per le elezioni regionali. Fare un favore ad una categoria, nel caso i cacciatori, porterebbe consenso.

La proposta danneggia in primis proprio i cacciatori e poi anche i Comuni che insistono nel Parco. Entrambi rischiano di osteggiare un sentire comune che sta avanzando e che viene stimolato soprattutto dai giovani.

Per avere un voto in più massacrano un Parco che è un gioiello dimostrando un cinismo tipico di politiche che non dovrebbero esistere.

Ma questa è la Lega.

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