La lettera dell’odio

La lista civica “Verona per la libertà” che sostiene Alberto Zelger, già consigliare comunale della Lega, a candidato sindaco, ha inviato una delirante lettera all’Ambasciata russa.

Si legge:

Spett. Ambasciata,

con la presente vorremmo significarvi il nostro personale dissenso verso le decisioni dissennate che il nostro Governo sta prendendo nella questione della guerra fra il vostro paese e l’Ucraina.

 Il Presidente Draghi non ci rappresenta, nessuno l’ ha voluto  e, inoltre, perpetua decisioni lontane dal nostro modo di intendere le questioni di natura nazionale e internazionale.

Pertanto, la preghiamo di tenere in considerazione che il popolo italiano è stretto in una morsa legislativa da cui fatica a liberarsi a causa delle continue fittizie emergenze orchestrate ad hoc dal Consiglio dei Ministri e dal Presidente Draghi.

L’invio a sorpresa di armi ad una delle due parti ha lasciato tutti sgomenti e nelle strade non si parla che di questo.

Un’antica amicizia lega i nostri paesi, un ormai consolidato rapporto socio-economico ci ha fatto conoscere ed apprezzare vicendevolmente e, non ultimo, il reciproco scambio artistico e culturale ha dilettato i nostri popoli sin dal ‘700.

Non possiamo assistere inermi allo scempio che si sta compiendo in poche settimane per annientare tutto questo, a causa di un nugolo di persone che occupa, senza consenso, gli scranni del potere.

Vogliate aiutarci a resistere e considerate le nostre lotte per il ripristino della democrazia e della Costituzione Italiana.

Con ossequio.”

Al peggio non c’è mai fine.

Pensavo si fossero superati con le loro posizioni no vax e contro il green pass, ma questa azione  sconcertante supera ogni limite.

Io penso che stare dalla parte di Putin equivalga a condividere le sue azioni criminali.

Verona potrebbe essere solo la punta dell’iceberg e che circoli gente che pensa che si possano commettere crimini orrendi, occupare un altro Paese, torturare i civili, bombardare gli ospedali, c’è da preoccuparsi.

Se a certa gente non viene data una risposta dura e tempestiva, questi pensano che possano tranquillamente dire ogni cosa.

Mentre in Russia, il paese che amano, gli oppositori vengono avvelenati, da noi la democrazia, che questi non amano, risponde con le leggi.

Ecco, io credo che questa lista sia un pericolo.

Per questo, sono intervenuto in Senato per richiamare l’attenzione del Ministro dell’Interno affinché siano valutati con scrupolo i fatti accaduti e, soprattutto, i contorni di un’organizzazione che si propone al voto con deliranti proclami che vanno contrastati in ogni modo.

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