La legge di bilancio, variabile

Dic 08 2018
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Finalmente alla Camera dei Deputati hanno licenziato la legge di bilancio. Una norma che vale zero, perché al Senato dovrà essere radicalmente modificata.

Infatti, nel provvedimento votato non c’è nulla rispetto al nuovo accordo che il governo sta per raggiungere con la Commissione Europea e sempre che lo raggiunga (ma non avevano detto che non avrebbero MAI fatto accordi con l’UE?).

Piccolo passo indietro.

Ad ottobre il Governo ha presentato la sua prima legge di bilancio alla Camera prevedendo un rapporto deficit/PIL al 2,4% e, quindi, spese per circa 35 miliardi di euro per sostenere le promesse che hanno elargito a piene mani ed una crescita del PIL dell’1,5%.

Come è noto, l’Europa ha bocciato il provvedimento perché prevede tanti debiti ed una crescita impossibile. Quelle previsioni assurde scritte dal Governo hanno procurato danni ingenti: uno spread molto alto e il non acquisto dei BTP italiani nell’ultima emissione fatta.

Da quel momento, i toni sono cambiati e si è cercato un accordo con l’UE (ma non si poteva fare prima?). Il Governo, pertanto, avrebbe accettato di ridurre il rapporto deficit/PIL al 2%.

Ridurre le spese per le promesse

Lo 0,1% è ari a circa 1,7 miliardi di euro, ciò significa che la spesa dovrà essere ridotta di circa 6,8 miliardi di euro.

Poiché alla Camera non hanno modificato la proposta di legge, la tagliola sulle spese previste da 35 miliardi sarà applicata al Senato fino a circa 28 miliardi, sempre che la crescita del PIL 2019 sarà mantenuta al +1,5%. Ma se dovessero ridurre anche quel dato – cosa molto probabile perché la crescita da quando sono loro al governo si è fermata – la riduzione delle spese sarà notevolmente più significativa.

Cosa succederà?

Cosa taglieranno? In che modo garantiranno l’equilibrio di bilancio?

Ad oggi non è ancora noto, lo vedremo nei prossimi giorni.

Ciò anche per dire che questo pressapochismo nel programmare il bilancio 2019, accomunato a dichiarazioni fantasiose e risibili di diversi membri del Governo, non aiuta la credibilità dell’Italia e, soprattutto, la serenità e la fiducia degli italiani.

 

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