La situazione economica italiana ai tempi Covid

Il Parlamento ha approvato la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza che ridefinisce il quadro programmatico di finanza pubblica nel quale saranno inserite le misure della prossima legge di bilancio, che avrà come obiettivo quello di sostenere la ripresa dell’economia italiana nel triennio 2021-2023, in stretta coerenza con il Piano nazionale di ripresa e resilienza.

La Nota ripercorre il difficile contesto che ha caratterizzato i mesi passati. Il contenimento dei contagi e la salvaguardia della salute hanno richiesto l’adozione di misure via via più stringenti, con una pesante ricaduta sul tessuto economico del Paese, che ha registrato la peggiore caduta del prodotto interno lordo della storia repubblicana.

Dal mese di maggio, grazie al graduale allentamento delle misure di prevenzione e agli imponenti interventi di politica economica messi in atto – quantificabili in 100 miliardi in termini di impatto sull’indebitamento netto della pubblica amministrazione, a cui va aggiunto l’ammontare senza precedenti delle garanzie pubbliche sulla liquidità – si sono iniziati a registrare segnali di ripresa, che consentono, per il terzo trimestre dell’anno, di prevedere un rimbalzo del PIL maggiore di quello ipotizzato nel DEF.

Complessivamente, la previsione di variazione del PIL reale per il 2020 viene abbassata dal -8% della previsione del DEF al -9% (che potrebbe arrivare a -10,5% in caso di recrudescenza dell’epidemia), con un’inversione di tendenza per gli anni successivi, per i quali l’aumento tendenziale è del 5,1% nel 2021, del 3% nel 2022 e dell’1,8% nel 2023.

Il principale motivo della revisione al ribasso per il 2020 risiede nella contrazione più accentuata del PIL nel secondo trimestre, a sua volta spiegata da una durata del periodo di parziale chiusura delle attività produttive in Italia e da una diffusione dell’epidemia su scala globale superiori a quanto ipotizzato in aprile. Si è inoltre adottata una previsione assai più cauta di incremento del PIL nel quarto trimestre (ora cifrata in uno 0,4% a fronte del 3,8% previsto nel DEF).

Per quanto riguarda la programmazione delle finanze pubbliche, la Nota prevede per il 2021 un deficit pari al 7% del PIL. Rispetto alla legislazione vigente, che prevede un rapporto deficit/PIL pari al 5,7%, si presenta quindi lo spazio per una manovra espansiva pari a 1,3 punti percentuali di PIL (oltre 22 miliardi di euro).

Per questa ragione, con la Nota di aggiornamento è stato chiesto al parlamento di autorizzare il relativo scostamento, dichiarando di voler utilizzare questo spazio fiscale, con la prossima legge di bilancio 2021-2023, per interventi di natura fiscale, l’adozione di misure per il sostegno e lo sviluppo delle imprese, interventi per la salvaguardia dell’occupazione e il rilancio degli investimenti pubblici e privati.

In particolare, tra gli ambiti principali della prossima manovra di bilancio, ci sono:

– il rifinanziamento delle politiche invariate non coperte dalla legislazione vigente (missioni di pace, rifinanziamento di taluni fondi di investimento, fondo crisi d’impresa, ecc.);

– la previsione di significative risorse per il sostegno all’occupazione e ai redditi dei lavoratori, segnatamente nei settori più colpiti dall’emergenza Covid-19 e con particolare riferimento al 2021;

– il completamento del finanziamento del taglio del cuneo fiscale sul lavoro dipendente (i c.d. 100 euro);

– il finanziamento del taglio contributivo al Sud già introdotto dal decreto-legge “agosto” limitatamente alla seconda metà del 2020.

Un’importante componente della politica di bilancio per il 2021-2023 sarà il pieno utilizzo delle risorse messe a disposizione dal Next Generation EU (NGEU) per incrementare gli investimenti pubblici in maniera inedita e aumentare le risorse per la ricerca, la formazione, la digitalizzazione e la riconversione dell’economia in chiave di sostenibilità ambientale.

 

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