La risposta del futuro

Penso che il fatto che migliaia e migliaia di giovani abbiano subito prenotato la sommisinistrazione del vaccino anti-covid sia la più bella e importante risposta che il futuro ci consegna.

Appena è stato possibile, anche in Veneto e a Verona, tantissimi convintamente si sono prenotati.

La cosa è positiva è lo è anche se le motivazioni addotte da alcuni commentatori (e soliti criticoni) è stata quella che “lo fanno per poter essere liberi di fare ciò che vogliono”. Non credo che questo cambi il valore dell’atto, tutti ci stiamo vaccinando per tornare alla normalità e fare quello che facevamo.

Ma, una frase così detta fa trasparire una certa dose di diffidenza sulle capacità e qualità dei nostri giovani.

È un errore, attuale ed in prospettiva, a causa del quale oggi non si riconosce loro un ruolo e questo disconoscimento inciderà anche un domani, ritardando il loro protagonismo nella società.

Non è retorica dire che i giovani sono il futuro. È un fatto inconfutabile. Chiunque di noi sa bene in quale età ha espresso molto, in termini di ambizione e crescita personale e professionale. I più anziani hanno costruito le premesse per quanto abbiamo avuto finora, ma quello che sarà un domani può essere costruito solo dai giovani di oggi.

Questo punto è decisivo per stimolare i decisori politici e sociali ad investire di più sui giovani, affinché sia sempre più ridotto quel tempo tra la maturazione personale e la scelta di impegnarsi nella via è nella società.

I Governi, da anni ormai, attuano politiche, soprattutto economiche, per favorire il dinamismo e l’intraprendenza giovanile, ma se queste azioni non sono accompagnate da stimoli culturali che i più grandi possono dare, il rischio è che l’investimento non coglierà i suoi frutti.

Tocca ai più grandi, quindi, creare le condizioni per un protagonismo maggiore dei giovani, lasciando spazi e incentivando le capacità che ci sono in giro.

Io credo che i giovani siano pronti e rifletterli con il ricordo di quando eravamo giovani noi cercando un punto di incontro sia sbagliato, come lo era quando i nostri genitori – giovani negli anni 60 – si approcciavano a noi.

La conferma che hanno qualcosa di buono da dire è proprio la volontà di vaccinarsi, a tutela propria e degli altri.

Quale risposta migliore per il futuro?

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