La triste agonia dell’Autobrennero.  

I soci privati della società che gestisce l’autostrada A/22 Modena/Brennero, hanno diffidato il Consiglio di Amministrazione ad aderire all’opportunità offerta di rinnovo della concessione con la modalità della finanza di progetto.

Credo che questo sia il colpo mortale alla vicenda. Non vedo alternative alla gara europea.

Per evidenti responsabilità dei soci dell’Autobrennero, per la terza volta negli ultimi anni, con il Decreto cd. “infrastrutture” sono stati modificati i termini giuridici per rinnovare la concessione dell’autostrada scaduta dal 30 aprile 2014.

Nel 2017 avevamo offerto la possibilità del rinnovo diretto “in house” in capo agli enti locali della tratta autostradale, poi la possibilità di agire direttamente sulla liquidazione dei soci privati e da ultimo l’affidamento della concessione anche mediante le procedure previste per la finanza di progetto.

Nonostante le continue disponibilità, in quella società si continua a litigare inficiando giorno dopo giorno il rinnovo della concessione. Un’agonia insostenibile.

Ricordo che già in passato il grave ritardo è stato stigmatizzato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che mesi fa ha chiesto al Parlamento di affidare la concessione autostradale della A/22 attraverso una gara per rispettare i principi di concorrenza nelle modalità di affidamento. Anche l’Unione Europea è intervenuta per bocciare una idea fantasiosa quanto strampalata che i soci proponevano, sempre basata sulla proroga.

Anzi, mentre la stessa Europa sta valutando se accettare la compatibilità della finanza di progetto con l’omogeneità europea nel comparto delle concessioni autostradali, ecco la tegola della contrarietà dei soci privati.

A questo punto, credo non ci siano più alibi all’effettuazione della gara europea.

Bisogna dire basta a tutto questo che stanno facendo perdere milioni di euro a Verona ed anche allo Stato, visto che in corpo a quella società vi sono i soldi che la medesima deve conferire per la compartecipazione alla costruzione del tunnel di base del Brennero.

Una nuova proroga non sarebbe accettabile, neanche dall’Europa. Infatti, secondo l’Autorità, gli investimenti infrastrutturali previsti dal Piano Finanziario della concessione sarebbero più utilmente perseguibili con l’assegnazione tramite gara al gestore più efficiente, piuttosto che mediante il prolungamento del rapporto concessorio esistente.

Non aspettiamo dicembre 2022, ovvero il termine entro il quale deve concludersi l’operazione di affidamento in project financing, penso sia più opportuno chiudere adesso il discorso e avviare le procedure per acquisire il fondo ferrovia e la gara europea.

Solo così Verona potrà ricevere i fondi che le spettano da anni!

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