La soluzione non è semplice, per nulla!

Ago 11 2019
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Premessa

La crisi del Governo e le interlocuzioni di questi giorni, sono il frutto del superamento del sistema bipolare nel quale due coalizioni si potevano confrontare. Due coalizioni e non due singoli o due partiti.

L’esperienza e le modalità che stiamo vivendo sono un allarme sulle criticità che il sistema ha mostrato e sui possibili esiti di queste criticità.

Ovviamente, il dibattito sulle eventuali ipotesi future va comunque fatto DOPO che il Governo in carica si dimetterà, sancendo, finalmente, il fallimento dei populisti e del sovranismo leghista. Ma, è altrettanto ovvio che gli scenari sono sotto gli occhi di tutti.

Attualità

Dopo le elezioni europee, ho sempre pensato che Salvini volesse il voto, ma a Marzo prossimo perché ero persuaso che volesse fare la legge di bilancio 2020 con il M5S.

Una legge “elettoralistica” piena zeppa di promesse, per poi provare a governare i prossimi anni con le destre storiche.

Invece, non è stato così e la Tav è solo una scusa.

E’ altamente probabile che abbiano inciso sia la realtà dei conti pubblici (peraltro, in sofferenza a causa loro), in ragione dei quali non sarebbe stato tanto possibile fare le promesse elettorali con i soldi pubblici, sia le forti divergenze sul ruolo dell’Europa e le conseguenti alleanze strategiche.

Aggiungerei anche il taglio dei parlamentari, ma solo per i tempi. Infatti, la riforma costituzionale in calendario a settembre, con l’eventuale richiesta di referendum (la richiesta può essere avanzata entro tre mesi dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. A quel punto, il Presidente della Repubblica entro sessanta giorni fissa con un decreto la data della consultazione, che deve avvenire tra il 50º e il 70º giorno successivo al decreto di emanazione) e poi la riformulazione dei collegi elettorali avrebbero allungato i tempi a data incerta (oltre a ridurre gli appetiti che dovrà soddisfare).

L’ubriacatura dei sondaggi ha fatto il resto.

Da qui la scelta di anticipare tutto nell’UNICA finestra possibile in modo che, se dovesse vincere le elezioni, Salvini (1) farebbe la legge di bilancio nel primo anno di legislatura, e ne capite il beneficio, (2) governerebbe con una maggioranza solida per cinque anni, (3) non sarebbe costretto a limitare la sua rappresentanza e (4) nel 2021 eleggerebbe il suo Presidente della Repubblica.

Gli scenari, a questo punto, sono questi: elezioni subito o Governo istituzionale/politico.

Opzione elezioni subito.

In questo scenario:

  1. Salvini è dato per vincente, anche con una coalizione minima. Il suo Governo proseguirà le politiche economiche di destra, dell’odio e della paura, di non accoglienza e attuerebbe significativamente lo spostamento a destra dell’asse politico con prevalenza sovranista. In Europa, sarebbe ancora più marcata la sua adesione alle strategie anti Europa della Russia. Dopo il Presidente Mattarella arriverà un sovranista;
  2. mi pare sia diffusa la sensazione che il PD non sia competitivo. Allora, le elezioni potrebbero essere l’occasione per rinnovare il ritenuto stato asfittico del Partito e la percepita mancanza di una leadership forte.

Se queste due cose sono vere (ognuno in cuor suo potrà tranquillamente ritenerlo o meno):

  1. non servono coalizioni create in laboratorio, bensì abbiamo bisogno di un soggetto del centrosinistra capace di attrare coloro che il PD non attrae (e non attrarrà) più. Ovviamente non solo in funzione anti-Salvini;
  2. serve qualcosa di più convincente per far ritrovare – già ad ottobre – i tanti che non vogliono un’Italia governata dagli autoritarismi, con l’odio e la paura e che, fatto importantissimo, alimenti la percezione che si può vincere.

Per favorire questo – secondo me – servono le primarie, in modo che tutti partecipiamo alla scelta di colui che deve consegnarci quell’entusiasmo indissolubilmente legato alla percezione che possiamo farcela.

Nota finale su questo scenario: nel PD c’è chi chiede elezioni subito. E’ probabile che chi le chiede crede di vincere con la coalizione di centrosinistra (lo speriamo tutti, ovviamente), oppure, se il voto non consegna a nessuno una maggioranza, crede in un Governo con il M5S, unica possibilità per noi. A questo punto, però, sarebbe un vero e proprio governo politico di legislatura.

Opzione Governo istituzionale.

L’Italia è una Repubblica parlamentare ed i Governi non vengono eletti dal popolo, ma ricevono la fiducia del Parlamento.

La seconda opzione, quindi, sarebbe quella di costruire un governo che destruttura le prospettive di Salvini e delle destre sovraniste. Oggi in Parlamento hanno solo il 22% circa dei parlamentari.

Un Governo da costruire, e lo sappiamo tutti, con coloro (M5S) che hanno governato con Salvini e che ci hanno detto di ogni, financo ad accusarci di abusare dei bambini.

La cosa non è per nulla entusiasmante.

In questo scenario, oltre a prendere (io) una pastiglia di Maalox ed un’elevata dose di tranquillanti, mi concentro solo sul merito della nostra prospettiva e degli “interessi elettorali”.

Solo così, riuscirei a vedere un Esecutivo che garantisce alcune cose, tra le altre la sterilizzazione dell’aumento dell’IVA, la stabilità durante la legge di bilancio, correzioni al bilancio su alcune leggi (loro), il taglio dei parlamentari – se inserito in una riforma più ampia che coinvolge il bicameralismo paritario.

Aggiungo un’altra cosa che, secondo me, è necessaria: introdurre una legge elettorale proporzionale che metta la nostra democrazia al riparo dai colpi di mano. Questa esperienza – l’assetto tripolare, il fallimento del bipolarismo, l’offerta politica variegata, la mancata rappresentanza parlamentare per milioni di italiani – insegna che il modello esistente non garantisce la corretta funzione democratica dei poteri. Se poi arriva un estremista di destra, il gioco è fatto.

Avrebbe senso un Governo simile SOLO se riesce a fare queste cose!

Ma, si dice, Zingaretti vuole il voto, tanto anche se si perde, almeno cambierà i parlamentari e Renzi vuole il Governo istituzionale per contrasto e per salvare le poltrone dei “suoi” parlamentari.

Spero nessuno cada in questo STUPIDO tranello.

Non sono loro al centro del guado, ma il nostro futuro politico e quello della democrazia italiana.

Quale delle due scelte è quella di responsabilità?

Ovviamente, in tutti e due gli scenari che ho tracciato, pagheremo un prezzo.

In ogni caso, il  Pd deve essere comunque pronto per andare alle elezioni e ogni altra soluzione non può essere ne pasticciata ne di corto respiro. Solo dopo le consultazioni si potranno verificare le condizioni numeriche e politiche di un Governo diverso. Ovviamente, va evitato che nasca solo per la paura delle urne.

Cosa scegli, voto subito o Governo (istituzionale/politico)?

A che punto siamo?

Il 13 agosto abbiamo votato il calendario dell’aula. Il centrodestra unito ha proposto di calendarizzare per il 14 agosto la mozione di sfiducia presentata dalla Lega contro il Presidente Conte.

L’altra proposta, presentata dal PD, chiedeva di calendarizzare la presenza di Conte il aula il 20 agosto per comunicazioni inerenti la crisi.

La maggioranza dell’aula (M5S, PD, Autonomie, LeU) ha approvato la proposta PD.

Martedì 20 agosto, quindi, Conte riferirà in aula sulle ragioni della crisi e sulle responsabilità.

È verosimile che dopo il previsto dibattito rassegnerà le sue dimissioni.

Nei giorni successivi, pertanto, il Presidente Mattarella avvierà le consultazioni.

Il 21 agosto la Direzione nazionale del Partito Democratico deciderà la propria posizione.

Salvini, un uomo disarmante

In tutto questo, Salvini, tra una cubista ed un mojito, pensava di essere in spiaggia e parlare con i bagnanti e, quindi, poteva raccontare balle, come suo solito.

Invece, era in Senato e ciò nonostante ne ha raccontato due delle sue:

  1. l’aumento dell’IVA che ci sarà a causa della crisi di Governo da lui causata, è stata introdotta dal PD.

Ma è così? No, è falso!

La clausola di salvaguardia è stata introdotta dal governo Berlusconi del 2011 di cui la Lega faceva parte.

Quel Governo, per poter superare la crisi nella quale aveva portato l’Italia, fece un patto con l’Unione Europea impegnandosi a reperire entro il 30 settembre 2012 ben 20 miliardi di euro, pena l’obbligo di tagli alla spesa pubblica, aumento delle aliquote Iva e delle accise e un taglio lineare alle agevolazioni fiscali.

Successivamente, il Governo guidato da Monti, ha trasformato le clausole di salvaguardia in aumenti delle sole aliquote IVA.

Da allora i governi che si sono succeduti hanno rinviato le clausole di salvaguardia oppure

oppure le hanno sterilizzate inserendo nella legge di bilancio la cifra dell’aumento previsto.

Nell’ultima legge di bilancio, il Governo grillo leghista ha rafforzato la clausola IVA prevedendo l’aliquota del 25% nel 2020 e del 26% nel 2021.

Per sterilizzare questi due aumenti, servirebbero 23 miliardi di euro per il 2020 e 29 miliardi nel 2021.

  1. Ha chiesto di votare subito il taglio dei parlamentari e poi il voto.

Ma è così? No, è falso!

Non si può votare la riforma costituzionale che taglia i parlamentari e poi andare a votare subito.

Infatti, l’art. 138 della Costituzione prevede la possibilità di richiedere il referendum costituzionale

qualora, in entrambe le Camere, non viene raggiunta la maggioranza qualificata dei 2/3 dei componenti.

È il caso del taglio dei parlamentari sul quale Salvini basa la sua proposta.

La richiesta può essere presentata da un quinto dei membri di una Camera, da 500.000 (cinquecentomila) elettori o da 5 (cinque) Consigli regionali entro tre mesi dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Decorso questo periodo, il Capo dello Stato, entro sessanta giorni, fissa con un decreto la data della consultazione, che deve avvenire tra il 50º e il 70º giorno successivo al decreto di emanazione.

A quel punto, entro 45 giorni devono essere ridisegnati i collegi elettorali.

Solo a quel punto si può votare.

Basta un semplice calcolo dei tempi per comprendere che la proposta di Salvini è una fake news.

Ci sono due opzioni diverse: se vuole davvero il taglio non deve far cadere il governo, oppure se si

votasse subito, anche dopo il taglio, i parlamentari da eleggere saranno comunque 945.

Salvini ha chiesto “pieni poteri”, è tronfio, ma non invincibile. Ha commesso gravi errori, voleva far prevalere i suoi interessi, ha voluto una crisi che danneggia il Paese ed il Parlamento ha reagito. Le sue bugie sono state scoperte e adesso ha cambiato linea: è tornato a pietire un’alleanza con il M5S..

Davvero stucchevole!

 

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