L’acqua alta a Venezia, l’emergenza ed il MOSE.

Nov 13 2019
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La drammatica acqua alta a Venezia, che ha messo in ginocchio il capoluogo di Regione nonché patrimonio dell’UNESCO ha riportato a galla la vicenda del MOSE.

Il MOSE, MOdulo Sperimentale Elettromeccanico, è stato pensato negli anni ’80 ed è un sistema di paratie per proteggere Venezia e la sua laguna dall’acqua alta superiore ai 110 centimetri. E’ stato iniziato nel 2003 e avrebbe dovuto essere pronto tre anni fa.

Nel Bilancio 2018 del Consorzio Venezia Nuova, il concessionario per la costruzione, la consegna definitiva è fissata per il 21 dicembre 2021

Durante un’audizione alla Camera dei Deputati il 26 luglio 2018 l’amministratore straordinario del Cnv, ha comunicato che le opere sono state completate al 93% e che dal 30 giugno 2020 dovrebbe essere avviata la fase di gestione sperimentale.

L’opera è costata più di 7 miliardi ed è composta da 78 paratie mobili installate nelle tre bocche di porto lagunari: Lido, Malamocco e Chioggia. Al sistema idraulico di paratie, che stanno appoggiate sul fondo delle bocche di porto e si alzano con l’alta marea riempendosi di aria compressa, si affianca la sede operativa all’Arsenale, che già dal 2012 è in grado di fornire previsioni sul meteo e sulle maree con tre giorni di anticipo.

I finanziamenti ci sono, in particolare oltre mille milioni di euro per portare a termine i lavori e per finanziare la manutenzione per l’intero primo anno di attività. Il 7% dei lavori ancora da realizzare, circa 560 milioni di euro, sono per lo più in opere ambientali, di restauro e di impiantistica.

Una rilevante causa dei ritardi è stato certamente il coinvolgimento di vari soggetti nelle indagini della magistratura per aver ricevuto fondi illeciti.

Ricorderete che tra questi vi era anche l’ex Presidente Galan, a capo per tanti anni di una maggioranza in cui la Lega aveva ruoli rilevanti, in primis Luca Zaia in qualità di Vice Presidente.

Le responsabilità penali sono, ovviamente, personali, ma su quelle politiche non ci sono dubbi a carico del Governo di centrodestra della Regione.

In ogni caso, immediatamente dopo i fatti, è stato richiesto lo stato di calamità ed ho depositato un emendamento, insieme al collega veneziano Ferrazzi, per destinare 200 milioni di euro in due anni per il ripristino del patrimonio immobiliare pubblico e privato e di quello artistico archeologico della città.

E’ un primo passo per le cose da fare.

Gli errori e le ruberie del passato non possono trasformarsi in un flagello per la Laguna.

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