La stepchild adoption. Cosa ne pensi?

Feb 01 2016
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La stepchild adoption (adozione del figliastro)  consente al figlio di essere adottato dal partner (unito civilmente o sposato) del proprio genitore.

La stepchild adoption viene generalmente utilizzata quando due adulti formano una nuova famiglia ed uno di loro, o entrambi, portano un figlio avuto da una precedente relazione. Generalmente queste famiglie (cd. famiglie ricostituite) sono la conseguenza di divorzi, separazioni, famiglie mononucleari o della morte di un coniuge.

L’istituto è finalizzato: da un lato, a consolidare i legami familiari in una famiglia ricostituita; e, dall’altro, a tutelare l’interesse del minore a veder garantita l’instaurazione di un rapporto giuridico analogo a quello genitoriale con un soggetto al quale non è legato biologicamente, ma determinato ad assumere nei suoi riguardi un ruolo genitoriale.

La stepchild adoption in Italia è stata istituita nel 1983 per le sole coppie eterosessuali sposate e dal 2007 anche conviventi. In Germania haforme simili alla nostra, mentre l’adozione piena e legittimante, aperta sia a coppie eterosessuali che omosessuali, è prevista nel Regno Unito, Francia, Spagna e Grecia.

La stepchild adoption nasce dalla necessità, molto avvertita dalle coppie omosessuali, di proteggere i propri figli dalla mancanza di una legge nazionale che riconosca diritti e doveri delle coppie di fatto. Questi bambini, infatti, spesso nati all’estero grazie alla procreazione assistita eterologa, in Italia risultano figli solo del genitore naturale, e in caso di problemi del genitore biologico l’altro non ha alcun diritto né dovere nei suoi confronti. In caso di decesso del genitore biologico, invece, pur avendo una famiglia, lo stato renderebbe questi bambini orfani, col rischio che finiscano, se minorenni, anche in orfanotrofi.

In assenza di provvedimenti legislativi volti a tutelare i nuclei familiari ricostituti la magistratura italiana si è trovata a dover decidere su alcune richiesta di adozione in casi particolari avanzata da alcuni genitori sociali nei confronti dei figli del loro partner dello stesso sesso.

Nel 2014 il Tribunale dei Minori di Roma ha riconosciuto di fatto la prima adozione omosessuale, permettendo a una donna di adottare la figlia naturale della compagna. Le donne si erano sposate in Spagna e sempre all’estero erano ricorse alla procreazione eterologa assistita per avere un figlio. Il tribunale si è basato sull’articolo 44 della legge sull’adozione del 4 maggio 1983, che la contempla in alcuni casi anche per le coppie non sposate. In particolare, “nel superiore e preminente interesse del minore a mantenere anche formalmente con l’adulto, in questo caso genitore sociale, quel rapporto affettivo e di convivenza già positivamente consolidatosi nel tempo“. La corte non ha quindi creato un nuovo diritto ma ha offerto copertura giuridica a una situazione già esistente, nell’interesse del minore.

La proposta cd. Cirinnà (articolo 5, vale a dire l’estensione della responsabilità genitoriale sul figlio del partner), permette l’adozione del figlio del o della partner. Per le coppie dello stesso sesso unite civilmente non sarà possibile adottare bambini che non siano già figli di uno dei o delle componenti della coppia. Chi adotta non acquista diritti successori nei confronti dell’adottato, ma assume tutti i doveri che incombono sul genitore nei riguardi del figlio.

Cosa ne pensi? Se favorevole o contrario?

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