La strategia geopolitica

Ormai è chiaro che l’invasione della Russia è un’azione che va ben oltre il territorio dell’Ucraina e minaccia gli interessi dell’Unione Europea.

E lo è ancora più chiaro nel momento in cui l’aggressore Putin imputa la colpa della sua scelta alla NATO e agli USA.

Infatti, entrambi non hanno le responsabilità citate da colui che sta bombardando indiscriminatamente i civili.

La decisione di Putin ha a che vedere con l’allargamento dell’Unione Europea e, quindi, all’influenza che questa, alleata fondamentale dell’occidente e in gran parte membro NATO, sta assumendo nell’area dove egli ritiene di avere un diritto.

(Ne ho parlato qui https://www.vincenzodarienzo.it/il-sostegno-delleuropa-alle-forze-armate-ucraine/)

L’Europa deve fermare chi ha violato la legalità internazionale con l’invasione.

Per questa basilare ragione, l’UE non può fare altro che scegliere il campo giusto della storia, quello democratico, e fermare la guerra il più presto possibile.

Per farlo, è necessario che l’Ucraina resista e che la Russia non vinca.

Solo questo può evitare altri passi simili in futuro.

Ho detto “che la Russia non vinca”, e, pertanto, non penso che “debba perdere”.

Infatti, l’obiettivo deve essere la salvaguardia della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina, senza tentare di ottenere l’umiliazione della Russia, affinché sia l’Ucraina stessa a definire le condizioni per i negoziati.

Forte di questa convinzione, riesco a leggere e interpretare correttamente le informazioni che la stampa ci propina.

Ad esempio, è stato incredibile quanto accaduto sul messaggio troncato del discorso di Stoltenberg, segretario generale della Nato.

E’ stato riportato quando ha detto che “la disponibilità espressa da Zelensky di cedere la Crimea non sarà mai accettata dalla NATO” ed è stato troncato quanto ha aggiunto, ovvero che “saranno però il governo e il popolo ucraino a decidere in maniera sovrana su una possibile soluzione di pace”.

Questo passaggio fondamentale non è stato riportato ingenerando la convinzione che la NATO vuole la guerra. Così, si fa il gioco di Putin.

Devo ricordare, peraltro, che tranne sette Paesi, il resto del mondo non ha riconosciuto l’annessione della Crimea, quindi, il tema non si pone.

Che dolore, poi, il paragone che gli ammiratori di Putin fanno tra la resistenza ucraina e quella italiana, citata strumentalmente solo per dire che la Resistenza italiana aveva la possibilità di vincere, mentre quella ucraina no.

E quando ripetono che il Donbass non vale una messa? Riducono il confronto ad una sperduta regione dell’Ucraina, come se quello fosse il problema.

La smettano i putiniani di casa nostra e comprendano che la sicurezza dell’Europa si basa anche sull’indipendenza dalla Russia e sulla cooperazione con questo Paese e che è la volontà di potenza di Putin che ha portato la guerra in Europa.

Questo disegno va respinto e per farlo la Russia va costretta alla pace.

Solo così potremmo stare tranquilli in futuro.

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