La Legge di Bilancio ed i furbetti della propaganda

Dic 01 2019
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Nelle prossime newsletter affronterò i dettagli della Legge di Bilancio che sarà votata in Senato nei prossimi giorni.

Adesso, mi preme una riflessione sui comportamenti di alcuni membri della maggioranza relativamente ad alcune imposte e tasse inserite nella prima stesura del testo.

Lo faccio perché lo ritengo indicativo della serietà delle persone e del rispetto sia verso gli altri membri della maggioranza che non hanno fatto e detto le stesse cose sia verso le Istituzioni.

I fatti sono noti: la finanziaria è stata scritta in corsa – il Governo è in carica da metà settembre; entro lo stesso mese ha dovuto presentare all’UE la Nota di aggiornamento al DEF ed entro il 20 ottobre doveva presentarla in Parlamento (come funzione la sessione di bilancio https://www.vincenzodarienzo.it/il-ciclo-di-bilancio-come-funziona/)

In quei pochi giorni a disposizione non è stato facile coniugare due necessità: quella di non aumentare l’IVA, come il Governo precedente aveva deciso di fare dal primo gennaio 2020 e quella di trovare risorse per gli investimenti.

In soldoni, quindi, la manovra finanziaria viene costruita entro la metà di ottobre, ben prima di conoscere gli importanti saldi delle entrate fiscali che sono calcolati a fine novembre.

Qui sta il nodo delle vicende. Infatti, poiché le coperture delle spese previste dalla manovra devono essere di carattere strutturale, entro le date dette in precedenza o si riducono le spese o si aumentano le tasse. Non ci sono altre strade.

Per non ridurre le spese, il Governo ha introdotto alcune tassazioni, la plastic tax e la sugar tax, per reperire i soldi che servivano. Bastava vedere le entrate previste, poche centinaia di milioni, per capire che erano destinate ad essere ridimensionate appena conosciuti i saldi di fine novembre. E’ così è stato.

Ebbene, Di Maio e Renzi, conoscendo bene il funzionamento della macchina, poco dopo aver deciso insieme alla maggioranza di agire in quel modo, hanno cominciato a dire che erano contro quelle due tassazioni.

Perché? Semplice, sapevano le ragioni per le quali erano state inserite e, pertanto, una volta ritoccate avrebbero potuto dire che il merito era loro.

E così è stato. Puntualmente, si è realizzato questo inutile giochino propagandistico.

Ci vorrebbe maggiore serietà. Anche perché la credibilità conta molto di più della propaganda.

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